Archivio Antimafia Duemila

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Salvatore Borsellino La lettera di Salvatore Borsellino al ministro dell'interno Maroni

La lettera di Salvatore Borsellino al ministro dell'interno Maroni

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Borsellino il fratello del Giudice prende posizione e chiede incontro al Ministro Maroni per soluzione urgente del caso dell'imprenditore e testimone Pino Masciari.




L'Imprenditore-Testimone di Giustizia Giuseppe Masciari, che da undici anni vive in un pericoloso limbo istituzionale dopo aver denunciato e fatto arrestare mafiosi, politici e magistrati collusi con la n'drangheta, apprende con gioia e speranza la forte presa di posizione del fratello del giudice Paolo Borsellino, Salvatore, che con una lettera al Ministro dell'Interno Roberto Maroni ha chiesto in via estremamente urgente un incontro tra il ministro stesso e la famiglia Masciari per trovare una soluzione immediata all'imbarazzante situazione di un imprenditore e della sua famiglia che vive nell'insicurezza solo per aver fatto il proprio dovere.

Di seguito la lettera inviata da Salvatore Borsellino al Ministro dell' Interno Maroni.



Al Sig. Ministro degli Interni
On. Roberto Maroni





Oggetto:
Richiesta di un incontro con il ministro Maroni sul caso dell'imprenditore Giuseppe Masciari, testimone di giustizia in pericolo di vita.



Egregio Ministro,


Sono il fratello del giudice Paolo Borsellino, una persona che per lo Stato che Lei oggi rappresenta ha dato la vita, senza esitare, senza chiedersi se ne valeva la pena.

Le scrivo oggi per chiederLe urgentemente un incontro sul caso dell'imprenditore Giuseppe Masciari, che dopo aver fatto il proprio dovere, quello di denunciare i suoi estorsori e farli condannare, oggi si trova in un pericolosissimo limbo istituzionale.

Lui assieme alla moglie, medico odontoiatra, ed ai due suoi figli.

Voglio incontrarLa presto, perché anche se sono certo che non riuscirò mai ad avere giustizia per mio fratello Paolo, sento di dovere impegnarmi con tutto me stesso affinché questo imprenditore coraggioso e la sua famiglia abbiano la speranza di un futuro certo in termini di sicurezza e possibilità di lavoro oltre che di tutela della propria vita.

Se chi si ribella al pizzo viene ripagato in questa maniera dallo Stato, come può lo stesso Stato chiedere ad altri di rifiutarsi di sottostare a queste vessazioni o risultare credibile quando parla di volontà di lotta alla criminalità organizzata ?
Lo Stato italiano non può muoversi solo in occasione delle tragedie, dovrebbe evitare che accadano, dovrebbe tutelare questi cittadini di cui dovrebbe andare fiera finché sono in vita e non piangerli dopo morti.

Per questo le chiedo ufficialmente un incontro alla presenza mia e dei coniugi Masciari, per chiederLe di profondere ogni energia per risolvere questo caso, che si trascina vergognosamente e nell'indifferenza delle Istituzioni da ormai 11 lunghi anni.


Confidando nella Sua sensibilità e riconoscenza nei confronti di questi cittadini coraggiosi, Le porgo i più sinceri saluti,
6 giugno 2008
f.to Salvatore Borsellino