Archivio Antimafia Duemila

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Salvatore Borsellino Palchi e palcoscenici

Palchi e palcoscenici

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di Salvatore Borsellino - 30 novembre 2009
Ho  ricevuto poco fa dagli organizzatori del NO-B DAY una mail che mi ha lasciato l’amaro in bocca. La mail riguarda la possibilità per un rappresentante del movimento delle Agende Rosse di potere avere voce all’interno della manifestazione attraverso un intervento dal palco.

 

Secondo quanto mi viene riferito questo intervento non è stato previsto a causa della quantità degli argomenti trattati e del fatto  che per l’argomento Giustizia sono stati già individuati come relatori un magistrato e un gruppo di ragazzi di Corleone.
L’adesione alla manifestazione del movimento delle Agende Rosse sarà evidenziata attraverso un video che ci è stato richiesto di produrre e la cui proiezione sarà il momento di inizio della manifestazione.
Fino a qui tutto bene, chi organizza una manifestazione ha tutto il diritto di deciderne i tempi e i modi, ma quello che mi ha ferito non è questo ma altro.
Innanzitutto la nostra adesione alla manifestazione è stata molto sofferta e non tutti i partecipanti al nostro movimento, che è un movimento di base, non codificato e non istituzionalizzato, sono stati d’accordo sin dall’inizio. Io stesso ho esitato a lungo prima di dichiararla e nella mia dichiarazione di adesione ho anche espresso i motivi della mia riserva. La paura di tanti di noi era ed è che quelli che sono i motivi fondamentali del nostro movimento, cioè la ricerca della Verità e della Giustizia per le stragi del ’92 e del ’93 e il sostegno dei magistrati che su queste stragi stanno indagando, ai quali vogliamo fare idealmente da scorta, venissero annegati all’interno delle altre mille motivazioni di questa manifestazione. Motivazioni per la maggior parte condivisibili ma alcune delle quali vengono adoperate dallo stesso capo del Govero e dal suo entourage per distogliere l’attenzione dalle cause più profonde per i quali non è ulteriormente accettabile che un individuo del genere possa  rappresentare il nostro paese. Queste motivazioni avremmo avuto intenzione di esporre perché la nostra adesione fosse vista nell’ottica giusta.
Mi viene invece detto che “questa manifestazione non è stata organizzata… pensando a personaggi cui dare la parola, nessuno sabato salirà sul palco a parlare a ruota libera… si è cercato la persona che ne potesse parlare quasi a nostro nome, nel senso colui o colei che poteva dare voce alla nostra idea….”.
Ora io avevo creduto che questa, fosse una manifestazione nata dalla rete, di base, in cui, come è avvenuto a Palermo il 19 luglio e a Roma il 26 settembre, tutti potessero far sentire la propria voce e se, per ragioni di tempo, non tutti almeno tutti i gruppi, di base appunto, che avevano dato, e qualche volta in maniera sofferta, la propria adesione. Prendo atto che la cosa non sarà possibile e cercherò un’altra maniera  di spiegare i motivi della nostra adesione. E poi io non sono e non mi sono mai sentito un “personaggio”, non ho mai considerato il palco come un palcoscenico e avrei preferito avere un fratello ancora vivo, non aver mai dovuto salire su un palco e avere potuto continuare a parlare solo ai miei computer come ho fatto fino a cinquanta anni, fino al 19 luglio del 1992.
Non capisco inoltre le ragioni per le quali sarà tenuta nascosta, sino all’ultimo momento la “scaletta” degli interventi, una cosa più adatta ad un palcoscenico che ad un palco, e spero che questo non serva a dire solo all’ultimo momento che solo ad alcuni movimenti sarà data voce e non ad altri e non dovere chiarire in anticipo a tutti i movimenti che hanno aderito alla manifestazione quali siano stati i criteri di selezione .
Poichè da parte mia ho sempre adoperato e tendo ad operare la massima trasparenza, riporto di seguito anche la lettera che ho inviato in risposta agli organizzatori.

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Cara ……., di equivoci ce ne sono stati sicuramente tanti ma non penso di potermene addebitare la colpa.

