Archivio Antimafia Duemila

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Salvatore Borsellino Lettere e memoriali di Vincenzo Calcara (pt 5)

Lettere e memoriali di Vincenzo Calcara (pt 5)

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Lettere e memoriali di Vincenzo Calcara (pt 5)
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Tratto da 19luglio1992.com
Pubblico la quinta parte del memoriale di Vincenzo Calcara. Poichè si tratta di un insieme di fogli e non di un memoriale appositamente redatto il tutto puo' non apparire organico, mi riservo alla fine della pubblicazione, e non ne manca ancora molto...



di tentare di dare un ordine a tutto in maniera da dargli una certa organicità e una successione temporale o logica. Tramite colloqui con Vincenzo Calcara tenterò poi di chiarire e/o sviluppare i punti più oscuri ed eventualmente di completarli. E' necessario poi, e qui sará ben accetto il contributo di chiunque, aggiungere link e riferimenti ad altra documentazione reperibile in rete. In questa parte sono di particolare rilievo sia l'incontro con Finocchiaro con alcuni interrogativi che Calcara sembra sottintendere più che esplicitare e lo schema finale nel quale lo stesso Calcara tenta di schematizzare l'insieme di affermazioni fatte nel corso del memoriale.

Ricordo quando mi trovai nella cella di isolamento al carcere di Favignana, quando dopo una lunga introspezione ed una analisi di tutto ciò che era stata la mia vita ho capito che la mafia mi aveva usato, educandomi a valori sbagliati, ipocriti e violenti che avevano messo in pericolo la mia vita.
In quei momenti mi veniva in mente il Dr. Borsellino, il Giudice che avrei dovuto uccidere per eliminare uno dei maggiori ostacoli al domino mafioso.
Il mio non è stato solo un pentimento giudiziario ma anche un pentimento interiore, morale, che metteva in ballo tutti quei valori e insegnamenti mafiosi che avevano mostrato tutta la loro debolezza davanti al nobile coraggio del Dr. Borsellino di cui condividevo lo stesso destino di morte deciso dai capi mafiosi e da quelle entità racchiuse in una grande e potente forza del male.
Quando ho incontrato il Dr. Borsellino ho capito che c’era qualcosa che ci univa e che questa cosa non era solo il nostro legame tanto diverso con quella forza del male di cui io facevo parte ma qualcosa di ancora più oscuro e ineluttabile e cioè l’oscura immensità della morte! Sapevamo entrambi che saremmo morti e questo ci ha reso ancora più vicini. Tutte le volte che lo incontravo rimanevo veramente colpito dal suo sorriso disarmante, da quella luce nello sguardo di chi è fedele a se stesso ed alle regole fino in fondo, ma anche dalla sua bontà, degna solo dei più devoti cristiani.
Questo notaio Albano, nativo di Borgetto, un paese della provincia di Palermo, sposato con una donna slava e con una figlia adottiva, iscritto all’Ordine dei Cavalieri del Santo Sepolcro, insieme a Marcinkus e al Cardinale, amico fraterno del noto Luciano Liggio di Corleone, di cui curava gli interessi economici, amico fraterno dei cugini Salvo, esattori e uomini d’onore, a cui ha reglato alla figlia di questi un bellissimo e pregiato vassoio d’argento (il famoso vassoio del processo Andreotti), dentro il Vaticano era di casa, ed era la persona giusta di collegamento tra l’Enità di Cosa Nostra e l’Entità del Vaticano.
In presenza del Cardinale, del Vescovo Marcinkus e del Notatio Albano ho preso la valigia piena di soldi e con le mie mani la ho messa dentro il bagagliaio della macchina con la targa diplomatica del Vaticano.
Il Vescovo Marcinkus, in quanto americano, non poteva far parte dell’Entità. Era uno strumento del Cardinale e del Notaio Albano che sfruttavano le sue capacità a saper gestire la banca e le conoscenze e i contatti che aveva a livello internazionale. Sfruttavano anche la sua ingenuità.
