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Primo piano Minacce al figlio di Ciancimino: la nostra solidarieta' ed indignazione

Minacce al figlio di Ciancimino: la nostra solidarieta' ed indignazione

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9 agosto 2010
Apprendiamo con vivo sdegno della lettera minatoria indirizzata al figlio di Massimo Ciancimino, Vito Andrea, un bimbo di soli cinque anni. D’altronde cosa ci si può aspettare da questi mostri vigliacchi dalle mani inique e diaboliche che hanno già sciolto nell’acido un bambino e assassinato cittadini inermi.



Ciò che provoca però maggior indignazione è sapere che questi infimi soggetti si permettono di continuare a minacciare innocenti continuando ad essere coperti dalla rivoltante complicità di uomini delle istituzioni, politici, imprenditori e banchieri.
La nostra più sentita solidarietà a Massimo Ciancimino e alla sua famiglia.

Giorgio Bongiovanni e la redazione di ANTIMAFIADuemila


Lettera minacce a figlio Ciancimino

minacce-proiettile-ciancimino.jpg9 agosto 2010
Palermo.
Una lettera di minacce con un proiettile di kalasnikov indirizzata al figlio di Massimo Ciancimino, Vito Andrea di 5 anni, è stata recapitata questa mattina nell'abitazione palermitana di via Torrearsa, dove risiede la famiglia Ciancimino. Nella lettera, scritta a caratteri cubitali, si legge: 'Le colpe dei padri infami e traditori ricadranno sui figli. Lei e i suoi complici siete stati avvisati da troppo tempo. Lei e i suoi amici magistrati sarete la causa di tutto'. Per Massimo Ciancimino è una «vigliaccata». «Non renderò più interrogatori - dice all'ADNKRONOS - e chiederò anche il ritiro del mio libro 'Don Vito' dal commercio». Proprio questa mattina Ciancimino Junior era atteso in Procura.

Adnkronos


Riceviamo e pubblichiamo la lettera di solidarietà nei confronti di Massimo Ciancimino scritta da alcuni nostri lettori.

Salve,
mi chiamo Andrea La Monica e sono di Siracusa. Anche se sono consapevole che non potete girare questa mail a Massimo Ciancimino, comunque io voglio esprimergli tutta la mia solidarietà per quanto è accaduto. Forse non sarò un'importante personalità della politica o della cultura italiana ma voglio essere vicino a Massimo in questo momento, per quello che può servire. Io sono un semplice ragazzo che sta apprezzando quanto il Sign. Ciancimino sta facendo per noi giovani. Penso proprio che lui voglia dare la possibilità al proprio figlio di vivere in un mondo migliore così da essere orgoglioso del proprio padre. Lo invito, per quello che può valere, a continuare a collaborare con i magistrati. E' vero ci sono molte cose che non vanno in questa Italia ma Lei, Sign.Ciancimino, sta contribuendo a eliminare tanti punti oscuri che, se ritenuti attendibili, possono veramente liberare l'Italia dal grande male che è la mafia. Continui a collaborare per suo figlio perchè un giorno, e questo ne sono sicuro, lei potrà ascoltare dalla bocca di suo figlio delle parole bellissime: "Papà sono orgoglioso di te".
 
Cordiali Saluti
 
Andrea

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Cara Redazione,
vi scrivo perché siete per me un importante punto di riferimento e perché siete tra i primi e tra i pochi che avete sostenuto Massimo Ciancimino e sicuramente sarete in contatto con lui in questo difficile momento.

Innanzitutto esprimo la mia totale e piena solidarietà a Massimo e alla sua famiglia.

Ma soprattutto volevo chiedervi aiuto: cosa si può fare per far sentire a Massimo la nostra solidarietà?

Come sempre per Massimo Ciancimino si muove molta poca solidarietà, lui su questo ha perfettamente ragione. Mi pare ci siano state molte più reazioni in sostegno di Spatuzza; per Massimo che dopotutto non ha ucciso nessuno e non capisco quali grandi colpe abbia, nessuno si vuole "sporcare" esponendosi. A parte poche eccezioni come voi, appunto. Il risultato è che quindi anche la gente non si fida di lui e non lo sostiene. Ricordo il direttore Giorgio Bongiovanni a Corleone quando disse senza mezzi termini "Io credo a Massimo Ciancimino e lo ammiro".

