Archivio Antimafia Duemila

  • Aumenta dimensione caratteri
  • Dimensione caratteri predefinita
  • Diminuisci dimensione caratteri
Salvatore Borsellino Agende rosse a Palermo

Agende rosse a Palermo

borsellino-salvatore-web23.jpg


di Salvatore Borsellino - 29 giugno 2011
Ero un po' avvilito stasera. Avevo pubblicato ieri un appello a quelli che sarebbero venuti a Palermo per il presidio delle Agende Rosse in via D'Amelio di inviare al mio indirizzo email il loro nome e la località di provenienza.



Avevo detto che vorrei che la testimonianza della loro presenza rimanesse impressa in una edizione speciale della Agenda Rossa che vorrei fare stampare a ricordo di questo terzo anniversario in cui ci ritroveremo a Palermo a levare in alto il nostro simbolo mentre proteggiamo il luogo dove Paolo e gli agenti della sua scorta hanno sacrificato la loro vita. Anche quest'anno non permetteremo che vengano deposte "corone di Stato" per una "strage di Stato" e questo è un anno particolare. E' il diciannovesimo anniversario della strage e il numero 19 è un numero che ricorre spesso nella vita e nella morte di Paolo. Paolo è nato il 19 gennaio del 1940 ed è morto il 19 luglio del 1992, davanti alla casa dove abitava nostra madre, al numero 19 di via D'Amelio. E io ho il presentimento che quest'anno, a 19 anni dalla sua morte, succederà qualcosa che squarcerà, come un "lampo nel buio" che illumini a giorno la notte, le tenebre in cui sono ancora avvolti i motivi, gli ispiratori e gli esecutori di quella strage e della sottrazione della sua AGENDA ROSSA. Io conosco uno per uno quelli che ci saranno in via D'Amelio, alcuni li incontro anche in città diverse quando mi seguono nel mio peregrinare per tutti i paesi e le città d'Italia ad urlare la mia sete di verità e di Giustizia, con altri mi sento spesso, nelle nostre riunioni sulla rete per organizzare incontri e cercare di dare forma al nostro movimento che è nato quasi da solo, che corre, si ferma, prende respiro e poi ricomincia a correre e a crescere quasi in maniera indipendente da noi, come se avessa una sua vita propria. E forse questa sua vita ce l'ha davvero ed è quella che gli da Paolo. Ma di tanti non conosco neppure i nomi, sono visi sempre pieni di passione, a volte di commozione, spesso di rabbia, che vedo in mezzo a tanti altri nelle manifestazioni, negli incontri, nelle marce e vorrei conoscere a memoria i loro nomi, sapere i luogo da dove vengono, soprattutto poterli chiamare a raccolta quando ce ne è bisogno con un mezzo meno rigido di questo facebook che mi ha fatto sparire di colpo 5000 contatti e non mi permette di mandare un messaggio quando a un evento sono scritti più di 1000 persone. Ero un po' avvilito perché il tempo che impiego per preparare gli appelli, per leggere i messaggi che mi arrivano, per sollecitare le persone a rispondere è davvero tanto e a questo mio appello, a 24 ore di distanza, mi hanno risposto fino ad ora soltanto in 8, si soltanto in 8. e sono tra quelli che non mancano mai, quelli che, anche ad occhi chiusi, so che ci sono sempre. Ma poi mi è arrivata la nona mail , da un ragazzo di Napoli, un ragazzo con cui, come mi ricorda lui, mi sono incontrato un mattina alla Facoltà di Giurisprudenza alla Università della sua città e questa lettera mi ha riempito di sole tutta la mia giornata. Per questo gli chiedo scusa se ne pubblico alcuni passi senza chiedergliene il permesso ma è stata la sua lettera a farmi venire alla mente quello che dicevo tanti anni fa, subito dopo la morte di Paolo, quando non c'erano tante persone come ora a venire ai miei incontri e una volta, in una grandissima sala di Genova, arrivammo