Archivio Antimafia Duemila

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AD commenta Caso Contrada. L'opinione del direttore di ANTIMAFIAduemila.

Caso Contrada. L'opinione del direttore di ANTIMAFIAduemila.

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Grazia: favorevoli o contrari?
E’ questo il dibattito generato nell’ultima settimana scaturito dopo  

la richiesta di grazia inoltrata dal legale del dottor Bruno Contrada, Giuseppe Lipera, al Capo dello Stato Napolitano a causa dello stato di salute precaria dello stesso. Se tale richiesta fosse accolta, secondo il nostro modesto parere, il rischio sarebbe alto. Quella che era una condanna in Cassazione di dieci anni per concorso esterno in associazione mafiosa potrebbe essere, oggi, stravolta e sfociare in un’infelice “archiviazione con condanna”. Tutto è nelle mani del nostro Presidente della Repubblica, il quale ha, secondo la nostra Costituzione, pieni poteri decisionali a riguardo. Bruno Contrada è stato condannato in maniera definitiva. Nelle motivazioni della sentenza emergono chiaramente tutti i rapporti avuti dal dottor Contrada con Cosa Nostra e ad ammetterli è lui stesso raccontando di aver incontrato personaggi come il capomafia Saro Riccobono, per motivi investigativi. Una sorta di confidente, dato che in quegli anni non c’erano pentiti. E oltre a Riccobono c’erano anche altri latitanti, assassini, narcotrafficanti. Queste verità sono contenute nella sentenza e non possono essere dimenticate. Se da un lato umano si potrebbe anche essere favorevoli ad una grazia per gravi motivi di salute da un punto di vista di giustizia e verità ciò può essere permesso solo se il dottor Contrada ammetta le proprie colpe ed inizi, finalmente, a raccontare ciò che sa in qualità di ex numero tre del Sisde. E’ un dato di fatto che Contrada, seppur in passato abbia contribuito alla lotta a Cosa Nostra, non era amico di Boris Giuliano, ucciso dalla Mafia, e tantomeno lo era dei giudici Falcone e Borsellino. Dalle indagini sulle stragi, quelle degli anni Novanta e in particolare la strage Borsellino, emerge un coinvolgimento dei Servizi Segreti. Come ricorda il giornalista Marco Travaglio (di cui invitiamo i lettori a leggere l’articolo nel sito ndr) ci sono diversi buchi neri riguardo gli ottanta secondi di telefonate intercorsi nel pomeriggio del 19 luglio ’92 con personaggi dei Servizi Segreti. Dato il ruolo del dottor Contrada all’interno del Sisde è lecito pensare che egli sappia molte cose su quella strage. Oggi Contrada ha un’opportunità. Quella di dire la verità. Quella che meritano i familiari delle vittime di Mafia e tutti i cittadini onesti.