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News Processo Grande Oriente: confermate condanne

Processo Grande Oriente: confermate condanne

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di Maria Loi – 2 novembre 2008
Caltanissetta
. La Corte d’appello di Caltanissetta presieduta da Francesco Ingargiola ha confermato le condanne di primo grado contro i boss legati all’entourage di Bernardo Provenzano nell'ambito del processo denominato Grande Oriente.




Era il maggio del 2000 quando il giudice Edi Pinatto pronunciò la prima sentenza di condanna. Dopo tre mesi avrebbe dovuto pubblicare le motivazioni, invece sono passati otto anni prima che questa venisse depositata: fatto che gli è costato l’espulsione dalla magistratura.
In appello, invece, il pg Mirella Agliastro ha chiesto e ottenuto la conferma delle pene per il boss nisseno Giuseppe "Piddu" Madonia (per il quale è stato emesso il provvedimento di "ne bis in idem", perché già condannato per mafia al Borsellino ter); e per Salvatore Siciliano (è stata pronunciata la continuazione con un'altra sentenza, a 7 anni). Confermate anche tutte le altre condanne per la moglie di Madonia, Giovanna Santoro (12 anni); per la sorella, Maria Stella Madonia (8 anni); per Gaspare Famà (10 anni), Giuseppe Alaimo (10 anni), Carmelo Barbieri e Giuseppe Lombardo entrambi condannati a 24 anni per traffico di droga. Tranne Madonia, gli accusati sono tutti in libertà, per scadenza dei termini di custodia cautelare, a causa di quella sentenza depositata in ritardo. E nonostante la pesante accusa di associazione mafiosa e traffico di droga. Gli indagati erano stati arrestati il 10 novembre 1998, nel corso dell'operazione del Ros "Grande Oriente" che scaturì dalle dichiarazioni di Luigi Ilardo, vice rappresentante provinciale di Cosa Nostra della provincia di Caltanissetta e confidente dell’ufficiale del Ros Michele Riccio.