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News Affidato ai servizi sociali il pentito Bommarito

Affidato ai servizi sociali il pentito Bommarito

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di Maria Loi – 29 aprile 2009
Palermo.
Il pentito Stefano Bommarito sarà affidato ai servizi sociali. L’ha stabilito il Tribunale di sorveglianza di Palermo in seguito alla decisione di Bommarito di raccontare ai magistrati i segreti dell’organizzazione Cosa Nostra.


Anche lui come tutti i pentiti ha usufruito dei benefici carcerari previsti dalla legge sui collaboratori di giustizia. Condannato a 20 anni di carcere per l’uccisione del piccolo Giuseppe Di Matteo, Stefano Bommarito è stato il carceriere del piccolo Di Matteo. Il bambino rapito il 23 novembre 1993 per spingere il padre Santino di Matteo detto “mezzanasca” a ritrattare le dichiarazioni che stava facendo alle forze dell’ordine in merito alla strage di Capaci e sull’uccisione dell’esattore Ignazio Salvo..
A scontare la pena più alta quale mandante del delitto del piccolo Di Matteo ucciso l’11 gennaio 1996 è stato Giovanni Brusca condannato a trent’anni di reclusione. Pena che sta scontando in carcere. Fu lui a dare al fratello Enzo Salvatore l’ordine di uccidere il bambino dopo che era stata emessa nei suoi confronti la sentenza di condanna all’ergastolo per l’omicidio di Ignazio Salvo. E’ in carcere per quel delitto anche Vincenzo Chiodo costituitosi alle forze dell’ordine il 6 marzo 1996. Sono invece ai domiciliari gli altri esecutori della sentenza di morte: Enzo Salvatore Brusca, Vincenzo Monticciolo e Salvatore Grigoli capo pattuglia del sequestro e assassino del parroco di Brancaccio Don Pino Puglisi.
Purtroppo alle dichiarazioni dei pentiti ancora oggi si grida allo scandalo e ci si dimentica molto spesso che sono una fonte preziosa e attendibile per ricostruire le dinamiche e le strutture interne della criminalità organizzata.