Archivio Antimafia Duemila

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Nicola Tranfaglia Cosentino e il metodo mafioso

Cosentino e il metodo mafioso

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di Nicola Tranfaglia - 23 settembre 2010
Si può parlare, da oggi, di un caso Cosentino determinato dal voto della Camera dei Deputati che il 22 settembre scorso ha salvato l’ex sottosegretario del PDL da 46 intercettazioni che riguardavano i suoi evidenti rapporti con la camorra e in particolare con il potente Clan dei casalesi che ha costituito negli ultimi anni un grande impero finanziario in Italia e nel mondo.




Cioè la maggioranza parlamentare costituita dal governo Berlusconi che ha perduto Futuro e Libertà,tranne due deputati ed ha acquisito deputati dell’UDC e “franchi tiratori” dell’opposizione (a quanto pare, del Partito democratico) ha respinto con 308 voti (otto meno della maggioranza assoluta e necessaria per rendere la maggioranza autosufficiente) la mozione presentata dall’Italia dei valori e del Partito democratico per far utilizzare ai magistrati le 46 intercettazioni riguardanti l’on. Cosentino. 
Siamo insomma, senza dubbio alcuno, alla decomposizione del PDL che ha perduto l’appoggio dei finiani e alla crisi assai forte del Partito Democratico che deve registrare defezioni di fronte a una mozione presentata ufficialmente dal segretario del Partito Bersani e dal capo-gruppo Franceschini.
In queste condizioni la legislatura resta appesa a un filo ed è probabile che nei prossimi mesi si decida da parte degli organi costituzionali (il Capo dello Stato, prima di tutto) di interrompere la legislatura e chiamare gli elettori ad esprimere il proprio voto.
Una parte notevole dei media, i telegiornali e alcuni quotidiani legati alla maggioranza(a cominciare dal più diffuso,il Corriere della Sera) continuano a dire che si tratta di un problema antico: l’on. Cosentino è innocente fino alla condanna e chi si batte per ammettere le intercettazioni è giustizialista.
Ma questo non è vero.
Basta ricordare che l’on. Cosentino è stato investito di un mandato di cattura valutato positivamente da tutti i giudici, inclusi quelli della Suprema Corte di Cassazione. E per questa ragione il governo aveva accettato le sue dimissioni da sottosegretario.
Quindi non ha senso limitare le intercettazioni a suo carico tanto più che la legge che limita le intercettazioni non esiste e non si sa neppure se sarà approvata in questa legislatura.
Né si tratta di considerarlo colpevole ma soltanto di permettere che i giudici continuino il loro lavoro, visto che non siamo di fronte a un fumus persecutionis ma di sicuro rispetto a un’inchiesta che dura da anni ed è vicina alla conclusione.
E allora dobbiamo dire che sono il governo Berlusconi e la maggioranza PDL-Lega,  intorno a lui, a voler estendere anche agli ex sottosegretari ai potenti, non solo al presidente del Consiglio o ai ministri ma persino agli ex sottosegretari vicini alle associazioni mafiose, un’immunità preventiva che è inaccettabile in uno Stato di diritto.
Altro che giustizialisti sono quelli che chiedono l’uso delle intercettazioni!
 Sono invece i rappresentanti di cittadini che non accettano l’immunità dei potenti e chiedono che la costituzione repubblicana e le leggi abbiano il loro corso.
Questo è il significato del caso Cosentino e noi dobbiamo proclamarlo, con i pochi mezzi a nostra disposizione, perché almeno una parte degli italiani sappiano come si comportano il governo Berlusconi e i loro seguaci in parlamento.
Succede quello che io scrivo da più di vent’anni nei miei libri sulla mafia, a cominciare da quello del 1991 intitolato La mafia come metodo (Laterza Editore).
I metodi mafiosi hanno investito lo Stato e governano indisturbati in Italia.