Archivio Antimafia Duemila

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Salvatore Borsellino Avete la mafia in casa e non lo sapete

Avete la mafia in casa e non lo sapete

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di Enri Lisetto - 8 dicembre 2008 
dal Messagero del Lunedì - Giornale di Pordenone

<<La mafia è un cancro che ha pervaso tutto il paese. Dove vengono impiegati i suoi capitali? Al nord dove c'è ancora ricchezza, attraverso l'acquisizione di aziende e supermercati e negli appalti.




Solo che qui la gente non si rende conto di avere la criminalità sulla porta di casa>>.
L'allarme l'ha lanciato Salvatore Borsellino, fratello del giudice Paolo, ieri a Pordenone.
Salvatore Borsellino ha chiuso la terza edizione del "Funima day" alla fiera di Pordenone (oltre 400 presenti) incentrato sulla "giustizia scomparsa". Alla convention, contrariamente a quanto previsto, non ha partecipato Luigi De Magistris, il magistrato oggi giudice del Tribunale del riesame di Napoli, che con il suo esposto ha dato il via all'inchiesta della procura di Salerno su quella di Catanzaro, dove aveva condotto le inchieste 'Why not' e 'Poseidone'. <<La situazione lo coinvolge in prima persona - ha spiegato l'assenza il direttore della rivista Antimafia 2000 e fondatore di Funima International, Giorgio Bongiovanni -. Dopo che era stato cancellato il suo volo Alitalia, aveva garantito il collegamento in video conferenza. Poi mi ha detto che non sarebbe potuto intervenire, ma ha assicurato che a Pordenone ci verrà>>. Bongiovanni ha aggiunto <<una considerazione del tutto personale: non è venuto perchè qualsiasi frase che pronuncia potrebbe essere utilizzata dal potere contro di lui o forse anche per ucciderlo>>.

La convention è stata chiusa, quindi, dal fratello del giudice assassinato dalla mafia il 19 luglio 1992 in via D'Amelio, a Palermo. Un lungo e appassionato intervento, interrotto da tanti applausi, quello di Salvatore Borsellino. <<Lo Stato ha abbandonato le regioni del Sud>>, ha esordito, <<per ottenere quel serbatoio di voti che è servito per governare il resto dell'Italia>>, Sud malato di <<un cancro - ha aggiunto - che oggi ha pervaso tutto il paese>>. E spiega il perché: <<Dove volete che vengano impiegati i capitali? Qui al Nord, dove c'è ancora ricchezza. Vengono riciclati attraverso acquisizioni di aziende, supermercati, appalti. Solo che la gente qui non si rende conto di avere la criminalità alle porte di casa. Qui non sparano, ma quando le aziende non servono più si fanno fallire e la gente resta a casa: senza lavoro a 50 anni non è peggio che morire?>>.

Secondo Salvatore Borsellino <<si è instaurato un regime, non di destra o di sinistra>>, bensì <<una consorteria di politici che invece di amministrare la cosa pubblica cerca di andare nell'unica direzione di proteggere i propri interessi>>. Segue un attacco al ministro della Giustizia, Angelino Alfano (contro il cui lodo anche ieri sono state raccolte firme), ai magistrati di Catanzaro (<<Li hanno denudati? Non so se sia vero, ma sono come tutte le altre persone alle quali viene fatto così>>) e al presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano: <<Anche certi atti del presidente non contribuiscono a facilitare le cose>>. Quella in corso <<non è affatto una guerra tra procure, ma di un procura che legittimamente indaga su un'altra  e di quella indagata che reagisce in maniera selvaggia, facendo atti che sono al di fuori delle procedure normali.>>; Borsellino ha sostenuto che <<è al di fuori delle procedure istituzionali che il presidente avochi a se gli incartamenti>>.

Per il fratello del magistrato ucciso dalla mafia, <<anche la proposta del Csm di trasferire entrambi i capi delle procure significa non prendere una posizione. Avrebbero dovuto dire quale delle due procure sta sbagliando, e per me quella di Catanzaro che reagisce in maniera selvaggia a una giusta indagine nei suoi confronti>>. Borsellino ricorda che <<anche mio fratello venne deferito al Csm perché aveva rilasciato un'uintervista per denunciare che stavano sgretolando il pool antimafia>> e vede <<i segni di revisione dei processi>> così come <<c'è chi vuole proporre una riforma per togliere potere ai magistrati, per imbavagliarli ancora di più>>; anche questa, ha concluso, <<è giustizia negata e scomparsa>>, così come mai si è saputo dove è andata a finire <<l'agenda rossa di mio fratello: mentre la macchina ancora bruciava dalle immagini si vede chiaramente che venne presa e riposta dopo un'ora la borsa che la conteneva>>.