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News La Dda vuole sapere: regolari i domiciliari a Setola?

La Dda vuole sapere: regolari i domiciliari a Setola?

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di Dora Quaranta – 14 novembre 2008
Napoli
. E’ in corso un’indagine riservata da parte della procura distrettuale antimafia di Napoli che riguarda il latitante Giuseppe Setola. Attualmente l’inchiesta aperta dalla Dda è contro ignoti e vuole appurare se siano state commesse irregolarità nell’assegnazione dei domiciliari al boss.




L’iniziativa è stata assunta in seguito alle dichiarazioni dei pentiti Emilio Di Caterino e Oreste Spagnuolo secondo cui il latitante godrebbe di buone condizioni di salute. I pentiti hanno affermato che durante la latitanza Setola avrebbe addirittura guidato una moto prendendo parte ad alcuni omicidi. Gli inquirenti hanno proceduto con l’acquisizione di tutta la documentazione medica relativa ai problemi di vista accertata quando il boss era detenuto in regime di 41 bis a Cuneo.
Nel febbraio 2006 una perizia redatta da un collegio di oculisti nominato dal Tribunale di Napoli ha diagnosticato a Setola una <<opacità congenita della lente, grave maculopatia a cellophane, distacco post vitreo, con visus ridotto a 1/20>>. Nel 2007 la stessa perizia è stata confermata da una consulenza richiesta dal responsabile dell’area sanitaria del carcere di Cuneo. Il 18 gennaio 2008 la Corte d’Assise ha disposto con apposita ordinanza l’accompagnamento di Setola a Pavia in una casa vicina ad un centro di ipovisione del posto. Nel marzo di quest’anno gli sono stati conferiti i domiciliari. Setola ha lasciato Cuneo alla volta della Lombardia per la terapia di riabilitazione, ma già ad aprile ha fatto perdere le sue tracce dandosi alla latitanza.
Setola non rappresenta il primo caso di un boss della Camorra che riceve gli arresti ospedalieri o i domiciliari per motivi di salute e si dà alla fuga. Basti ricordare Carmine Giuliano, Mario Fabbrocino, Francesco Maliardo, Walter Schiavone, ecc.