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News ''Casini'' nell'Udc

''Casini'' nell'Udc

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di Aaron Pettinari - 25 maggio 2009
Nell’informazione quotidiana la politica trova sempre ampio spazio all'interno dei vari giornali o telegiornali. In tempo di elezioni poi l'attenzione è ancor maggiore. Oggi si fa a gara per raccogliere commenti ed opinioni sul tema centrale del nostro Paese: il caso Noemi e “papi” Berlusconi.



Quel che accade però è che non vengono messe in evidenza altre notizie che invece sono di interesse per gli italiani, sia quelli che hanno già votato in passato, sia quelli che saranno chiamati a votare nell'immediato futuro con le elezioni Europee. 
In particolare non è dato risalto alle notizie giudiziarie che coinvolgono da vicino gli esponenti della politica. 
E' passata quasi inosservata la condanna della Cassazione per Giuseppe Drago, ex Presidente della Regione Sicilia e parlamentare Udc, dichiarato colpevole di peculato. 
E' questo l'epilogo di una vicenda processuale iniziata tra il '98 ed il '99 grazie alla denuncia dell'on. Angelo Capodicasa, successivo Presidente alla Regione siciliana, rimasto senza una lira (non vi era l'euro) nemmeno per comprare delle lenzuola al momento dell’insediamento. Drago, così come il suo predecessore Giuseppe Provenzano, si era infatti appropriato dei fondi riservati della Regione Siciliana, senza fare alcun rendiconto, lasciando così il suo successore in “braghe di tela”.
Qualche settimana fa la Suprema Corte di Cassazione ha quindi confermato la condanna e l'interdizione perpetua dai pubblici uffici. Se la condanna a tre anni è stata già condonata per via dell'indulto promulgato durante la passata legislatura, ciò non vale per l'interdizione.
Drago infatti dovrà abbandonare il seggio occupato alla Camera dei Deputati.
La sua decadenza da parlamentare non è, tuttavia, automatica. In questo senso “fa scuola” la vicenda dell'ex ministro Cesare Previti. Condannato con sentenza passata in giudicato, che prevedeva come pena accessoria l'interdizione dai pubblici uffici e la decadenza da parlamentare, rimase a Montecitorio altri dodici mesi, il tempo necessario al pronunciamento della giunta delle elezioni. Previti, nel 2007, decise di dimettersi il giorno prima che la giunta delle elezioni si pronunciasse. Così anche Drago potrà appellarsi a questo organo decisionale. Tuttavia è certo che non potrà più candidarsi in altre competizioni elettorali, né ricoprire incarichi pubblici.
Ci sono anche altre vicende che stanno scuotendo il mondo dell'Udc. Sempre nelle scorse settimane ha avuto inizio il processo d'Appello sulle “Talpe alla Dda” che vede coinvolto il senatore Totò Cuffaro, mentre qualche giorno addietro sono state avviate indagini nei confronti dell'Assessore regionale ai Beni Culturali in Sicilia Antonello Antinoro (candidato alle imminenti Europee), accusato di voto di scambio nell'ambito dell'operazione “Eos”, e del deputato all'Ars Nino Dina, chiamato in causa in diverse intercettazioni dello stesso procedimento. Entrambi si dicono estranei alle vicende così come fecero lo scorso gennaio Riccardo Savona e Saverio Romano, entrambi membri dell'Udc, chiamati in causa nel famoso procedimento “Perseo” che portò alla sbarra oltre 90 mafiosi.