Vedo però che in giro un po' di coscienze si stanno smuovendo: leggo commenti di solidarietà di tante persone. Questo vile atto contro un bimbo di 5 anni ha suscitato molto sdegno e forse sta facendo prendere alle persone il coraggio di sostenere Massimo senza tante riserve.

Le proposte che vengono fuori sono varie tra cui raccolta di firme per esprimere solidarietà e chiedere protezione per Massimo Ciancimino e letture pubbliche di brani di "Don Vito" un po’ come si fece con Gomorra.

Credo che nessuno abbia il diritto di chiedere a Massimo di fare l'eroe né di mettere a repentaglio suo figlio, ma, senza voler pensare al gravissimo danno alle inchieste, quello che temo è che sia per lui troppo tardi per tornare indietro: temo che ora che sanno fin dove si può spingere, cosa può rivelare, non gli basti più la promessa del suo silenzio e che la sua vita sia più che mai in serio pericolo, per aver mostrato questo cedimento e dal momento in cui approfitteranno della fine della sua collaborazione per togliergli la scorta e finirà l'attenzione mediatica su di lui, come lui stesso vuole pensando così di proteggere il bambino. Ma anche il caso di Saviano ci insegna che l'unica salvezza è mantenere alta l'attenzione mediatica.

A mio modesto parere, l'unica via d'uscita potrebbe essere che questa lettera contro il piccolo Vito Andrea si rivelasse un boomerang, provocando un'ondata di sdegno e solidarietà nel movimento antimafia che vuole verità e giustizia sulle stragi e nella gente comune. Questo potrebbe rendere Massimo Ciancimino più forte e con lui i magistrati, costringere le istituzioni a garantirgli una maggiore tutela e potrebbe indurre Massimo a rivedere la sua posizione (che comunque ha detto non essere irrevocabile) dandogli la forza di andare avanti, non più solo nella diffidenza e isolamento generali come è stato finora.

Grazie per l'attenzione e per tutto quello che potrete fare.

Adriana Stazio, Napoli

ps: allego in calce un commento che ho postato ieri sul Fatto Quotidiano:

Rinnovo la mia piena e totale solidarietà a Massimo, alla moglie e al piccolo Vito Andrea e aggiungo che non mi sento di dirgli di continuare. Mi sento solo di dirgli di valutare bene il da farsi e che fa bene a mettere al centro l'incolumità della sua famiglia e anche la sua. Qualsiasi cosa farà avrà il mio sostegno, la mia stima e la mia gratitudine.

A chi lo invita a continuare dico che da un lato li capisco ovviamente, perché è troppo triste che quella gente debba averla vinta.

Però facciamoci tutti un bell'esame di coscienza. Cosa abbiamo fatto per far sentire il nostro sostegno a Massimo? Quanti lo spingono ad andare avanti ma hanno difficoltà ad esprimergli solidarietà e stima perché pieni di pregiudizi e diffidenze?

E allora se stanno così le cose, se Massimo deve trovarsi da un lato chi lo vuole ammazzare e minaccia suo figlio (non quattro mafiosi, ma i poteri forti) e dall'altro chi dovrebbe sostenerlo che invece gli risponde con la diffidenza e l'indifferenza, che invece di dargli fiducia preferisce mantenere riserve mentali sulle sue reali intenzioni, ditemi, ma perché dovrebbe continuare? Per fare l'eroe?

Non so se ci saranno le condizioni perché Massimo possa riprendere a collaborare, ma credo che molto dipenda dall'atteggiamento che saprà avere l'opinione pubblica e lo stesso movimento antimafia.

Massimo Ciancimino NON è un mafioso o un ex-mafioso pentito, è ora di mettere da parte i pregiudizi e sostenerlo senza se e senza ma.

Vi chiedo: è meglio dare fiducia a chi poi dimostra di non meritarla o avere per sempre il rimorso di non aver dato fiducia e sostegno a chi se la meritava e ne aveva bisogno?


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