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AD commenta Intercettazioni: politici bugiardi e ipocriti

Intercettazioni: politici bugiardi e ipocriti

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E’ pretestuoso nascondere dietro il paravento della privacy l’attacco della maggior parte dei politici ad una delle poche armi rimaste in mano alla magistratura inquirente e alle forze dell’ordine impegnate in delicate inchieste: le intercettazioni.

Già con uomini e mezzi ridotti all’osso e con cavilli legislativi che ostacolano l’azione repressiva contro crimini e criminali gli investigatori si ritroverebbero così con una capacità di azione davvero limitata. E la storia ci insegna benissimo che mafia e terrorismo non sono l’unica piaga che infetta il nostro Paese, anche perché Cosa Nostra, ‘ndrangheta e Camorra non sarebbero così potenti e devastanti se non godessero della collusione di settori deviati in tutti i poteri, a cominciare proprio dalla politica, per poi coinvolgere l’alta finanza, il mondo delle imprese, e persino le forze dell’ordine stesse e la magistratura corrotta con cui condividono metodi e scopi.
Dire che si consentono le intercettazioni per indagini di mafia e fare finta di non dover considerare questo aspetto è una ipocrisia oltre ad una manipolazione bella e buona dell’informazione. Ancora si vuol far credere che le mafie siano mere organizzazioni criminali da perseguire con mezzi ordinari.
In realtà si sta promulgando un dictat che obbliga i magistrati che onestamente svolgono il loro lavoro e le forze dell’ordine ad agire solo per colpire i delinquenti minori pretendendo di diffondere nel cittadino la falsa impressione che la sicurezza si ottiene solo arginando chi manifesta il crimine e non chi lo causa, lo alimenta e lo protegge.
Per non parlare del bavaglio di ferro che si vuole imporre all’informazione, quella seria ovviamente che non si trastulla sui pettegolezzi che riguardano persone di presunto successo di cui abbonda il nostro bagaglio cultural-televisivo. Si vuole impedire che i cittadini sappiano come si comporta chi li rappresenta al di là delle responsabilità puramente penali o giudiziarie. Quali personaggi, con quale senso delle istituzioni e delle regole e con quali obiettivi amministrano la res che dovrebbe essere pubblica e che invece è sempre più un cortiletto dove vengono coltivati interessi privati e di natura meschina e gretta.
Siano onesti almeno questi signori, ci dicano che pretendono l’assoluta licenza di comportarsi come credono al di sopra della legge e del giudizio dei cittadini che, sempre più inebetiti da una informazione supina e connivente, credono e pure con convinzione, di essere difesi e invece sono strumentalmente ingannati.
Abolire le intercettazioni e la possibilità di renderle pubbliche, nel rispetto dell’intimità personale e senza arrecar danno alle indagini, è l’ennesima mossa per rendere i cittadini sempre più inermi sudditi.

La redazione di ANTIMAFIADuemila