Archivio Antimafia Duemila

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Primo piano I Madonia davano ordini dal 41 bis

I Madonia davano ordini dal 41 bis

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di Maria Loi – 26 novembre 2008
Palermo
. I fratelli Madonia, boss spietati e sanguinari, continuavano a gestire indisturbati il mandamento palermitano di Resuttana a dispetto del 41 bis al quale erano sottoposti.




Lo conferma la recente operazione Rebus grazie alla quale sono finite nel registro degli indagati 42 persone, 5 delle quali  fermate con l’accusa di associazione mafiosa ed estorsione: Maria Angela Di Trapani, moglie di Salvino Madonia e l’altro fratello, Aldo Madonia, il farmacista, Michele Di Trapani, zio della donna, il commerciante Massimiliano Lo Verde e l’imprenditore Vincenzo Sgadari. Coinvolti nell’inchiesta anche l’ex assessore alle Attività Produttive Eugenio Randi e il consigliere comunale  Giovanni Lombardo, di Forza Italia, indagati per abuso d’ufficio. Secondo quanto riportato dal quotidiano Repubblica i due politici si sarebbero messi a disposizione dei Lo Piccolo per il tramite di Francesco Di Pace, della famiglia di Resuttana. A provarlo sarebbero alcune intercettazioni telefoniche che risalgono ai primi mesi del 2007 mentre i due politici parlavano con Di Pace e lo rassicuravano sul buon risultato della delibera.
Indagato per favoreggiamento alla mafia anche il penalista palermitano Giovanni Restivo. Il legale, che assiste Antonino Madonia assieme all'avvocato Marco Clementi, è stato ripreso dalle videocamere del carcere Pagliarelli mentre riceveva un foglietto da Rosanna Milia compagna del boss Antonino Madonia.
Lo storico mandamento di Resuttana, dopo la morte di Don Ciccio Madonia, era stato ereditato dai figli Salvino, Giuseppe e Antonino Madonia, tutti e tre condannati all’ergastolo, che hanno proseguito a dettare legge su chi doveva assumere il controllo della cosca al loro posto. Infatti ascoltando i dialoghi intercettati nel capanno del capomafia di Pagliarelli Nino Rotolo tra quest’ultimo e il referente di San Lorenzo Antonino Cinà si ha piena conferma che il boss Diego di Trapani era stato designato dai Madonia in persona a reggere il mandamento.
In seguito ai ripetuti arresti degli uomini di vertice del mandamento Maria Angela e Aldo detto “Alduccio” sono diventati i rappresentanti della famiglia nella gestione degli affari. Secondo gli inquirenti la donna avrebbe avuto anche incontri con personaggi di primo piano dell’organizzazione come Antonino Cinà e con i fratelli Stefano e Gaetano Fontana della famiglia dell’Acquasanta.
Inoltre da alcune conversazioni di Salvino Madonia con la moglie è emerso il suo intento di preparare un piano per convincere il pentito Marco Favaloro a ritrattare le pesanti accuse nei suoi confronti. I due coniugi inizialmente si rivolgono ad Angelo Fontana della famiglia dell’Acquasanta il quale però ha iniziato una collaborazione con la giustizia, così decidono di avvicinare i familiari di Favaloro, ma anche questo piano sfuma.
Oltre ai provvedimenti di fermo emessi dalla Dda di Palermo, il Ros ha eseguito anche una misura cautelare patrimoniale sequestrando terreni, ville e negozi per un valore di 15 milioni di euro. Il patrimonio era intestato a prestanome, ma secondo i carabinieri sarebbe riconducibile alle famiglie Madonia e Di Trapani. Grazie a questa inchiesta è stato ricostruito anche il movente dell’omicidio di Giovanni Bonanno eliminato perché avrebbe dubitato che i figli di Salvino Madonia fossero veramente i suoi. Adesso il verbale del Ros è stato depositato al processo per il suo omicidio.