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News Le cifre del racket nelle parole di un nuovo pentito

Le cifre del racket nelle parole di un nuovo pentito

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di Dora Quaranta – 20 febbraio 2009
Palermo
. Sta collaborando con la giustizia Francesco Briguglio, 53 anni, detto “Trenta Grammi”, ex cassiere della cosca di Cinisi  e fedelissimo del boss Gaspare Di Maggio. Arrestato il 31 luglio scorso nell’ambito del maxi blitz “Addio pizzo 4” Briguglio avrebbe cominciato a rilasciare dichiarazioni ai pm Paci e Del Bene della Dda palermitana dal 20 gennaio scorso. Prima rapinatore, poi corriere della droga ed estorsore e killer il neo pentito avrebbe affermato di aver dato sostegno logistico a Salvatore Lo Piccolo a partire dal 1999.

Inoltre Briguglio starebbe ricostruendo la mappa delle estorsioni soprattutto di San Lorenzo. “Sono a conoscenza di numerose estorsioni commesse nella zona di Cinisi – ha raccontato il nuovo collaboratore – dal 2004 sono stato il cassiere della cosca, proprio per volere di Salvatore Lo Piccolo che avevo conosciuto nell’inverno del 1999 tramite una persona che era coinvolta con me in alcune rapine”.
Tra i pizzini sequestrati nella borsa dei Lo Piccolo Briguglio ha riconosciuto la scrittura di Gaspare Di Maggio ed ha aggiunto: “L´indicazione "12.000 euro acconto recinzione P. Raisi" fa riferimento ai lavori di recinzione dell´aeroporto, per i quali era stata versata la messa a posto. L´indicazione "cemento (Cinisi) 8.000 euro" fa riferimento a una somma versata da Alessandro Finazzo per una fornitura di cemento per lavori all´aeroporto. L´indicazione "D´Arrigo acconto montagna 2.000 euro + acconto P. Raisi 5.000" si riferisce a una somma versata dall´imprenditore D´Arrigo di Borgetto per forniture di materiali per lavori all´aeroporto. L´annotazione "500 Iacopo" si riferisce a una somma versata a un collega di Damiano Mazzola in pensione che lavorava all´aeroporto. Poi ancora, "500 regalo a chi porta i lavori P. Raisi": è una somma versata a un soggetto che non conosco che forniva l´elenco dei lavori che si sarebbero svolti a Punta Raisi”.
A riguardo del computer portatile dei Lo Piccolo Briguglio ha detto che “dopo il blitz della polizia a Giardinello il pc fu portato via dalla casa di Terrasini dove i Lo Piccolo abitavano da tempo, assieme a tutto il resto. E poi fu distrutto”. Avrebbe fatto il nome del medico ortopedico Maltese a proposito di una lettera scritta da Di Maggio a Lo Piccolo in cui si legge: “Carissimo padrino, la seguente vi venga a trovare in ottima salute. Noi tutti bene. Ho parlato con il dottore, si è messo a disposizione, per la visita mi ha detto che si può fare a casa sua, ringraziandolo gli ho detto che al più presto gli darò risposta. Aspetto tua risposta. Vedi che si deve fare verso le 17.30 in poi e prima di cena”.
I verbali delle dichiarazioni di Briguglio sono stati depositati ieri nel processo che si celebra con il rito abbreviato a carico di Gaspare Di Maggio, il figlio del vecchio boss di Cinisi Procopio Di Maggio.