Archivio Antimafia Duemila

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Salvatore Borsellino Lettere e memoriali di Vincenzo Calcara (pt 6) - Pagina 2

Lettere e memoriali di Vincenzo Calcara (pt 6) - Pagina 2

Indice
Lettere e memoriali di Vincenzo Calcara (pt 6)
Pagina 2
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Attorno al Dr. Calvi vi erano dei Massoni collegati a Cosa Nostra. Lo stesso Lucchese era Massone in una loggia segreta insieme a Vaccarino che era ufficialmente Massone del Grande Oriente. E siccome aveva interesse che anch'io ne facessi parte mi ha preparato per l'iniziazione e doveva essere Lui il mio garante! Sono venuto a conoscenza del Rito Scozzese, dell "Grande Luce", della Regola, dei Grasi di Gran Segretario, Gran Maestro, 30° Grado, 32° Grado etc.. Mi ha insegnato come risconoscere un fratello e come salutarlo, quando gli stringi la mano o lo baci!
Ricordo che quando il Sindaco Vaccarino è venuto a Milano, visto la grande confidenza e l'affetto che c'era lo salutai come un fratello Massone. Me lo aveva ordinato Lucchese in quanto questi era stato incaricato da Vaccarino Sindaco a prepararmi per l'iniziazione "Il Tempio". Vaccarino era felice e orgoglioso. Lucchese mi disse che voleva segnalare a Messina Denaro Francesco il Maresciallo Donato in quanto aveva desiderio di farlo diventare fratello (nell'interesse di Cosa Nostra).
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Tutto questo mi è servito a salvare l'occhio di mia figlia Fiammetta. Ho visto salutare il Dr. Par... (non è ben leggibile nell'originale n.d.r.) da una persona che è venuta a trovarlo. Si sono salutati da Massoni. Un giorno lo ho salutato da Massone e mi sono presentato come un fratello "in Sonno" (anche se si è in sonno si è sempre fratelli, e mi ha dato delle medicine costose per mia figlia. In Cosa Nostra si è posati e poi si viene riammessi dopo un periodo di prova (e come se un figlio è in castigo!), dopo le penitenze si ritorna a far parte come prima della famiglia e si riceve di nuovo l'affetto del padre (il Capo Assoluto). Così è anche per un fratello Massone IN SONNO. Rubano il sacro e lo mettono insieme al PROFANO.
Ho conosciuto anche Carlo Greco quando gli ho consegnato a Palermo un camion carico di Morfina base per reffinarla in eroina" E' quello che ha partecipato alla strage di Via D'Amelio (sono stato il primo a farne il nome).
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Non è facile per me ripensare a tutto il tempo che ho trascorso insieme al Dr. Borsellino senza provare una profonda nostalgia.
Quanto vorrei che fosse ancora in vita! Come non vorrei essere qui a parlare di Lui. Pur di averlo vivo avrei voluto essere suo nemico ed essere umiliato e sconfitto da Lui. Pur di averlo vivo avrei preferito di non assaporare le Gioe che mi hanno dato queste quattro figlie che sono venute al mondo dopo la sua morte. Purtroppo il Dr. Borsellino fisicamente non c'è più. Ma io dico che il Dr. Borsellino è vivo più che mai! Il Dr. Borsellino era più di un vaso pregiato! Il Dr. Borsellino era un UOMO!
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Le forze del MALE lo hanno distrutto fisicamente ma non hanno potuto distruggere la Sua Anima, le Sue IDEE, i suoi VALORI, la Sua Nobiltà e tutto ciò di Bello che c'era in Lui. Il Dr. Borsellino era in possesso di Verità scomode, di VERITA' che facevano paura sia a "COSA NOSTRA" che a poteri occulti molto pericolosi collegati con cosa nostra.
Il Dr. Borsellino come Magistrato non era secondo a nessuno, la sua professionalità era tale che ha fatto accellerare la sua mprte. La sua morte è stata voluta da quelle forze del male che Lui voleva distruggere. Forze del male significa "cosa nostra" e tutte quelle Entita' che sempre sono state collegate a "cosa nostra". C'e' chi si spacciava per suo amico e lo ha invece abbandonato al suo destino.
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Dopo una lunga analisi di tutto ciò che era stata la mia vita avevo capito di essere stato tradito in quanto educato a valori sbagliati che avevano messo in pericolo la mia vita.
