Archivio Antimafia Duemila

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News Il ponte sullo stretto nelle mani della Calcestruzzi spa

Il ponte sullo stretto nelle mani della Calcestruzzi spa

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 1 febbraio 2008

Caltanissetta. Controlli a tappeto in tutte le struttura realizzate con materiale
prodotto dalla Calcestruzzi spa sono stati disposti dalla Procura di Caltanissetta,


 titolare dell’inchiesta sulla società bergamasca, accusata di aver venduto calcestruzzo “taroccato” per ottenere fondi neri. A confermare la tesi accusatoria è un ex dipendente della Calcestruzzi, Salvatore Paterna. A tirarlo in ballo é stato, nei mesi scorsi, il collaboratore di giustizia Calogero Barberi che lo ha indicato come affiliato a Cosa nostra, referente per la zona di Riesi in provincia di Caltanissetta. Paterna, interrogato dai pm dopo essere stato arrestato, ha riferito dettagliatamente le modalità seguite dalla Calcestruzzi spa per creare questi fondi neri. Tra le rivelazioni di Paterna c’è ne è una particolarmente interessante. Se il ponte sullo stretto fosse stato realizzato il cemento sarebbe stato quello della Calcestruzzi. In effetti la società, sicura che avrebbe venduto il calcestruzzo all’impresa che si aggiudicava l’appalto miliardario, aveva già aperto uno stabilimento a Messina, a quanto pare con l’aiuto di presunti mafiosi. Per gli inquirenti le mani di Cosa nostra sull’affare del ponte sullo Stretto potevano arrivare anche attraverso questo sistema imprenditoriale. Nel frattempo sulla Calcestruzzi spa è scattata la tutela con la nomina dell’amministratore giudiziario, Gaetano Cappellano Seminara. “La nostra priorità - ha rassicurato - è la gestione senza soluzione di continuità dell’azienda nell’interesse della conservazione del suo patrimonio, del mantenimento dei livelli occupazionali, dei clienti e di tutto l’indotto”. Mentre proseguono gli interrogatori all’amministratore delegato Mario Colombini e del responsabile di Calcestruzzi per la Sicilia e la Campania, Fausto Volante, continua il lavoro dei tre saggi, nominati in dicembre da Italcementi (corporazione di cui fa parte anche la Calcestruzzi) per lavorare al codice etico antimafia dell’azienda. Nomi di tutto rispetto come l’ex capo della Dna Pierluigi Vigna e i professori universitari Donato Masciandaro e Giovanni Fiandaca.

Aaron Pettinari