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News ''Mai visto, signor giudice''

''Mai visto, signor giudice''

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''Mai visto, signor giudice''
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di Rino Giacalone - 27 marzo 2009
Parla Giuseppe Grigoli, "re" dei supermercati e socio di Messina Denaro. Racconta di essere vittima della mafia, i mafiosi invece dicono che "era la stessa cosa".


«Signor giudice, mai»
. La frase è ripetuta, in un'aula di giustizia, una, due, tre volte, con la lettera "a" di quel "mai" allungata all'inverosimile, così ad ogni domanda che il magistrato pone per sapere dei suoi rapporti con la cosca mafiosa del Belice, quella capeggiata dal super latitante Matteo Messina Denaro. D'altra parte del tavolo, a concedere quell'assolutezza di non colpevolezza,  il «re» della grande distribuzione della Sicilia Occidentale, l'imprenditore di Castelvetrano Giuseppe Grigoli.

È stato arrestato, con l'accusa di associazione mafiosa, a fine dicembre 2007, ad opera dei poliziotti della Squadra Mobile di Trapani che anche senza risorse ci stanno mettendo di saccoccia per non dare tregua ai mafiosi e ai loro complici in provincia di Trapani; successivamente Grigoli ha subito, stavolta ad opera degli agenti della Dia, direzione investigativa antimafia di Trapani, il sequestro dei suoi beni, patrimoni personali e societari per oltre 700 milioni di euro, comprese le quote del maxi centro commerciale «Belicittà» sorto in un baleno a ridosso di uno svincolo dell'autostrada A 29, nell'area commerciale di Castelvetrano.

Oggi Grigoli è imputato, con Matteo Messina Denaro, che resta latitante, davanti al Tribunale di Marsala, ma è anche imputato dinanzi al Tribunale delle Misure di Prevenzione a Trapani. Davanti a tutti e due i Tribunali ha voluto fare dichiarazioni spontanee, raccontando la sua versione dei fatti e cioè quella di essere «una vittima» della mafia.

Chi è Giuseppe Grigoli.
E'  il “re” della grande distribuzione della Sicilia occidentale. Rappresenta, secondo le indagini della Dda di Palermo, espressione tangibile della nuova mafia, soprattutto per il know how dell'impresa messo a completa disposizione, “secondo un modello che è comune anche ad altri imprenditori”, un intreccio politico mafioso affaristico che fa della mafia un modello a parte, grazie al rapporto tra imprese e mafia. Giuseppe Grigoli nel 1974 gestiva a Castelvetrano un piccolo negozio di alimentari.

Dichiarava un reddito annuo di appena tre milioni e 372 mila lire, circa 1.740 euro attuali. Qualcuno, quel minimarket, glielo bruciò in un attentato rimasto senza colpevoli. Per chiunque sarebbe stata la rovina. Invece, per Giuseppe Grigoli, l'avvertimento significò la svolta. Nuove amicizie e protezioni di altissimo livello e mafiose. Fatto sta che 35 anni dopo, allo stesso Grigoli, oggi sessantenne e indiscusso magnate della grande distribuzione commerciale in Sicilia occidentale nel settore agroalimentare con il marchio Despar, è stato sequestrato - in tre tranche di 200, 300 e 200 milioni di euro - un patrimonio di 700 milioni di euro.