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News La forza della verita'. Il colonnello Riccio regge l'attacco dei difensori di Mori e Obinu

La forza della verita'. Il colonnello Riccio regge l'attacco dei difensori di Mori e Obinu

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di Maria Loi e Lorenzo Baldo - 9 gennaio 2009
Palermo 9 gennaio 2009. Si è concluso stamani l'interrogatorio del colonnello dei Carabinieri, ora in pensione, Michele Riccio, al processo che vede imputati il generale Mario Mori e il colonnello Mauro Obinu per la mancata cattura di Bernardo Provenzano nel 1995. All'interno l'audio del processo!


La pubblica accusa ha terminato l'esame del teste soffermandosi in particolare sugli appunti contenuti nelle agende che il colonnello era solito annotare di suo pugno in tempo reale.
Subito dopo ha avuto inizio il controesame del col. Riccio. La parola è passata prima all'avvocato Milio e poi al collega Musco. Entrambi hanno ripercorso alcune tappe della carriera di Riccio cercando più volte di metterlo in difficoltà.
L'ufficiale ha retto bene il confronto costringendo i due legali a imbarazzanti dietrofront.
In un'aula più affollata del solito, oltre a carabinieri e  giornalisti erano presenti i due imputati: Mori e Obinu. Seduti vicini, si scambiavano sguardi d'intesa annotando su carta le dichiarazioni del teste chiave. Molto nervosismo e qualche piccolo scatto fisico ogni qualvolta il colonnello rimarcava la mancanza di professionalità dei suoi superiori.
All'osservazione del presidente della IV sezione penale Mario Fontana sul fatto che Riccio avesse avuto il sospetto che i suoi superiori non avessero voluto prendere Provenzano, l'ufficiale ha ribadito le sue convinzioni. Dapprima facendosi l'idea che Mori e Obinu avessero voluto prendere il super latitante, autonomamente, escludendo completamente l'apporto fornito da Ilardo. Successivamente, a seguito  di determinate negligenze, Riccio  maturò la convinzione che i suoi superiori non lo volessero più prendere.
Alla domanda del Pm sulla supervisione delle bozze del rapporto Grande Oriente che dovevano essere visionate obbligatoriamente da Mori, Riccio ne ha dato conferma.  Di Matteo ha insistito chiedendo a Riccio se si fosse posto il problema in merito a cosa sarebbe potuto accadere qualora avesse scritto nel rapporto i passaggi più controversi (l'ordine di non intervenire, l'omissione dei nomi dei favoreggiatori di Provenzano).
Lo stesso Presidente Fontana ha ulteriormente chiesto a Riccio se avesse pensato che determinate informazioni non sarebbero passate. Riccio ha confermato quanto esposto precedentemente al Pubblico Ministero in merito al fatto di essersi sentito solo, di aver temuto per la sua famiglia e per se stesso subito dopo la morte di Ilardo. “Se avessi scritto certe cose – ha ribadito il colonnello – si sarebbe andati allo scontro... certo che l'ho pensato...”.
di-matteo-nino-web0.jpgFacendo riferimento ai nomi dei politici di cui gli aveva riferito il confidente e che sarebbero dovuti essere inseriti nel rapporto il pm Di Matteo ha domandato al teste per quale motivo non c'era il nome del senatore Marcello Dell'Utri di cui, invece, Ilardo gli aveva accennato in un colloquio precedente. Il colonnello ha risposto che aveva avuto la direttiva di omettere i nomi dei politici dal generale Mori. Sul punto il pm ha invitato il colonnello a dare  maggiori spiegazioni a riguardo e Riccio ha risposto: << Perché Dell'Utri era un personaggio vicino ai nostri ambienti, se mettevo quel nome succedeva il finimondo. Era l'area di riferimento dell'Arma...era di casa nostra>>. L'inserimento di quel nome -ha proseguito Riccio - l'ho visto come un pericolo.
Alla domanda su come Mori avesse commentato la morte di Ilardo il col. Riccio ha evidenziato che per il suo superiore Ilardo “era stato ammazzato per non farlo parlare” e che questo omicidio “non era nello stile di Cosa Nostra” in quanto “aveva subito un'accelerazione”. Prima della conclusione dell'udienza Mori e Obinu hanno chiesto di rendere dichiarazioni spontanee. Entrambi in difesa del loro operato. Obinu leggendo con impeto un testo prestampato, Mori più sommessamente “a braccio”. Al termine della giornata sono state fissate le prossime udienze.
Appuntamento al 30 gennaio prossimo.

  Ascolta l'audio integrale

  


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