Archivio Antimafia Duemila

  • Aumenta dimensione caratteri
  • Dimensione caratteri predefinita
  • Diminuisci dimensione caratteri
Salvatore Borsellino Attuazione dei patti

Attuazione dei patti

salvatore-borsellino-web3.gif


di Salvatore Borsellino - 7 luglio 2008

Dopo Nino Madonia anche per Giuseppe La Mattina, uno degli assassini di Via D'Amelio, almeno quelli che si occuparono materialmente della strage, perchè degli altri, i veri mandanti non si sa ancora nulla e forse ...

 
non ne sapremo mai nulla come per tutti i mandanti delle innumerevoli stragi di Stato perpetrate in Italia, è stato revocato il regime del 41 bis. E' in buona compagnia perchè negli ultimi mesi la stessa cosa è avvenuta per altri 37 appartenenti di grosso calibro alla criminalità organizzata.
 La motivazione una vera e propria contraddizione in termini, una perla di illogicità, è sempre la stessa: "Non è dimostrata la persistente capacità del detenuto di mantenere tuttora contatti con l'associazione criminale di appartenenza".
Ora uno degli scopi del 41 bis è proprio quello di impedire, grazie all'isolamento, i contatti dei detenuti ad esso sottoposti con l'esterno e quindi la possibilità di continuare a delinquere ed emanare ordini nonostante il loro stato di detenzione.
L'abolizione del regime del 41 bis non può avere quindi come risultato che quello, appunto, di permettere ai beneficiari, di riprendere questi contatti.
Questo in teoria, in effetti come denuncia il Procuratore di Reggio Calabria Giuseppe Pignatone il 41 bis non è più quel regime che venne applicato a partire dalle stragi dei magistrati Falcone, Borsellino, Morvillo e dello loro scorte dato che è stato progressivamente attenuato con ripetuti interventi legislativi e come è stato accertato da recenti intercettazioni i detenuti ad esso sottoposti riescono ancora a mantenere i contatti con l'esterno.
Come denuncia Giancarlo Caselli "tutti i mafiosi non pentiti in carcere continuano ad avere rapporti strettissimi, a volte anche di comando, con l'esterno".
Bisognerebbe quindi intervenire con urgenza  rivedendo la normativa del 41 bis e legandolo alla effettiva pericolosità sociale del detenuto, ma il governo è troppo impegnato ad emanare leggi razziali o di tutela degli interessi della casta politica, e di qualche politico in particolare, spacciate sotto il nome di "pacchetto sicurezza" per potersi occupare di queste cose.
Preferiremmo allora che le cose ci vengano dette come effettivamente stanno, magari con un comunicato di questo tipo:
"In attuazione del patto stipulato tra Istituzioni deviate dello Stato e criminalità mafiosa organizzata per attuare il quale, nel Luglio del 1992, si rese necessario eliminare il Giudice Paolo Borsellino, è stato dato corso, come stabilito dal papello di Totò Riina, all'abolizione del 41 bis per un primo scaglione di beneficiari appartenenti ad una delle controparti. Seguirà, a breve, l'attuazione dello stesso provvedimento di abolizione anche per i rimanenti mafiosi sottoposti a questo regime. In un momento successivo verrà dato corso anche alla parte riguardante l'abolizione degli ergastoli, ove possibile, o, in alternativa, la conversione della pena in detenzione domiciliare ed infine alla revisione generalizzata di tutti i processi per mafia previa abolizione della deprecata figura giuridica del concorso esterno in associazione mafiosa."

Tratto da: 19luglio1992.com