Mi veniva sempre in mente il Dr. Borsellino, il Giudice che avrei dovuto uccidere. Ricordo il giorno in cui, a casa del Sindaco Vaccarino, c'era il mio capo assoluto Messina Denaro Francesco, dove questi mi diceva di tenermi pronto per partecipare all'uccisione del Dr. Borsellino o di un suo Sostituto. Ho capito che c'era qualcosa che ci univa, LA MORTE. Perché anche io ero stato condannato a morte in quanto avevo avuto una relazione con la figlia di un uomo d'onore. Sapevo benissimo che la mia condanna a morte sarebbe stata eseguita dopo che fossi stato usato per uccidere il Dr. Borsellino. Tutte le volte che il Dr. Borsellino mi veniva a trovare rimanevo colpito dal suo sorriso disarmante e da quella luce nello sguardo di chi è fedele a se stesso e alle regole fino in fondo.
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Il mio non è stato solo un pentimento giudiziario, ma anche un pentimento interiore, morale. Queso pentimento interiore lo devo soprattutto al Dr, Borsellino in quanto mi stava vicino e mi aiutava a capire le ragioni profonde del mio pentimento.
Con quella luce particolare negli occhi mi diceva: "Vincenzo , ti assicuro che la parola PENTIMENTO è una parola NOBILE". E mi ha citato il pentimento del RE DAVIDE dopo aver ucciso un innocente rubandogli anche la moglie.
Mi diceva: "Sono sicuro che tu, piano piano, ti spoglierai e uscirai fuori da tutta quella cultura di MORTE che ti hanno trasmesso. Se tu vuoi ce la puoi fare, basta volerlo. Non sentirti un infame, gli infami sono loro!"
Mi diceva: "Sono un Servitore dello Stato e sono contento di fare il mio dovere fino in fondo. Quando una persona collabora con la Giustizia sono felice perché sicuramente si toglierà qualche mela marcia in mezzo alla società civile. Ma sappi che io non mi fiderò mai di un uomo d'onore che collabora per convenienza e nello stesso tempo gli rimane la mentalità e la cultura mafiosa.
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Viceversa se il pentimento è veramente interiore allora si che è apprezzata e creduta la sua collaborazione con la Giustizia. Vincenzo non mi fare pentire del pensiero bello che ho avuto per te. Oggi sono andato da mia madre e da mia sorella e dopo pochi minuti che ero là ho avuto il pensiero di venirmi a fumare una sigaretta con te e di farti un po' di compagnia. Dai, prendi una cassetta di musica classica e ci rilassiamo un poco"
Queste cassette di musica classsica quando sono stato arrestato mi erano state sequestrate e il Dr. Borsellino si interessò per farmeli avere.
Mi disse anche : "Vincenzo, fatti la barba, ricordati che la dignità passa anche attraverso l'aspetto fisico"
Era un uomo veramente speciale!
Quando sentiii in televisione la strage del Dr. Falcone fu come se toccassi con mano la forza devastante di "cosa NOSTRA"; la paura prese veramente il sopravvento su di me facendomi scaraventare al muro il televisore.
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(nell'originale sembra mancare qualche riga n.d.r.)
Quando ha sentito queste mie parole ha cambiato espressione di viso, mi disse : "Ma come ti permetti di parlare così, che razza di uomo sei ? Hai dimostrato di essere un meschino, tu ti preoccupi per me per salvare la tua vita, per la tua convenienza: la paura non ti fa ragionare: vergognati! Se non fossi qui nella veste di Magistrato ti darei tanti di quei schiaffoni ! Ma col pensiero è come se te li avessi dati."
Chiamò la Guardia, si fece aprire e se ne andò senza neanche salutarmi. Mi sentivo un verme, ero fortemente mortificato!
Sentivo un sentimento di colpa percè avevo capito che con le mie stupide parole lo avevo fatto soffrire. Mi sono ricordato che in effetti mi aveva detto che i suoi sostituti erano come i suoi secondi figli.
Già ero entrato nella convizione di avere perso l'affetto e la stima del Dr. Borsellino. Ma non è stato così. Dopo neanche un paio d'ore si apre la porta e vedo Lui, e come al solito dice alla guardia di lasciarlo solo con me.
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Ricordo e sento ancora la vibrazioni belle che ho provato a vederlo.
Mi disse: "Mi dispiace di essere stato severo con te, ma sappi che le parole che mi hai detto avrebbero fatto arrabbiare anche un Santo!" e facendomi un sorriso disse: "e io non sono un Santo, sono un essere umano che ha sangue nelle vene.".
