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Primo piano Report su Catania: I Vicere' di Casablanca - Pagina 3

Report su Catania: I Vicere' di Casablanca - Pagina 3

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Report su Catania: I Vicere' di Casablanca
Un affare d'oro con Ciancio. E la Dia indaga.
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Replica alla continua disinformazione de “La Sicilia” dopo Report

Catania 19 marzo 2009
Non sono i sessantacinque minuti della trasmissione REPORT a raccontare il “sistema Catania” come intreccio tra politica, informazione e affari. Un esempio molto chiaro viene dalle paginate pubblicate su LA SICILIA negli ultimi due giorni ed in particolare dai servizi firmati Tony Zermo dove, tentando di discreditare il lavoro giornalistico che sta dietro al servizio I VICERE’, si afferma:

1-Il 18 marzo a pag. 2  intervistando Pietrangelo Buttafuoco –già autore della prefazione al libro del Movimento per l’Autonomia poi nominato presidente del Teatro Stabile- si arriva al punto di negare ciò che è contenuto nel documento che attesta il rifiuto di pubblicazione del necrologio del commissario Beppe Montana ammazzato dalla mafia, “Su disposizione –come sta scritto sul necrologio non pubblicato con tanto di firma e dati anagrafici del dipendente de LA SICILIA- del vicedirettore Conigliaro e del direttore Mario Ciancio”. In barba al dramma della famiglia Montana si aggiungono frasi inesistenti al testo originale mostrato nel servizio di REPORT(«un delitto di mafia dagli alti mandanti»). Tutto questo per arrivare alla conclusione che “si volevano evitare illazioni, ma chi aveva portato il necrologio l’aveva subito ritirato e se n’era andato indispettito”. Per questo esprimo incondizionata solidarietà alla famiglia di Beppe Montana e ferma condanna - come stava scritto sul necrologio la cui pubblicazione è stata rifiutata per iscritto da LA SICILIA- alla mafia e ai suoi anonimi sostenitori.
2-Oggi 19 marzo a pag. 2 sotto il titolo «ECCO TUTTE LE FALSITA’ SU CATANIA» si arriva all’apice dell’alterazione della realtà all’interno di un pezzo che costituisce un pilastro della disinformazione degli ultimi anni. Gesualdo Campo, già assessore provinciale dell’Mpa con delega alle Politiche Culturali, poi divenuto soprintendente ai BBCCAA di Catania dopo la rimozione di MAria Grazia Branciforti, arriva ad affermare che “Scapagnini non era commissario per la prevenzione sismica, era invece commissario per la Protezione Civile”, dopo aver detto “E’ falso che in qualche modo i poteri di commissario avuti dall’allora sindaco Scapagnini si riferiscono al sisma di Santa Lucia del 1990”. Campo in questo modo altera la realtà raccontata da REPORT ed aggiunge: “La verità è che la Gabanelli, la quale confonde anche il commissario alla prevenzione sismica con il Commissario alla protezione Civile, ha confezionato un mucchio di falsità facendole artatamente apparire come verosimili”.

ECCO IL TESTO DEL SERVIZIO:
SIGFRIDO RANUCCI FUORI CAMPO
Dopo il terremoto di Santa Lucia, nel dicembre del ’90, dove muoiono 17 persone ed in 15mila rimangono senza casa, il governo stanzia circa mille miliardi di lire da spendere per la ricostruzione e per la prevenzione antisismica degli edifici strategici”.
PAOLINO MANISCALCO – EX ASSESSORE ALLA PROTEZIONE CIVILE
 “Sono quelli che debbono restare in piedi in caso di terremoto per dare i soccorsi: per esempio gli ospedali, le caserme dei Vigili del Fuoco, dei Carabinieri, i municipi, per poter coordinare tutta l’assistenza. Quindi prima cosa gli edifici strategici, seconda cosa le scuole.
SIGFRIDO RANUCCI FUORI CAMPO
E’ il 2002 e Silvio Berlusconi conferisce a Umberto scapagnini – ex sindaco di Catania- i poteri speciali per l’emergenza traffico e sicurezza sismica. Senza passare dal Consiglio comuneale, può disporre di 850milioni di euro tra cui anche i fondi per la sicurezza delle scuole (sono i fondi della L 433/91 ndr).

Le carte parlano chiaro, tanto che l’art 1 dell’ordinanza 3259 del 2002 firmata da Silvio Berlusconi recita che “Il sindaco di Catania è nominato commissario delegato per l’attuazione degli interventi volti a fronteggiare l’emergenza determinatasi nella città di Catania in relazione alla situazione del traffico e della mobilità e per gli interventi di riduzione del rischio sismico connessi e funzionali”. Quindi a differenza di quanto afferma Gesualdo Campo Scapagnini non è “Commissario di Protezione Civile”.
Nell’art.4 della stessa ordinanza di Berlusconi vengono poi elencati i fondi che finiscono nel calderone dell’ufficio speciale: fondi ex GESCAL, mutui concessi o da concedersi all’amministrazione comunale e fondi di cui alla legge 433/91, ovvero i fondi per la ricostruzione e prevenzione del rischio sismico derivanti dal terremoto di Santa Lucia. Nel 2004 viene redatta l’ANALISI DELLO STATO DI ATTUAZIONE DEL PIANO PARCHEGGI a pag.24 vengono elencati i parcheggi da realizzare indicando le relative fonti di finanziamento, tra i quali spiccano i fondi della L433/91 del terremoto di S.Lucia insieme ad altri fondi Por tanto da risultare finanziati anche i parcheggi scambiatori che non sono stati mai realizzati. I fondi della L433/91 stanno alla base anche del finanziamento del Viale Alcide de Gasperi indicato come via di fuga e come testimoniano le cronache de LA SICILIA degli anni passati ed i relativi progetti menzionati e pagati anche miliardi di lire,  utile “in caso di maremoto”.

Perché invece non si parla degli appalti gestiti dalla mafia, della pubblicazione dal 41bis della lettera di Vincenzo Santapaola la cui autorizzazione sbandierata da LA SICILIA è stata smentita dal presidente dell’ufficio Gip Dott. Materia, sull’infiltrazione mafiosa nella festa di S.Agata.
In questo momento mentre gli “intellettuali scomodi” intervistati da LA SICILIA continuano a pontificare, i catanesi vivono in mezzo alla melma augurandosi che il politico di turno conceda al proprio figlio un posto trimestrale sottopagato.
Chi illustra la realtà dei fatti, tentando di adempiere al proprio dovere di giornalista, viene criticato, chi la nasconde mentendo, elogiato.
Ecco perché Catania è un caso nazionale.

Antonio Condorelli
(collaboratore servizio I VICERE’ REPORT)