ad un incontro dove i relatori eravamo in 3 e di persone ad ascoltarci ne trovammo solo cinque.. Allora io dissi che a me per parlare di Paolo bastavano tante persone quanto erano gli agenti di scorta che erano morti insieme a lui e fu lo stesso una serata bellissima, come se di persone ce ne fossero mille. La stessa cosa mi scrive ora questo ragazzo : "Non so quanti saremo a Palermo e credo che sinceramente poco importi il numero, ma son certo che lì ci sarà l'Italia migliore,  l'Italia migliore, quella che lascia tutto fa mille sacrifici e viene lì, quella che non può e non vuole mai dimenticare." Ma voglio farvela leggere tutta questa lettera, toglierò solo il suo nome, lo rimetterò solo se me ne darà il permesso quando potrò finalmente abbracciarlo. A Palermo. In via D'Amelio. Ciao Salvatore sono un ragazzo napoletano, ho 22 anni, abito nel quartiere Secondigliano o meglio noto alle cronache mondiali come il bronx di Napoli, la famosa periferia nord, quella divenuta nota per la faida di camorra del 2004. Ho sempre pensato che quando cresci in una determinata zona devi scegliere, sei colpevole, complice se resti in una zona grigia, se chiudi gli occhi, Io la mia scelta l'ho fatta ed ho scelto di stare dalla parte di chi ogni giorno dal primo minuto in cui si sveglia sino a quando va a dormire è tra coloro che in ogni passo quotidiano schifa chi annerisce il nostro cielo, tiene sotto i piedi il nostro bel paese, prende potere dalla paura, ci tiene in scatto e ci ruba i sogni, la normalità. Ti conobbi, non so se ora ricordi tra i tuoi mille incontri. a Napoli a fine maggio, quel venerdì 25, ci conoscemmo la mattina all'incontro all'università a giurisprudenza, sono quel ragazzo che collabora con la radio, che ti intervistò, "wrong". Nel corso degli ultimi mesi mi sono molto informato sulla storia che è dietro le quinte della morte di Paolo, oramai pian piano la nebbia che nasconde la trattativa si sta sbianchendo, tanti libri sono stati scritti,paolo aveva una cosa importantissima e preziosissima che tanti nostri concittadini oggi hanno trascurato dimenticato: l'amore per il proprio paese. L'anno scorso purtroppo non potei proprio, per problemi personali, venire a Palermo, seguii attaccato al monitor cosa accadeva al presidio, in lacrime pensando a chi era in via D'Amelio, pensandomi a casa lì immerso come sempre nella solita quotidianità, avevo una grande voglia di essere lì con voi, camminare al vostro fianco, quest'anno ci sarò, sarò lì con voi, ce l'ho messa tutta, non potevo mancare, penso che solo vivendole certe esperienze si può ben capire, ed io ho tanta voglia da ventenne di guardare aprire gli occhi capire, ho una voglia immensa sin da quel venerdì pomeriggio quando venisti in radio e ci parlasti della marcia al castello, di essere lì con te nell'anniversario di via D'Amelio. Non è stato facile per me sai viaggio raramente, io al momento studio e non lavoro, la mia famiglia conduce una vita modesta e non è facile per me farmi questo viaggio, ma sentivo profondamente di doverci essere, voglio e tanto essere lì con te il 17,18,19 luglio, lo volevo fortemente, ho fatto i salti mortali, rinunciato a qualche spesa banale e mi son detto che non potevo proprio mancare seppur non è facile. Ora questa sera ho con me qui sulla scrivania del pc il biglietto della nave, lo fisso, non vedo l'ora che arrivi il 16 luglio l'ora della partenza per Palermo. Ogni giorno sai penso alle lezioni di Paolo, si per me le parole di Paolo sono lezioni, da quelle sulla paura,sul coraggio, sulla morte pronunciate nei suoi discorsi ai ragazzi, seppur appena ventenne e quel periodo non l'ho vissuto ma l'ho