Come al solito è stato comprensivo e affettuoso. Dopo mi salutò dicendomi: "Vincenzo, non ti preoccupare, sappi che è Bello morire per le cose in cui si crede.". Gli risposi: "Dottore, queste parole le farò sicuramente mie, ci può contare!".
Veramente debbo dire che questo Grande uomo ha cambaito la mia VITA!
Dentro di me non sento più il Sentimento di Odio, di Vendetta e neppure il desiderio di fare del male. Cerco di mettere in atto tutti quei valori che mi ha insegnato e tutte le cose belle che mi ha trasmesso in quei momenti difficili per Lui e per me.
Sono sicuto che con il suo sacrificio tante coscienze sono state toccate!
Ricordo nel 2001, dopo aver scontato il debito con la Giustizia ed essere diventato un libero cittadino, il FORTE DESIDERIOI di andare a visitare la Sua tomba.
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Senza pensarci una volta sono partito per Palermo presentandomi al Centro Borsellino insieme alla mia compagna e le mie quattro bambine. Li sentivo veramente la Sua presenza! La sua Grande Anima era lì, mi sembrava di toccarla con le mani! Ho detto a Padre Bucaro che non sarei andato via da Palermo se non mi avesse portato a visitare la Sua tomba. Volevo ad ogni costo onorare la Grande Anima del Dr. Borsellino portandoci l'innocenza di quattro bambini con il dono di fiori e orchidee. Non avevo mai dimenticato quando mi disse. "Ho fatto di tutto, ma tua moglie e le tue figli ti hanno rinnegato. Vedrai che ti farai una vita e una nuova famiglia".
Ricordo ancora l'entusiasmo dei miei figli che litigavano tra di loro per mettere i fiori più belli a NONNO PAOLO perché così l'ho voluto presentare agli occhi dell'innocenza. Il mio Cuore non aveva mai pianto di gioia come quella volta. Ma la cosa che mi ha toccato moltissimo è stato il gesto Noibile dellla Signora Agnese. Mi ha detto:
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"Tu hai avutoi il desiderio di visitare la Tomba di mio marito. Adesso anch'io ho un desiderio" e mi ha dato l'onore di visitare il villino di Villagrazia (quello ca cui partì Paolo il 19 luglio, il giorno della strage n..d.r.).
Non riesco veramente a espriomere a parole le vibrazioni belle e positive che ho provato in quel luogo! Mi sento di dire con profonda umiltà e cuore aperto che tutti provereb bero queste belle sensazioni!
Ho chiesto a Donna Agnese il posto dove il Dr. Borsellino preferiva stare e me lo ha indicato. Anche li ho provato bellissime senzazioni, sentivo veramente la sua presenza!
In quanto io credo nella coscienza dell'uomo e in quella scintilla DIVINA e so con certezza che non si puà mentire alla propria coscienza, desidero vermanete che le senzazioni belle che mi dava il Dr. Borsellino in vita e adesso anche dal cielo li possa anche provare chi si spacciava o si spaccia per suo amico ma che invece lo ha abbandonato al suo destino se non addirittura TRADITO. Sono sicuro che queste persone verseranno lacrime di pentimento!
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I valori e le cose belle che ho visto nel Dr. Borsellino li ho visti anche in Donna Agnese e nei suoi figli. Veramente una famiglia speciale che ha partecipato in tutto con il Dr. Borsellino, condividendo la sua scelta, sapendo a che cosa andavano incontro e non si sono tirati indietro proprio per l'amore di questa Società che volevano cambiare.
Dopo la morte del LORO CARO sono rimasti una famiglia discreta, cercando giorno per giorno di fare del Bene senza troppa pubblicità.
Ho visto un'azione quotidina con i ragazzi del Centro Borsellino, anche questa è un altro segno della scelta cristiana e umana che questa Famiglia speciale fa con grande riserbo e con Grande delicatezza.
E' solo Grazie a questa Famiglia UNICA e SPECIALE che sono riuscito a sopravvivere insieme alla mia Compagna e alle mie quattro bambine. Ma soprattutto Grazie a Donna Agnese che in questi anni mi ha aiutato a sradicare gli ultimi residui di male che c'erano ancora dentro di me.


Tratto da 19luglio1992.com

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