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News Agguato a Partinico, si segue la pista americana

Agguato a Partinico, si segue la pista americana

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di Anna Petrozzi - 22 ottobre 2008
Palermo. Ci sarebbe una vera e propria guerra per il comando dietro l’attentato a Nicolò Salto. A Partinico, terra storica dei “Fardazza”, il luogotenente scelto dai Vitale, Mimmo Raccuglia, sembra non riuscire a far rispettare la sua autorità.




Salto, appena uscito dal carcere dopo aver scontato una condanna a 12 anni per mafia, era proprio un uomo di Raccuglia cui i rivali non hanno esitato a dare il bentornato. L’ex galeotto però non è che l’ultimo di una lunga lista di soggetti vittime di attentati e omicidi al centro del conflitto per il predominio sul territorio. Lo scorso anno era stato ucciso anche Giuseppe Lo Baido, amico di Salto e di Raccuglia e ancora prima erano stati assassinati in mezzo alla piazza del paese i fratelli Riina e poi ancora Antonino Giambrone .
Al cugino di quest’ultimo, suo omonimo e figlio di Giuseppe Giambrone, detto Pino Stingalisi, condannato a 9 anni di carcere per mafia, il 28 settembre scorso, era stato bruciato un escavatore.
E ora l’attentato a Salto che non è stato portato a compimento dai suoi sicari per motivi ancora da chiarire. Si pensa al sopraggiungere di qualcuno o all’inceppamento dell’arma. La vittima infatti era stata più volte colpita e sarebbe stato abbastanza facile infliggerle il colpo di grazia.
Gli inquirenti stanno indagando sui vari moventi che potrebbero aver portato a questo continuo stato di instabilità e una pista porta lontano, negli States e ad un personaggio già noto alle autorità giudiziarie di entrambi i Paesi: Francesco Nania, lo storico cassiere dei Vitale.
Infatti sia Lo Baido che Giambrone, prima di essere assassinati, erano stati negli Usa e avevano incontrato Nania, figlio di quel Antonino già in affari con Salvatore Riina.
E anche Pino Stingalisi aveva trascorso una parte della sua latitanza in America e in particolare in Florida dove venne arrestato dagli agenti del FBI.
Ultima nota, ma di uguale importanza ai fini della comprensione di questo asse Usa-Partinico, è stato il fermo del figlio di Salto che trasportava nella sua auto contanti per 75.000 euro e 80.000 dollari. Un’altra conferma che i rapporti tra le due mafie non si sono mai spezzati, anzi conservano le linee di sangue di sempre.