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Primo piano Scontri a Roma. I cittadini aquilani picchiati. Vergogna!

Scontri a Roma. I cittadini aquilani picchiati. Vergogna!

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di AMDuemila - 7 luglio 2010 - SPECIALE ALL'INTERNO!
Che vergogna! Prima utilizzati come comparse per lo spottone del Premier in calo di gradimento e adesso trattati come pericolosi eversivi da rispedire a casa a manganellate. Non sono black block e nemmeno tifosi assatanati, ma i cittadini dell’Aquila che protestano per i loro diritti, per invocare gli sgravi fiscali promessi e per chiedere che la loro città venga ricostruita.


Cittadini come tutti noi, vittime dell’incuria con cui si è fatto scempio del nostro territorio, dell’incompetenza di chi avrebbe dovuto tutelarli e dell’imprenditoria mafiosa che pur di guadagnare quel poco di più da spartire in tangenti e prebende costruisce le case con meno cemento. Tanto chi se ne frega, la gente è carne da macello, l’importante è arricchirsi, arricchirsi, arricchirsi.
E adesso che si sono spenti i riflettori, le telecamere, le scenette televisive dai vari vespa, gli abruzzesi, o per meglio dire solo una metà, si ritrovano delocalizzati ai quattro angoli del loro territorio, stipati nelle casette in prestito, senza strade di raccordo, senza tessuto sociale, con la vita sparpagliata che non assomiglia neanche lontanamente a quella che avevano.
D’altra parte il nostro Premier-padrone ha parlato chiaro. Siccome la magistratura sta inquisendo quei delinquenti che, invece di preparare per la popolazione campi di manif-roma-070710-web-big0.jpgevacuazione e di metterla in allerta per il pericolo imminente li ha ingannati con superficiali rassicurazioni che hanno provocato 300 vittime, adesso l’Aquila non merita più nulla, deve essere abbandonata. E pure picchiata. Che schifo.
Il set spettrale che Berlusconi ha trasformato nel back stage della sua performance, coinvolgendo persino i big di tutto il mondo, rischia di rimanere tale se i nostri concittadini non verranno sostenuti da tutti noi.
Solidarietà agli amici dell’Aquila. Quella splendida città, ora ridotta ad un cumulo di macerie deve ritornare quella che era, un patrimonio artistico e architettonico per tutta l’Italia.

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