Verso la metà del mese di Giugno ’92 mi viene a trovare sl carcere di Palermo “Le Torri” il Dr. Natoli e S.E. l’Alto Commissario Finocchiaro, Capo dell’ allora Ufficio di protezione di Roma (dico Sua Eccellenza in quanto il Dr. NATOLI lo chiamava “ECCELLENZA”!).
In quella occasione mi dice di stare tranquillo che, se tutto andava bene, in una o due settimane sarei stato messo sotto protezione a Roma. Questo incontro lo può confermare sia il Dr. Natoli che la Direttrice del CARCERE in ottimi rapporti con il Dr. Borsellino.
Non passano neanche tre giorni da questo incontro che mi viene a trovare il Dr.Borsellino con l’Alto Commissario S.E. FINOCCHIARO! (Questo incontro lo può confernmare sia S.E. Finocchiaro che la Direttrice del Carcere!)
Mi fa subito presente che questo incontro era e doveva rimanere SEGRETO!
Addirittura non doveva sapere niente neanche il Dr. Natoli e il Dr. Lo Voii, ma non perché non si fidavano (anzi il Dr. Borsellino mi diceva che proprio di loro due si fidava ciecamente), ma in quel momento riteneva giusto tenerli all’oscuro per la loro incolumità in quanto meno sapevano meglio era!
Il Dr. Borsellino mi dice: “Come tu sai un detenuto con condanna definitiva (la mia era di 7 ANNI) difficilmente può essere protetto fuori da una struttura carceraria. Può essere solamente protetto in una struttura carceraria dove ci sono solo collaboratori di Giustizia con pene definitive. Invece un detenuto che ancora non ha una condanna definitiva passata in giudicato, se è ritenuto un Collaboratore di Giustizia attendibile, può accedere sotto la protezione dell’Alto Commissariato, DA UOMO LIBERO!”
Mi dice ancora: “Vincenzo, grazie a S.E. il Dr. Finocchiaro che si è preso a cuore la tua situazione unitamente al Ministro di Grazie e Giustizia abbiamo trovato un ”CAVILLO” affinchè tu possa uscire dal carcere ed essere protetto da UOMINI che sceglierà S.E. il Dr. Finocchiaro. Ovviamente non sarai un UOMO LIBERO, ma avrai la tua libertà all’interno di qualsiasi Albergo tu andrai e sarai protetto da 12 Poliziotti che si daranno il cambio ogni 6 ore (tre ogni TURNO). Sappi che all Stato tu costerai tantissimi soldi e in più garantisce la tua vita! Non tradire ciò che si sta facendo per te!”.
Mi dice ancora: “Vincenzo, il Dr. Finocchiaro ha voluto INTERVENIRE in prima persona perché HA LE PROVE DELLA TUA ATTENDIBILTA’ E SA IL PERICOLO CHE CORRI e che ti potrebbero uccidere! La sua venuta qua per me significa che posso stare tranquillo per te, in quanto sotto la Sua protezione nessuno ti toccherà. Ma è anche un mio dovere dirti che devi rispondere a tutte le domande che il Dr. Finocchiaro ti farà in quanto ne ha tutto il diritto, perché è il capo dell’Alto Commissariato Antimafia. Lui ha contribuito con i suoi canali a far trovare i riscontri alle tue dichiarazioni”.
La prima domanda del Dr. Finocchiaro è questa: “Secondo Lei, chi può essere stato a fornire notizie così riservate che sapeva soltanto il Dr. Borsellino? Come è possibile che un “Giornale serio” come il Corriere della Sera da la certezza che Lui è al corrente di certi MISTERI, peraltro abbondantemente riscontrati e che solo il Dr. Borsellino e pochissime persone sapevano?”-
Mi dice anche: “Adesso le faccio un’altra domanda che il Dr. Borsellino sicuramente non Le ha mai fatta ma che ritengo molto importante. La domanda è questa: “Qualcuno pensa e ne sono quasi convinti che Lei e Michele LUCCHESE oltre a far parte dell’ ENTITA’ di ‘COSA NOSTRA’ in SEGRETO e ALL’INSAPUTA di ‘COSA NOSTRA’ facevate anche parte dell’ ENTITA’ dei PEZZI DEVIATI DELLE ISTITUZIONI, nel gruppo dei SERVIZI SEGRETI DEVIATI. Risponda prima a questa domanda e poi alle altre che le ho fatto”.
