Archivio Antimafia Duemila

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News ''Operazione Camaleonte 2'': le estorsioni per il controllo del territorio

''Operazione Camaleonte 2'': le estorsioni per il controllo del territorio

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di Aaron Pettinari – 18 marzo 2009
Palermo
. Dalle indagini che ieri hanno portato allo smantellamento delle cosche del mandamento di Trabia gli inquirenti hanno accertato una prima mappa del pizzo delle varie famiglie.




Era la rovina per le piccole imprese costrette a pagare in denaro o ad assumere qualche “bravo picciotto”, oppure a fornirsi presso le ditte controllate dall’organizzazione criminale. Un processo di appalti e subappalti che ha da sempre caratterizzato quei luoghi.
La pressione è stata fortissima soprattutto dopo l’arresto di Salvatore Rinella, quando al comando salirono i palermitani. Termini Imerese e Trabia erano visti come territori da spremere fino all’ultimo euro. In totale sono sette le estorsioni ritenute "provate" dai carabinieri del gruppo di Monreale coordinate dal sostituto Lia Sava e dell´aggiunto Vittorio Teresi.
Solo una denuncia, quella di Antonino Mortillaro, titolare della Emmegi a cui avevano chiesto una "una tantum" di mille euro per Natale e 500 euro al mese per il periodo successivo. Estorsioni che venivano imposte sia alle aziende con sede nell’area di Termini Imerese ma anche a quelle esterne che venivano a svolgere singoli lavori. Vennero chiesti persino 30 mila euro all’impresa edile di Partinico di Maurizio Lo Iacono (poi ucciso). Nei prossimi giorni tutti gli imprenditori taglieggiati verranno chiamati dagli inquirenti per essere ascoltati. Se non denunceranno i propri estorsori rischieranno anche una denuncia per favoreggiamento.
Sull’operazione di ieri intanto è intervenuto anche il senatore del Pd, Giuseppe Lumia: “E' un altro colpo positivo e mirato - ha spiegato - in un mandamento che da sempre è stato un punto di forza della commissione provinciale, come è emerso anche da questa importante indagine. Tre indicazioni emergono - ha aggiunto il senatore del Pd - per l'impegno della politica, innanzitutto colpire con un 41 bis serio e rigoroso la capacità che i boss hanno dalle carceri di comunicare con l'esterno. Al Senato abbiamo approvato un testo, bisogna spingere il governo per dare concretezza alle indicazioni che vengono dal Parlamento. Le pene dei boss mafiosi sono poi troppo basse tanto che si colpiscono sempre le stesse famiglie e gli stessi boss. Su questo mi appresto ad avanzare una proposta forte ed efficace per aumentare tutte le pene legate ai reati di mafia".
"Infine - ha concluso Lumia - questo mandamento rimane alle caratteristiche definite da Falcone la 'Svizzera di Cosa nostra' per cui è importante adesso evitare che la mafia si possa riorganizzare facilmente . Da questo punto di vista bisogna rafforzare l'aggressione ai patrimoni e bloccare l'ascesa dei boss di Caccamo e di Termini Imerese".