Archivio Antimafia Duemila

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News Per Dell'Utri Mangano un eroe

Per Dell'Utri Mangano un eroe

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di Maria Loi - 6 novembre 2008
Roma
. Il senatore del Pdl Marcello Dell'Utri fa discutere ancora dopo l'intervista rilasciata a Klaus Davi per “KlausCondicio” e visibile su You Tube. Diversi gli argomenti trattati.


Visti i numerosi incontri che Dell'Utri sta tenendo in tutta Italia per presentare i diari di Mussolini che dice di aver ritrovato, non poteva mancare un riferimento al Duce: <<Mussolini sbagliò, non c'è dubbio, ma quando era al potere lo Stato era più presente di quanto non lo sia adesso. Aveva dato, e in questo è stato l'unico, un senso di patria al Paese>>. Per il politico il personaggio che scaturisce da questi diari è quello di un uomo attento alla gente più disagiata. <<Mussolini cita spesso le classi deboli e più bisognose - ha detto il Senatore -. Molti provvedimenti in loro favore e diverse leggi sociali, come quelle che disciplinano la previdenza contro gli infortuni e la nascita dell'Inps e dell'Inail, risalgono proprio al famigerato Ventennio. Che dire poi delle colonie? L'Italia, essendo un Paese che occupa tutto lo spazio del Mediterraneo, non poteva restare fuori dalla politica di espansione delle potenze occidentali>>. Le domande del giornalista si sono spostate anche su altri argomenti. Quando gli è stato chiesto che cosa pensasse dello scrittore Roberto Saviano ha risposto: <<Penso che Roberto Saviano abbia ragione a voler andarsene dall'Italia. Il libro che ha scritto è un libro denuncia e in quanto tale oggetto di tante attenzioni poco piacevoli>>.

Prima stoccata. Invece appena il giornalista fa riferimento all'intervista rilasciata da Gian Carlo Caselli, che ha denunciato la difficoltà per i giudici di processare e condannare i politici collusi con la mafia, Dell'Utri cita come esempio la recente assoluzione di Calogero Mannino. <<Ad esempio - ha aggiunto il senatore - io ero certo dell'innocenza dell'onorevole Mannino>>. Il politico del Pdl ne approfitta anche per lanciare un'accusa ai <<procuratori di Palermo che hanno usato molto e a sproposito lo strumento dell'aggressione  politica. Io, onestamente, me ne sento in assoluto una vittima. Non ci sarebbe stata l'accusa nei miei confronti se non ci fosse stata la grande affermazione di Forza Italia in Sicilia nel 1994. Più che intercettazioni, a inchiodarmi sono state dichiarazioni di pentiti suggerite>>. Il senatore Dell'Utri infatti è stato condannato a 9 anni in primo grado per concorso esterno in associazione mafiosa, reato che si è aggiunto a quello per frode fiscale.

Benché <<il rapporto tra costi e benefici sia assolutamente sproporzionato, soprattutto quando alcuni procuratori antimafia fanno politica>>, secondo il senatore l'antimafia: <<Non è finita. C'è e ci sarà finché esiste la mafia ed è un bene>>.

Non poteva mancare, come di sua consuetudine, un riferimento allo stalliere di Arcore, Vittorio Mangano condannato all'ergastolo per duplice omicidio definito "un eroe, a modo suo" perché <<malato com'era, sarebbe potuto uscire dal carcere e andare a casa, se avesse detto solo una parola contro di me o contro il presidente Berlusconi. Invece non lo ha fatto>>. Sentenzia anche sulla P2: <<Una cosa che è stata montata per non parlare d'altro. Certo, esisteva per fare affari, ma è stata sempre strumentalizzata. Da 40 anni a questa parte non si è mai voluto mettere la parola fine>>. Infine una frecciata anche ai giornalisti di sinistra <<Vedo che ci sono degli anchorman che hanno già una faccia gotica, un po' dark. Credo che il direttore del tg dovrebbe dimostrare un maggiore “esprit de finesse” in queste cose>>.

Tutto questo “gran parlare” mentre ha avuto pochissimo eco mediatico la notizia che Dell'Utri solo un mese fa ha fatto sapere ai magistrati della Dda di Palermo, che l'avevano convocato nell'ambito dell'inchiesta denominata “Hiram” su mafia  e massoneria, che non sarebbe stato presente all'interrogatorio. Ma a quanto pare il principale indagato, Rodolfo Grancini, avrebbe parlato di programmi comuni proprio con il senatore del Pdl Dell'Utri come attestano una serie di conversazioni intercettate.