Archivio Antimafia Duemila

  • Aumenta dimensione caratteri
  • Dimensione caratteri predefinita
  • Diminuisci dimensione caratteri
News 17° anniversario della strage di Capaci. Il ricordo e il monito di Napolitano

17° anniversario della strage di Capaci. Il ricordo e il monito di Napolitano

Indice
17° anniversario della strage di Capaci. Il ricordo e il monito di Napolitano
Pagina 2
Pagina 3
Pagina 4
Pagina 5
Pagina 6
Pagina 7
Tutte le pagine

napolitano_palermoweb.jpg


di Lorenzo Baldo - 23 maggio 2009
Palermo.
Di prima mattina il suono insistente di un elicottero sul cielo di Palermo introduce la particolarità di questo 17° anniversario della strage di Capaci.

Nella giornata del ricordo dell'eccidio in cui morirono Giovanni Falcone, Francesca Morvillo e i tre agenti di scorta Rocco Di Cillo, Vito Schifani e Antonio Montinaro è prevista la partecipazione del Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano. Fuori dall'aula bunker del carcere dell'Ucciardone centinaia di bambini provenienti da tutta Italia scalpitano. Molti di loro sono arrivati con la Nave della Legalità salpata ieri da Napoli. Sotto un sole cocente tutti indossano le magliette bianche con lo stemma della Fondazione Falcone, principale organizzatore dell'evento. Arriva il presidente. Le note dell'Inno Nazionale si fondono con gli applausi. Napolitano si avvicina ad alcuni bambini per poi essere rapidamente sospinto dal servizio d'ordine verso l'ingresso dell'aula bunker. La stampa viene dirottata nella parta alta dell'aula. Sopra quelle gabbie che all'epoca del maxi processo contenevano i mafiosi alla sbarra. Su quegli stessi spalti da dove molto spesso i parenti di quei mafiosi inveivano animatamente come forma di protesta. Prende la parola Maria Falcone, sorella del giudice assassinato. “Ogni anno coltivo maggiore speranza – scandisce lentamente la prof.ssa Falcone – e questo grazie ai tantissimi ragazzi che arrivano a Palermo per non dimenticare la strage di Capaci”. La presidente della Fondazione Falcone accenna alla “ribellione degli imprenditori che hanno deciso di dire no al racket” e sottolinea l'importanza di una vera e propria “rivoluzione culturale”. La sorella di Giovanni Falcone ribadisce come il maxi processo abbia segnato la “caduta del mito dell'impunibilità della mafia” e sottolinea come quest'anno sia stato scelto come tema centrale dell'appuntamento quello del lavoro e dello sviluppo. “Fare sviluppo economico legale in Sicilia – rimarca la prof.ssa Falcone –  significa fare antimafia”. Dopodichè ringrazia il Presidente Napolitano per la sua presenza che definisce “un grande omaggio per tutti i morti per mano della mafia”.
Partono le immagini di un filmato realizzato dalla Fondazione Falcone. Un grande falco sorvola la Sicilia e osserva dall'alto. Sulla musica del maestro Nicola Piovani la voce dell'attore Luigi Lo Cascio ripercorre l'attività del giudice e del suo collega Paolo Borsellino. Immagini immortali. Spezzoni di interviste a Falcone e Borsellino, riprese della strage di Capaci, i funerali alla Cattedrale, il grido di Borsellino alla Biblioteca Comunale. E ancora, la strage di via d'Amelio, l'appello contro la mafia di Papa Giovanni Paolo II ad Agrigento per poi finire con la frase di John Fitzgerald Kennedy citata da Falcone: “Un uomo fa quello che è suo dovere fare, quali che siano le conseguenze personali, quali che siano gli ostacoli, i pericoli o le pressioni. Questa è la base di tutta la moralità umana”.