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News ''Onorata Sanita''': concluse le indagini

''Onorata Sanita''': concluse le indagini

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di Monica Centofante - 25 ottobre 2008
Reggio Calabria
. La procura distrettuale antimafia di Reggio Calabria ha concluso in questi giorni l'inchiesta denominata “Onorata Sanità”.




Nell'ambito della quale, lo scorso 28 gennaio, era stato arrestato, con l'accusa di concorso esterno in associazione mafiosa, l'allora consigliere regionale Domenico “Mimmo” Crea insieme ad altre 17 persone.
Crea, medico e direttore sanitario della clinica di famiglia “Villa Anya”, sequestrata dagli inquirenti a Melito Porto Salvo, è la figura oscura attorno alla quale sono incentrate le oltre mille pagine di ordinanza di custodia cautelare allora emessa su richiesta dei pm Mario Andrigo e Marco Colamonici. Ed è sospettato di essere tra i mandanti dell'omicidio eccellente dell'allora vicepresidente del Consiglio regionale della Calabria Francesco Fortugno (vedi ANTIMAFIADuemila n. 1 2008). Ucciso a colpi di arma da fuoco, il 16 ottobre del 2005, davanti al seggio delle primarie dell'Unione, nella città di Locri.
Il politico, oggi detenuto, era subentrato a Fortugno subito dopo la sua morte e mirava a conquistare l'assessorato alla Sanità. Il più proficuo, come da lui stesso dichiarato nell'ambito di una conversazione intercettata dagli inquirenti, per budget da gestire e da accaparrare in larga parte per sé e per la cerchia dei propri amici. Estremamente pericolosi se si pensa che il Crea, per come emerge dalle indagini, rappresenterebbe il personaggio in grado di garantire gli affari illeciti delle cosche Morabito, Zavettieri, Talia, Cordì, proprio nel settore della Sanità pubblica.
Ora, terminata l'inchiesta e prima dell'eventuale richiesta di rinvio a giudizio, le parti interessate avranno venti giorni dall'avviso della notifica per presentare deduzioni mentre gli indagati potranno chiedere di essere sentiti. A gennaio tra gli arrestati, oltre a Mimmo Crea, figuravano il figlio Antonio Crea; la nuora Laura Maria Autelitano, medico e direttore amministrativo della casa di cura Villa Anya; Leonardo Gangemi, direttore amministrativo dell'ospedale di Melito; Paolo Attinà, dipendente Afor e autista di Domenico Crea; Antonino Saverio Foti, dipendente regionale. Ai quali vanno aggiunti Alessandro Marcianò, suo figlio Giuseppe, e Giuseppe Pansera, medico, genero del boss Giuseppe Morabito "Tiradritto", che si erano visti notificare i provvedimenti in carcere.
I due Marcianò erano infatti già detenuti nell'ambito del procedimento "Arcobaleno" con l'accusa di essere, anche loro, i mandanti dell'omicidio dello stesso Francesco Fortugno mentre Pansera era stato arrestato insieme con il suocero, nel febbraio del 2004, grazie al procedimento "Armonia".
Tra i numerosi indagati, 47 in tutto, figurano anche la moglie e la figlia di Crea e l'ex assessore regionale alla Sanità Gianfranco Luzzo.


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