Archivio Antimafia Duemila

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Giorgio Bongiovanni Ciancimino, falsi scoop e veri bersagli

Ciancimino, falsi scoop e veri bersagli

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di Giorgio Bongiovanni e Anna Petrozzi - 10 settembre 2011
Vecchie intercettazioni spacciate da Panorama come uno scoop dell’Ultimora. E’ l’ultima puntata della saga Ciancimino usata per sferrare un altro attacco intimidatorio al giudice Ingroia e alla procura di Palermo.
        


Della “chiacchierata” quanto meno inopportuna dell’erede di don Vito con un commercialista sotto inchiesta per presunti legami con la ‘ndrangheta erano già usciti ampi stralci nel dicembre scorso come dimostra questo vecchio pezzo di ANTIMAFIADuemila, ma c’era un’evidente necessità di preparare il terreno per i processi che ripartiranno tra pochi giorni.
Primo fra tutti quello che vede a giudizio il generale Mori e il colonnello Obinu per la mancata cattura di Provenzano. Nelle prossime udienze infatti saranno sotto esame alcuni dei documenti forniti da Massimo Ciancimino ai magistrati e passati al vaglio degli esperti della polizia scientifica.
Ora il finto scoop del settimanale di Berlusconi rimbalza come una palla sulla fronte spaziosa dei falchetti preposti all’attacco sistematico di Ingroia: Cicchitto e Gasparri, che riescono a smuovere immediatamente il neo ministro della Giustizia Francesco Nitto Palma e il vicepresidente del Csm Michele Vietti che minacciano diligentemente ispezioni e accertamenti.
Strano, perché alle dichiarazioni giurate di Ciancimino non crede mai nessuno, mentre per le chiacchiere intercettate evidentemente non c’è bisogno di ulteriori approfondimenti. “Quello che emerge dalle rivelazioni di Panorama riguardanti Ingroia e Ciancimino è gravissimo – tuona Cicchitto – ed è però contemporaneamente la conferma di una situazione assai inquietante”. Gli fa eco Gasparri che si augura che il ministero della Giustizia, “come ho già avuto modo osservare e come ho chiesto con un'interrogazione, disponga al più presto un'ispezione” e si augura che il Csm sia “rapido, come lo è stato in altri casi”. Perché, aggiunge con il tono minaccioso che lo contraddistingue, “un comportamento diverso getterebbe un'ombra sul Consiglio superiore della magistratura. Ma sono certo che Vietti saprà essere, anche in questo caso, all'altezza della situazione”.
Nessuna risposta di Ingroia, in trasferta all’estero, mentre Ciancimino ha parlato attraverso i suoi legali, perché ancora ai domiciliari proprio su richiesta di quella Procura che vorrebbero farci credere inciuciata con Ciancimino Junior.
Gli avvocati Francesca Russo e Roberto D'Agostino assicurano: Massimo Ciancimino non è mai stato solo nella stanza del procuratore aggiunto Antonio Ingroia nel palazzo di Giustizia di Palermo e c'è tutto l'interesse a screditarlo per eliminare un testimone scomodo. “Come già dichiarato nel dicembre 2010”, proseguono, Ciancimino “non ha mai posto in essere le condotte riportate nella trascrizione delle intercettazioni”. E “oggi ribadisce di essere e di essere sempre stato pronto a fornire i chiarimenti alle autorità competenti”. Mentre “ha piena fiducia e stima nella procura di Palermo dalla quale non ha mai avuto alcun favoritismo tenuto conto che si trova ancora in stato detentivo su ordine della stessa Procura”.
E’ ancora presto per sentenziare la fine di questa controversa collaborazione quindi, ma è comunque interessante tutto questo affrettarsi a sparar cartucce ancora prima che cominci una nuova battaglia.

DOCUMENTI SCARICABILI

- icon Verbale di intercettazione CIANCIMINO Massimo - 23 novembre 2010

- icon Verbale di intercettazione CIANCIMINO Massimo - 4 dicembre 2010