Prima di rispondergli guardo il Dr. Borsellino per vedere almeno la Sua espressione, ma lui subito mi dice: “Continua da dove eravamo rimasti l’altra volta, anzi per essere più precisi ti dico io dove eravamo rimasti”. Prende la sua borsa di cuoio (mi sembra marrone) ed estrae la solita Agenda Rossa dove di solito si appuntava le cose più importanti che gli dicevo. Apre l’Agenda Rossa, sfoglia alcune pagine (nom posso fare a meno di notare che le pagine erano piende della sua scrittura e mi dice: “Ecco cosa mi hai detto l’ultima volta: Tramite il Lucchese sono venuto a conoscenza che all’interno dei Servizi Segreti deviati e all’insaputa del Triumvirato con a Capo l’On. Miceli, si era formata una corrente di UOMINI che osteggiavano totalmente sia l’On. Miceli che il suo braccio destro. Questi UOMINI erano fidatissimi non a MICELI e neanche al suo braccio destro, ma erano fidatissimi al TERZO RAPPRESENTANTE del TRIUMVIRATO che voleva prendere il posto dell’On. Miceli e sostiruire con uomo di fiducia del braccio desto di MICELI. Ricordo anche che il Lucchese mi disse che questo rappresentante del TRIUMVIRATO era SICILIANO”.
Dopo che il Dr. Borsellino ebbe finito di leggere ciò che gli avevo detto mi dice: “Adesso puoi continuare”.
Mi giro a guardare il Dr. Finocchiaro e inzio con queste parole. “Se qualcuno pensa che io e Michele Lucchese, all’insputa di ‘COSA NOSTRA’ facevamo anche parte dei servizi segreti deviati Le rispondo subito NO!. Però che eravamo in contatto con alcuni UOMINI dei SERVIZI SEGRETI DEVIATI che osteggiavano l’On. Miceli e il suo Braccio Destro le dico SI ! Tre di questi uomini erano quelli che ci hanno accompagnati alla Tenuta di LATINA. Messina Denaro Francesco ha ordinato e dato le Direttive a Lucchese Michele affinchè questi si mettesse in contatto con alcuni UOMINI dei SERVIZI SEGRETI DEVIATI e di riferire soltanto a Lui tutto ciò che gli dicevano o che si faceva. Tutto ciò era così segreto e delicato che neanche i migliori uomini della nostra Famiglia dovevano esserne al corrente. Il MESSINA DENARO FRANCESCO ha autorizzato il Lucchese di servirsi solo di me e di farsi accompagnare da me quando lo riteneva opportuno. Questa scelta su di me il Messina Denaro Francesco l’ha fatta (così mi disse Lucchese):
1° perché ero sempre vicino e in sintonia ottima con il Lucchese,
2° perché facevo bene il mio lavoro dentro la dogana dell’aereoporto,
3° perché gli sono piaciuto tantissimo quando ho ucciso alla tenuta di Latina uno dei sequestrati,
4° perché mi ha cresciuto fin da bambino e non si era mai dimenticato che all’età di 16 anni per difendere il suo figlio Matteo che era stato picchiato da alcuni ragazzi più grandi di Lui io sono intervenuto ed essendo che erano in tre mi hanno massacrato di botte e lu zu’ Ciccio con tenerezza mi ha curato le ferite e dopo mi ha dato anche dei soldi.