Il problema da parte nostra può semmai nascere dal fatto che quello delle Agende Rosse è assolutamente un movimento di base, non codificato e non istituzionalizzato, fatto di tante persone che nutrono gli stessi sentimenti e gli stessi ideali e che per questo si sono ritrovati insieme a piazza Farnese, a Palermo il 19 luglio, a Roma il 26 settembre, si ritrovano attraverso la rete e dalla rete fanno partire le loro iniziative. Proprio per questo ci sono tante, moltissime persone che parlano come appartenenti al popolo delle Agende Rosse ma nessuno, come ho ribadito in un mio recente intervento sulla rete, su FB e sul sito www.19luglio1992.com dal titolo "L'utopia delle Agende Rosse" può parlare nome del movimento delle Agende Rosse.
Forse è un'utopia, lo ho già detto nel mio post di cui sopra ma io ritengo che quello delle Agende Rosse sia un movimento di base e che tale debba restare.
L'adesione alla manifestazione del NO-B DAY è stata molto sofferta, essendo gli obiettivi principali del nostro movimento quelli di fare si che vengano alla luce i veri responsabili delle stragi del '92 e del '93, di far si che vengano riaperte delle indagini e possano essere istruiti i processi su quelle stragi, da sempre bloccate o conclusi, come quello sull'Agenda Rossa, con sentenze di assoluzione che non tengono conto neanche delle prove fotografiche del reato. Abbiamo quindi a lungo pensato se dare la nostra adesione ad una manifestazione di carattere prevalentemente politico che ha come obiettivo quello di chiedere le dimissioni del capo del Governo per un insieme di motivi che in parte condividiamo e in parte consideriamo non essenziali, anzi in qualche caso tendenti a coprire e a far perdere di vista i tragici motivi che richiedono le dimissioni del capo del Governo
Parecchi degli aderenti al nostro movimento non hanno infatti aderito alla manifestazione ma noi abbiamo ritenuto lo stesso di farlo  perché convinti che si trattasse di una manifestazione di base, come quella del 26 settembre a Roma nella quale tutte le persone, confluite a Roma a proprie spese, che hanno chiesto di parlare per esprimere le proprie idee, hanno avuto la possibilità di farlo.
Lo stesso avremmo voluto fare noi a Roma come movimento. Chiedevamo che  non fosse soltanto esibito il nostro logo ed annunciata la nostra adesione, con la richiesta, ma che ci fosse possibile anche spiegare i motivi della nostra adesione.
Non siamo un  movimento folkloristico e non crediamo che basti l'utilizzo del nostro grido di RESISTENZA a fare da trailer alla manifestazione per spiegare i motivi dellla nostra adesione per la quale stiamo anche subendo da più parti, e non solo dall'esterno, delle critiche di strumentalizzazione, delle quali, almeno di quelle esterne, peraltro non ci curiamo. Di quelle interne invece ci curiamo, e anche molto, e non avremmo quindi voluto che certe perplessità tra gli aderenti al nostro movimento, restassero senza una risposta.
Vogliamo poi sperare che la possibilità di esprimere le nostre motivazioni, che ci viene negata, non venga invece concessa ad altri movimenti più istituzionalizzati e il clima di segretezza, che non comprendiamo e che non condividiamo, che viene mantenuto intorno alle persone a cui verrà invece concesso di avere voce, non contribuisce a dissolvere la nostra inquietudine e le nostre perplessità.
Detto questo, dato che abbiamo sempre cercato di non alimentare voci di dissidi e dissapori all'interno della Società Civile, aderiamo alla vostra richiesta di proiettare il video che alcuni di noi hanno preparato.
Cercheremo però, all'interno della manifestazione di essere simbolicamente, e quindi anche fisicamente, compatti intorno alla nostra bandiera, che è e resta l'Agenda Rossa, attorno alla quale si ritroveranno tutti quelli che, come appartenenti idealmente al nostro movimento vogliono caratterizzare la nostra partecipazione come ispirata ai squenti motivi.
In primo luogo l'affermazione che il capo del Governo non possa restare al proprio posto mentre su di lui si addensano forti indizi di essere uno dei protagonisti, e senz'altro lo "utilizzatore finale" dello scellerato patto che ha coinvolto pezzi dello Stato e la criminalità organizzata e che la criminalità organizzata ha portato addirittura ai vertici delle nostre istituzioni
In secondo luogo la riaffermazione della nostra volontà di costituire una scorta ideale e di dare la nostra solidarietà e il nostro sostegno a quei coraggiosi Giudici che queste terribili trame stanno portando alla luce.

Le “Agende Rosse”

Tratto da:
19luglio1992.com