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Primo piano ''Mio fratello Parmaliana ucciso da silenzi eccellenti'' - Pagina 2

''Mio fratello Parmaliana ucciso da silenzi eccellenti'' - Pagina 2

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''Mio fratello Parmaliana ucciso da silenzi eccellenti''
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Nel rapporto si parla di almeno due talpe «molto vicine al pm Canali», che dalla Procura barcellonese informavano sia l´ex sindaco di Terme Vigliatore sia il boss di Barcellona. «Il tutto in cambio di favori», scrive l´ufficiale dell´Arma. «Nel rapporto dei carabinieri - prosegue Biagio Parmaliana - si parla di un intervento del procuratore generale di Messina, Franco Cassata, sul sostituto procuratore Andrea De Feis, titolare dell´indagine su Terme Vigliatore, per bloccare l´"informativa Tsunami". Un fatto anomalo, considerato che il procuratore generale abita da sempre a Barcellona e qui conosce tutti, mafiosi e antimafiosi. Nel 2001, in un esposto presentato al Csm, mio fratello rivelò che alcuni anni prima aveva invitato il procuratore generale ad avocare alcune indagini su Terme Vigliatore senza ricevere alcuna risposta. Nello stesso periodo notò che il figlio avvocato aveva ricevuto degli incarichi proprio dal Comune di Terme Vigliatore». Fatti denunciati al Csm e al ministro della Giustizia - anche attraverso interpellanze dei parlamentari del Pd Giuseppe Lumia e di Italia dei valori Antonio Di Pietro - e che non hanno sortito alcun esito. Il Csm archiviò l´inchiesta, mentre Cassata, in una lettera di due mesi fa a Repubblica, ha scritto: «Non ho mai conosciuto Adolfo Parmaliana. Non ho mai curato inchieste che, in qualsivoglia modo, direttamente o indirettamente, fossero connesse alla persona del professore Parmaliana. Pertanto non vedo proprio come ci si possa lamentare di pretesi insabbiamenti e di discutibili modalità di conduzione di indagini».
Biagio Parmaliana punta il dito pure nei confronti dei Democratici di sinistra e mostra una lettera del 5 febbraio 2006. Nella missiva, indirizzata al segretario dei Ds Piero Fassino e ai responsabili del partito in Sicilia, il docente universitario denuncia che in una riunione svoltasi nella sede della federazione provinciale di Messina «sono stato oggetto di intimidazioni e minacce da parte di taluni membri della direzione in riferimento a un articolo? che riferisce della compartecipazione di alcuni iscritti e dirigenti del nostro partito nella vicenda riguardante la realizzazione della zona artigianale di Terme Vigliatore», vicenda cui fa riferimento il decreto di scioglimento per infiltrazioni mafiose.
«Negli ultimi tempi mio fratello era molto amareggiato per essere stato rinviato a giudizio», dice l´avvocato Parmaliana. Basta leggere la lettera che il docente universitario scrive il 27 settembre a Giuseppe Lumia: «Caro Beppe? mi sento punito, messo al pubblico ludibrio per essermi battuto per la legalità, per aver contribuito a smascherare un sistema politico-mafioso che dominava nel silenzio generale».
«Solo Lumia e Claudio Fava hanno preso posizione a favore di mio fratello. I vertici messinesi del partito lo hanno isolato alla grande - accusa Biagio Parmaliana - Né da Roma né da Palermo gli è pervenuta alcuna solidarietà. E pensare che Adolfo era stato consulente dell´allora sindaco di Roma, Walter Veltroni, per le Problematiche ambientali. Neanche da parte del segretario del Pd è arrivata una parola». 
 
la Repubblica
ed. Palermo, 28 dicembre 2008


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