Il Messina Denaro Francesco ha avuto l’ordine da Bernardo Provenzano di dare l’incarico a Lucchese in quanto questi era nella posizione giusta (faceva parte della Loggia Massonica oltre ad avere dimostrato capacità a tenere bene contatti delicati e segreti). Il Lucchese mi confidò anche che dalle parole di Messina Denaro Francesco aveva capito o intuito che forse neanche Totò Riina era al corrente della trama segreta che si stava tessendo per danneggiare e sostituire l’On. Miceli.
Provenzano si poteva permettere di tenere all’oscuro Totò RIINA in quanto aveva le spalle coperte dal TRIUMVIRATO della Supercommissione che in precedenza aveva contribuito e appoggiato segretamente Provenzano per distruggere il TRIUMVIRATO dell’ ENTITA’ di ‘Cosa NOSTRA’ che era rappresentato da BONTADE, BADALAMENTI e da Luciano LIGGIO che a sua volta si faceva rappresentare da Provenzano e Riina. Se il Totò Riina è stato messo all’oscuro è stato perché stravedeva per l’On. Miceli”
Nel frattempo che io parlavo notavo che il Dr. Borsellino prendeva appunti nella AGENDA! Invece per quanto riguarda chi ha potuto fornire le notizie riservate al CORRIERE della Sera ho risposto con queste parole: “LASCIO a Voi OGNI GIUDIZIO e ogni DEDUZIONE”.
Il Dr. Finocchiaro mi dice: “Benissimo!” e ancora: “Sig. CALCARA, essendo che ci sono tutti i presupposti e validi motivi, Le comunico che Lei è il primo a potere uscire dal carcere con una condanna passata in Giudicato. Per Lei si è approvata una specie di legge che nessuno può osteggiare. Le assicuro che Lei a giorni sarà a Roma!”.
Il Dr. Borsellino mi dice: “Dopo che ti rilassi un poco verrò a trovarti insieme al Dr. Natoli e al Dr. Lo Voi e metterai a verbale tutto ciò che mi hai detto. Ma forse prima si organizzarà e si dovrà andare nel posto dove hai seppellito il Turco”.
In quella circostanza vengo a conoscenza che L’On. VIZZINI era a PALERMO e doveva RICEVERE dal Dr. Borsellino dei DOCUMENTI.
Veniva di proposito a trovare il Dr. Borsellino (non ricordo se a casa o in Procura) per consegnargli alcuni dociìumenti compresa una relazione riguardante il mio caso e altro (Tutto ciò era importante a livello Politico).
Se non ricordo male quel giorno il Dr. Finocchiaro si doveva incontrare con l’On. Vizzini (sono sicuro che questo si può riscontrare!)
Dopo la morte del Dr. Borsellino vengo convocato da S.E. FINOCCHIARO nel suo Ufficio a Roma dove mi dice che aveva avuto l’idea di farmi fare una intervista in onore del Dr. Borsellino e aveva contattato i Giornalisti di Famiglia Cristiana.
Mi dice anche : “Per fare una cosa veloce mi sono permesso di scrivere in questo foglio ciò che Lei dovrebbe dire e, conoscendola bene, sono sicuro che Lei lo condividerà”.
Mi dice anche : “Certe cose, mi creda non vale la pena che si dicano”.
Ho letto ciò che aveva scritto e su quello si è fatta l’intervista.
Questa intervista su Famiglia Cristiana dove si citava la Morte annunciata del Dr. Borsellino è stata fatta nel mese di Luglio-Agosto 1992. Purtroppo la ho letta ma ho smarrito la copia.
Quel giorno sono stato per diverse ore con il Dr. Finocchiaro e si parlava tanto del Dr. Borsellino ma si è parlato anche dei Servizi Segreti deviati!
Ricordo che dopo aver fatto l’intervista si è aperta la porta ed è entrato l’On. VIZZINI e le sue parole sono state queste: “Scusa di questa visita improvvisa, ti ho fatto chiamare ma tu non rispondevi e allora ho pensato di salire” (si davano del TU).