potuto solo e semplicemente leggere da qualche libro le trovo grandi lezioni di umanità. E da lì spesso si trova la forza per ogni giorno camminare a testa alta e mettere da parte la voglia di andar via. Assieme ad altri ragazzi impegnati nel sociale portiamo avanti a Scampia un associazione di volontariato sociale che tenga lontano dalla strada i minori a rischio, spesso tra le minacce di chi ci vive accanto, minacce ripetute e fisiche, minacce di un certo tono, perchè qua in fondo pochi han voglia davvero di cambiare, perchè oltre quelli che sparano c'è sempre da pensare ai tanti  che sentono i colpi di pistola e non fanno niente pensando che non cambierà mai nulla, sono tanti, la gran  fetta di concittadini quella che cammina a testa bassa, quella che per quieto vivere subisce silente, e speso anche purtroppo l'abbandono delle istituzioni ed anche ostacoli di istituzioni sempre più private e meno pubbliche, ora su questo ultimo punto speriamo con de Magistris cambia finalmente tutta la storia, e si inizia a respirare aria migliore ma magari ti racconterò meglio da vicino la storia di "resistenza anticamorra". Gran parte di persone che ci sono attorno ci dicono ma chi te lo fa fare,ah quante volte questa domanda ricorre, spesso ci viene posta questa domanda, spesso me la pongo, la risposta bè la trovo in quel che diceva Paolo, la paura è normale che ci sia ma l'importante è che sia accompagnata dal coraggio, ed ogni giorno pensando a chi ha dato la vita fino in fondo per migliorare questo cavolo di paese si va avanti camminando a testa alta per le nostre strade, immaginando un domani in cui molti più concittadini facciano la nostra scelta e capiscano che conviene camminare a testa alta, schifando,e non rispettando o benchèmai onorando o mitizzando, questi ominicchi che prendono potere dal ricatto,dalla paura. Non è stato facile per me decidere di fare sto viaggio, non me la passo bene economicamente, ma Salvatò non ci ho pensato neanche troppo perchè con totale certezza a qualche pantalone, qualche maglietta, o qualche uscita serale, ci posso benissimamente rinunciare ma assolutamente non sarei potuto restare indifferente alla tua chiamata, anche perchè mi sarei sentito uno stronzo se fossi rimasto qui, no non avrei mai potuto. Mi sono ritrovato con quel biglietto in mano questa sera con una grande gioia, lo fissavo davanti al pc ed ho pensato di scriverti così d'impeto, anzi scusami se ti ho fatto perdere del tempo inutilmente con queste mie riflessioni anche banali. Sapevo che volevi che chi veniva a Palermo ti inviasse il nominativo e la provenienza io ho pensato di scriverti anche le motivazioni se così si possono chiamare. Non so quanti saremo a Palermo e credo che sinceramente poco importi il numero, ma son certo che lì ci sarà l'Italia migliore,  l'Italia migliore, quella che lascia tutto fa mille sacrifici e viene lì, quella che non può e non vuole mai dimenticare, metterci una pietra sopra a queste vecchie storie come le chiama il nostro premier, quella che non le considera affatto vecchie storie, quella che non accetta ''accordi', trattative, quella che rifiuta qualsiasi compromesso sulla giustizia e sulla legalità in questo paese, quella che nel ricordo di Paolo sogna un paese che profumi del fresco profumo di libertà ed io voglio fortemente essere in quest'Italia che urlerà la voglia di un paese migliore.  Da ventenne ho una voglia immensa di impegnarmi affinchè qualsiasi cosa accada e qualsiasi paese ci ritroveremo tra una generazione  io possa un giorno dire a mio figlio 'ci ho provato' quando vedrà l'ennesimo lenzuolo bianco in queste strade.
 
Tratto da:
19luglio1992.com