Archivio Antimafia Duemila

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Nicola Tranfaglia Un voto straordinario, finalmente gli italiani si sono svegliati da Nord a Sud

Un voto straordinario, finalmente gli italiani si sono svegliati da Nord a Sud

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di Nicola Tranfaglia - 14 giugno 2011
Sono davvero felice ed entusiasta per i risultati che gli italiani hanno raggiunto con i voti espressi nei quattro referendum.
      




Hanno dimostrato che, se i partiti politici (che dovrebbero essere più democratici e meritocratici, come tanti sanno) sono aperti ai grandi problemi da cui è afflitta un’Italia, dominata negli ultimi diciassette anni da un populismo autoritario e senza scrupoli, come quello di Silvio Berlusconi e di chi lo segue da molto tempo (dall’onorevole Straquadanio all’intellettuale di accatto Giuliano Ferrara), sono capaci - come lo furono in altri tempi i loro padri- di raggiungere l’unità, di cogliere il punto essenziale e di pronunciarsi, con una netta maggioranza, per i valori contenuti nella nostra grande costituzione repubblicana del 1948.
Questi valori fondamentali dicono che l’acqua deve essere pubblica e non deve favorire speculazioni economiche. Che, al posto delle centrali nucleari, occorre incoraggiare a fondo le energie rinnovabili e tutti gli altri sistemi che non inquinano e salvaguardano l’ambiente naturale.
Infine che il cosiddetto “legittimo impedimento” è una legge che rimane incostituzionale, anche con tutti i possibili aggiustamenti e che va abrogata perché contraddice in maniera radicale il principio essenziale dell’eguaglianza sostanziale degli italiani, sancita nell’articolo 3 della costituzione repubblicana che al primo comma si preoccupa persino di rafforzarla, sottolineando che spetta proprio alla repubblica mettere in azioni supplementari per consentirle l’attuazione effettiva. E’ difficile essere più chiari e categorici di così. Ma noi siamo in un Paese di persone che non vogliono sentire né vedere, pur di mantenere i propri piccoli o grandi privilegi.
E - come a me è accaduto di verificare nella mia vita- le parole da sole non bastano. Ci vogliono azioni precise e risolute per realizzare principi e norme della nostra costituzione.
Bersani ha perfettamente ragione a dire che “i referendum segnano ormai il divorzio tra il paese e il regime populista” che ha segnato per oltre un quindicennio la nostra vita ma a lui, come agli altri leader di tutto il centro-sinistra, spetta la responsabilità di preparare un’alternativa programmatica ma anche etica e culturale degna di questo nome.
Un’alternativa che si fondi sul merito e sulla solidarietà sociale che consenta all’Italia e agli italiani di archiviare in maniera definitiva le numerose leggi ad personam, il degrado culturale, la crisi gravissima dell’università della scuola e della ricerca scientifica, l’incertezza e il disagio dei giovani che io trovo nelle mie aule universitarie ma anche nelle strade e nelle piazze, la disperazione degli anziani con una pensione troppo esigua, insomma il baratro in cui il paese è cambiato.

Tratto da:
nicolatranfaglia.com