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AD commenta Lettera di Vincenzo Santapaola dal 41 bis

Lettera di Vincenzo Santapaola dal 41 bis

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Lettera di Vincenzo Santapaola dal 41 bis
Di padre in figlio
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di redazione - 9 ottobre 2008

Il quotidiano La Sicilia ha pubblicato oggi una lettera di Vincenzo Santapaola, 38 anni, il maggiore dei figli di Nitto Santapaola, detenuto al 41 bis in un carcere del nord Italia.


Nella missiva Santapaola junior lamenta la sua condizione di carcerato ai rigori del carcere duro, ricorda gli interventi chirurgici subiti a seguito di un incidente, ma soprattutto focalizza la causa dei suoi problemi giudiziari nel cognome che porta. “C'è gente che con pregiudizio mi giudica e mi considera in base a ciò che si è detto e scritto su di me – scrive il figlio dell'ex boss di Catania lanciando un segnale a ignoti destinatari –  additandomi come un criminale. C'è gente che crea leggende sul mio conto e sui miei familiari. Ci sono altri che usano il mio nome in modo scellerato per i loro loschi interessi, per vanto, per ignoranza. Questi ultimi sono quelli che più mi danneggiano e che contribuiscono in modo determinante a far sì che il «mito Santapaola» resti sempre in vita mio malgrado”. La lettera continua con un tentativo di fornire la propria versione in merito ad alcuni colloqui intercettati nel carcere di Catania risultati poi compromettenti per lo stesso Vincenzo Santapaola. “Personaggi a me ignoti, per i loro scopi che a me non interessano – prosegue Santapaola junior –  continuano a fare il mio nome e a presentare il mio cognome come etichetta, la cui natura non mi appartiene. Chiedo di essere giudicato soltanto per le parole e le azioni che sono a me direttamente conducibili”. La lettera termina con l'accorato appello del figlio di Nitto Santapaola ad essere considerato come una “persona normale”, un “uomo qualunque” che vuole vivere la propria vita. Poco dopo la pubblicazione della missiva di Vincenzo Santapaola è arrivata la nota dell'onorevole Claudio Fava, coordinatore nazionale di Sinistra Democratica e figlio di Pippo Fava, ucciso dalla mafia il 5 gennaio 1984.


La redazione di ANTIMAFIADuemila condivide lo sdegno e l'indignazione di Claudio Fava. Le motivazioni che hanno portato il Santapaola al 41 bis derivano da imputazioni gravissime emerse tra l'altro nelle recenti operazioni Plutone e Orsa Maggiore 2. Un detenuto viene incarcerato secondo questo severo regime al fine di limitare il suo contatto con l'esterno e questo dovrebbe valere come minimo anche per le lettere alla stampa tramite le quali possono essere trasmessi messaggi di ogni tipo. Se Santapaola vuole parlare lo faccia a norma di legge, cioè collaborando con la giustizia.

La Redazione


 
MAFIA: FAVA (SD), INAMMISSIBILE PUBBLICAZIONE LETTERA DI SANTAPAOLA SU LA SICILIA
9 ottobre 2008
Roma
. "Il capomafia catanese Vincenzo Santapaola, detenuto in un carcere di massima sicurezza con il regime del 41 bis, ha trovato il modo per aggirare l'isolamento e farsi beffe della giustizia grazie alla disponibilita' del quotidiano locale La Sicilia, che oggi ha pubblicato, in bella evidenza, una sua lunghissima lettera dal carcere". Ad affermarlo, l'onorevole Claudio Fava, coordinatore nazionale di Sinistra Democratica. "Quella lettera - prosegue Fava - entra nel merito di indagini aperte e di testimonianze raccolte dai magistrati e possiede un eclatante carattere intimidatorio: eppure il direttore de La Sicilia, Mario Ciancio, non si e' fatto scrupolo di pubblicarla senza una riga di commento". "Un atto di subalternita' grave, in violazione della legge che per Santapaola, come per il padre Nitto, prescrive l'assoluto isolamento carcerario. Ancor piu' grave - conclude l'ononorevole - perche' si consuma grazie alle cortesie di un giornale siciliano, in una terra che ha gia' contato otto giornalisti ammazzati dalla mafia: uno di loro, certamente, per opera della famiglia Santapaola". 

Adnkronos



Mafia:Dap, indagini su lettera di Santapaola Jr
9 ottobre 2008

Palermo.  "In ordine a quanto apparso sul quotidiano 'La Sicilia', il dipartimento dell'amministrazione penitenziaria comunica che sono in corso gli opportuni accertamenti per verificare con quali modalità sia stato possibile che la lettera di una persona detenuta al 41 bis sia stata pubblicata sul quotidiano". Lo rende noto il Dap dopo la pubblicazione della lettera del boss catanese, Vincenzo Santapaola, stamani sul giornale. Vincenzo è figlio di Nitto Santapaola, 70 anni, padrino mafioso condannato, tra l'altro, definitivamente quale mandante dell'omicidio del giornalista Giuseppe Fava, il 5 gennaio 1984, padre dell'eurodeputato e coordinatore di Sinistra democratica, Claudio.

ANSA




La lettera di Santapaola. Lumia: "Grave che si comunichi dal 41 bis"
9 ottobre 2008
"E' grave che si riesca a comunicare dal 41 bis anche con lettere aperte dove un esponente di calibro del clan Santapaola lancia messaggi e mette sotto tiro il 41 bis stesso". Lo dice il senatore Giuseppe Lumia (Pd) a proposito della pubblicazione di stamani della lettera sul quotidiano La Sicilia di Vincenzo Santapola, figlio del boss Nitto, di Catania, detenuto al 41 bis. "Il 41 bis - dice Lumia - è indispensabile e non ne possiamo fare a meno. Serve per impedire le comunicazioni con l'esterno dei boss rinchiusi in carcere". "Abbiamo presentato - aggiunge - un disegno di legge al Senato per rafforzare e rendere efficace il 41 bis, prevedendo anche la riapertura di istituti come Pianosa e l'Asinara. Adesso spetta alla politica dimostrare che anche sul 41 bis si sa essere rigorosi e coerenti".

LA PRECISAZIONE.
"La lettera di Vincenzo Santapaola é stata consegnata a La Sicilia dagli avvocati Francesco e Giuseppe Strano Tagliareni, che sono i suoi legali". Lo precisa la direzione del quotidiano di Catania sulla pubblicazione della missiva del figlio del boss ergastolano Benedetto.

Ansa