Archivio Antimafia Duemila

  • Aumenta dimensione caratteri
  • Dimensione caratteri predefinita
  • Diminuisci dimensione caratteri
News 3.000 baby gangster a Gela

3.000 baby gangster a Gela

baby-gang-web.jpg

di Dora Quaranta - 14 settembre 2009
Gela.
A Gela vi sono 3.000 baby criminali armati di tutto punto, pronti a costruirsi una carriera criminale di rispetto. Il loro addestramento comincia a 12-13 anni e si fanno vanto di avere padri, fratelli detenuti per associazione mafiosa. Finire in carcere per loro è un onore.



Il numero dei giovanissimi criminali si riproduce “in maniera esponenziale”, ha avvertito Vincenzo D’Agati, comandante provinciale dei carabinieri di Caltanissetta.
A questo piccolo esercito apparteneva Calogero Greco, detto Carletto, 20 anni, figlio di Bruno Greco, arrestato il 12 agosto scorso dai carabinieri di Caltanissetta. Carletto a fine luglio ha bruciato la Mini Cooper dell’imprenditore Nicola Interdici e ha sparato colpi di fucile contro la vetrina di uno dei negozi di quest’ultimo. Il suo volto è stato ripreso dalle telecamere del sistema di videosorveglianza. Voleva vendicarsi di un grave affronto subito: alla discoteca “Parana”, di proprietà di Interdici, non gli era stato concesso di bere gratis insieme ai suoi amici nonostante il suo cognome da mafioso.
A Gela, da quando Rosario Crocetta ha lasciato la carica di sindaco per il Parlamento europeo, la situazione si è fatta difficile. Il racket ha rialzato la testa. Per questo motivo Crocetta ha lanciato un appello al presidente della Regione Lombardo affinché dia un “segnale forte” e “non mandi un burocrate come commissario al Comune”, ma “una personalità alta, il cui valore sia unanimemente riconosciuto”. Crocetta ha invitato tutte le forze politiche ad indicare un degno candidato alla poltrona di sindaco. “Dopo di me non può esserci un candidato tranquillo – ha aggiunto Crocetta – in un momento di guerra come questo significherebbe lanciare a quest’esercito di criminali un segnale di pax mafiosa, sarebbe un tradimento intollerabile nei confronti di Gela, della Sicilia, delle associazioni antiracket, dei tanti che si sono ribellati e coraggiosamente continuano a dire no”.