Archivio Antimafia Duemila

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News Negano di pagare il pizzo? Condannati!

Negano di pagare il pizzo? Condannati!

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di Aaron Pettinari - 30 gennaio 2009

Palermo. Si è concluso così, ieri pomeriggio, il processo al racket della Noce che taglieggiava esercenti e imprenditori del centro città.





Dopo otto ore di camera di consiglio i giudici della terza sezione del tribunale, presieduta da Vittorio Alcamo, hanno accolto quasi in toto le richieste dei pubblici ministeri Roberta Buzzolani e Maurizio de Lucia. Ben diciotto anni di esclusione al boss della Noce, Pierino Di Napoli. A quindici anni è stato invece condannato Eugenio Rizzuto, accusato di associazione mafiosa ed estorsione, ovvero colui al quale si sarebbe rivolto il calciatore Salvatore Schillaci dopo una serie di furti negli spogliatoi della sua scuola di calcio Louis Ribolla. A dodici anni sono stati condannati Salvatore Alfano, Pietro Di Maio e Giovanni Vitrano. Condannati per favoreggiamento i tre commercianti Natale Di Caro, titolare di un negozio di casalinghi in via Corrado Lancia, Giovanni Ottaviani, della Pasticceria New Paradise di via Campolo, e Tommaso La Rosa, titolare del noto negozio di sport di piazza Politeama. Sentenza di assoluzione per Alessandro Scimone dell’omonima pasticceria di via Miceli, Giovanni Buscemi, titolare di un supermercato di piazza Noce, e Salvatore Castello della concessionaria di auto Zeus Car di viale Regione Siciliana. Sono stati assolti anche i presunti mafiosi Antonino Vernengo e Fabio Chiovaro. Infine il tribunale ha riconosciuto il diritto al risarcimento del danno (40 mila euro ciascuna ndr) per tutte le parti civili costituite: Addiopizzo, la Federazione antiracket, Sos Impresa, Confcommercio, Confindustria e la Provincia di Palermo. I commercianti condannati dovranno risarcire anche Addiopizzo e Fai con 500 euro ciascuno mentre una cifra simbolica di 1.000 euro a testa dovrà essere versata anche in favore della Provincia. Ma il pizzo e le minacce non si fermano a Palermo. Un altro danneggiamento è stato subito dal titolare di una cartoleria, collocata in via Francesco Purpura, che ha trovato le serrature del suo negozio bloccate con l´attak.