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News Violenze in Kenya, non si puo' ''dimenticare e andare avanti''

Violenze in Kenya, non si puo' ''dimenticare e andare avanti''

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di Marco Menchi - 24 Ottobre 2008
L'ex segretario generale dell'ONU Kofi Annan ha esortato il governo del Kenya ad istituire un tribunale che giudichi le persone coinvolte nelle violenze e nei disordini di inizio 2008. Il 27 dicembre 2007 si erano svolte le elezioni politiche dalle quali uscì vincitore l'allora presidente Mwai Kibaki. Quando il leader dell'opposizione  accusò il suo avversario di brogli, nel paese africano si scatenarono sommosse e scontri che provocarono la morte di circa 1500 persone, mentre più di 300.000 furono costrette ad abbandonare le loro case.

La crisi fu risolta soltanto a fine febbraio con la nomina di Odinga a primo ministro e un'equa distribuzione dei ministeri tra i due partiti rivali, grazie alla mediazione dello stesso Annan: "Durante le trattative ero arrivato alla conclusione che ogni tentativo di ripetere le elezioni o di ricontare i voti avrebbe portato a un maggior numero di morti, per di più non c'era certezza che entrambi gli schieramenti avrebbero accettato i risultati".
Negli ultimi mesi una commissione giudiziaria ha svolto delle indagini, dalle quali risulta tra l'altro che diversi politici avevano fomentato i disordini, e che la polizia aveva represso con eccessiva violenza le manifestazioni di protesta.
Un rapporto completo, comprendente anche una lista dei sospetti, è stato consegnato a Kofi Annan, che ha sottolineato l'importanza di prendere provvedimenti, perché le vittime domandano giustizia: "A volte c'è la tendenza a proteggere gli autori di questi crimini per favorire la pace, ‘dimenticare e andare avanti', ma questo non aiuta la società. L'impunità non deve essere permessa".

Tratto da: clarissa.it