Archivio Antimafia Duemila

  • Aumenta dimensione caratteri
  • Dimensione caratteri predefinita
  • Diminuisci dimensione caratteri
News 'Ndrangheta: Si costituisce a Milano il latitante Facchineri

'Ndrangheta: Si costituisce a Milano il latitante Facchineri

facchineri-vincenzo-web.jpg

di Monica Centofante - 4 agosto 2009
Si è costituito a mezzogiorno di ieri, dopo tre mesi di latitanza. Consegnandosi ai Carabinieri della Compagnia Milano Duomo perché, avrebbe confessato, non riusciva più a resistere ai continui blitz che da tempo avevano reso impossibile la sua vita e soprattutto quella dei suoi familiari.



E’ finita così la latitanza di Vincenzo Facchineri. Un’intera vita al servizio della ‘Ndrangheta: da quando all’età di soli 11 anni era stato segnalato per la prima volta dalle forze dell’ordine e fino una condanna a dieci anni di reclusione per traffico di droga, seguita a diversi arresti per produzione e traffico, tra le province di Perugia e Milano, delle stesse sostanze stupefacenti. Più esattamente: eroina e cocaina provenienti dalla Turchia e dal Sud America e destinate al mercato milanese e anche ad alcune discoteche del capoluogo lombardo.
Facchineri, che operava nella zona di Cesano Boscone, è originario di Cittanova, in provincia di Reggio Calabria. Paese dal quale era stato costretto ad allontanarsi per sfuggire alla faida tra gli Albanese-Raso e il suo clan. Quello dei Facchineri, appunto, del quale il fratello Luigi era un esponente di spicco e che rappresenta una delle ‘ndrine storiche della mafia calabrese, operante nella provincia di Reggio Calabria sin dalla fine dell’Ottocento.
Dedito alle estorsioni, al traffico di droga e alla gestione di attività commerciali il clan, a cavallo tra il 1970 e il 1980 e dopo un iniziale predominio sul territorio, aveva perso la prima guerra contro la cordata  avversaria dei Raso-Albanese-Gullace, sostenuta dai Piromalli-Pesce. E per questo molti dei suoi esponenti erano stati costretti a lasciare Cittanova per raggiungere varie località in Umbria, Toscana, Liguria, Piemonte, Lombardia e Valle d’Aosta.
Nel 1987, nel tentativo di ristabilire la propria supremazia nella terra d’origine, i Facchineri avevano scatenato una seconda faida che durò fino al 1991 e che garantì loro il ritorno nel proprio paese, senza perdere il prezioso collegamento con quelle regioni nelle quali si erano rifugiati e dove ormai gestivano numerose attività illecite. Tra queste, appunto, il traffico di droga.
Tra le regioni in cui evidente è la presenza dei Facchineri, anche il Lazio, dove negli anni Novanta, spiegano Nicola Gratteri e Antonio Nicaso nel libro “Fratelli di sangue”, “appartenenti alla famiglia Facchineri sono stati più volte segnalati in compagnia di Enrico Nicoletti, noto come il tesoriere della Banda della Magliana”. Tra questi probabilmente anche lo stesso Vincenzo Facchineri, che da quanto emerge oggi era in contatto proprio con elementi appartenenti allo stesso gruppo criminale.