Archivio Antimafia Duemila

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AD commenta ''... ne avete fatto una spelonca di ladri'' - Crimini in Vaticano

''... ne avete fatto una spelonca di ladri'' - Crimini in Vaticano

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''... ne avete fatto una spelonca di ladri'' - Crimini in Vaticano
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di Giorgio Bongiovanni - 21 dicembre 2008
Misteri, crimini e omissioni all'ombra della cupola Vaticana.
Nella prima parte del nostro dossier i legami dell'alta prelatura vaticana con la finanza criminale, le mafie e i corrotti del nostro tempo ...



Ho scritto il 21 dicembre 2008:


Prima parte

Premessa:

Mi sento un uomo di fede e come tutti sanno da vent’anni vivo la mia esperienza spirituale personale, ma sono anche un giornalista impegnato, quale direttore di ANTIMAFIA Duemila, nel cercare di dare il mio contributo all’affermazione della democrazia, della libertà, della giustizia e della fratellanza nella mia terra natia, la Sicilia, il mio Paese, l’Italia, in Europa e nel mondo intero.
Mi riconosco negli insegnamenti Cristiani della Chiesa Cattolica, anche se ho sviluppato idee per certi versi eretiche rispetto a quelle ufficialmente proclamate dalla Chiesa, concetti di filosofia universale e cosmica contemplati da molte scuole spirituali d’oriente e dello stesso occidente, che tuttavia non mi impediscono di individuare all’interno dell’istituzione cattolica l’operato di autentici Ministri di Cristo. Uomini e donne che vivono il sacerdozio a “imitazione di Cristo”, rendendo vivo e concreto il Vangelo come don Luigi Ciotti, che mi ha concesso l’onore di battezzare i miei figli, come Padre Alex Zanotelli, come Madre Teresa di Calcutta così come credo nella santità delle stimmate di Padre Pio.
Questa premessa è per specificare che quanto leggerete in questo dossier non è l’attacco di un ateo anticlericale né tanto meno la provocazione di un polemico, è invece un grido, un richiamo accorato affinché venga fatta pulizia all’interno della Chiesa di Pietro che Cristo chiamò la casa della preghiera. Perché quando tornerà non abbia a dover ripetere quanto già disse una volta: “Voi fate della mia casa di preghiera un covo di ladri” (Giovanni 2, 16 : Marco 11, 15-17: Luca 19, 45-46: Matteo 21, 12-13) 
Quindi nel rispetto del credo di tutti i fedeli questo è il mio intento.

Crimini e silenzio

L’intera storia della Chiesa Cattolica, soprattutto nell’esercizio del suo potere temporale, è costellata di crimini, scandali, violenze, soprusi, menzogne e mistificazioni. Da secoli e per secoli l’Istituzione cattolica piazza-san-pietro-web.jpgromana ha costruito il suo impero sull’inganno diventando uno degli attori principali di quel sistema mondiale che ha diviso il pianeta in ricchi predatori e in poverissimi depredati. Quello che solo oggi è visibile agli occhi di tutti è la risultante di centinaia di anni di prevaricazione e prepotenza che hanno determinato l’incolmabile divario tra i popoli, tra le razze e la devastazione del sistema ambientale ad esclusivo beneficio di pochi potenti, intoccabili e impuniti che ingrassano le loro smisurate ricchezze affamando interi popoli. Anche il Vaticano è responsabile del miliardo di persone che ogni giorno muore nel genocidio più drammatico di tutti i tempi, quello provocato dalla fame e dalla estrema povertà, perché ha stretto accordi e affari con i dominatori disonesti di ogni dove, prestando le sue segrete stanze ai criminali di ogni tempo, dittatori, mafiosi, assassini, speculatori, finanzieri senza scrupoli, politici corrotti, tutti illustri colletti bianchi e porpora. Solo di alcuni di questi, dei più piccoli e più sacrificabili tra i pesci, si sono potute ricostruire le storie criminali e senza mai alcuna conseguenza per gli alti prelati vaticani, protetti dalle solide e sontuose mura di alabastro e dal silenzio compiacente dei maggiori  mass-media che sono controllati dai medesimi gruppi di potere in cui siedono cardinali e vescovi.
Non deve meravigliare perciò che di tutto il rumoreggiar che si è fatto dello scandalo dei cosiddetti “furbetti del quartierino”, dagli sms privati al vergognoso attacco che ha destituito il pg Clementina Forleo dalle proprie funzioni, poco, pochissimo risalto ha avuto invece un risvolto di questa inchiesta, a mio avviso, per niente secondario. Solo l’attenta penna di Curzio Maltese su Repubblica e un paio di ottimi libri (Capitalismo di rapina, Biondani, Malagutti, Gerevini Ed. Chiarelettere e Onorevoli wanted, Travaglio e Gomez Ed. Riuniti) hanno riportato quanto uno dei principali protagonisti di quest’ennesima truffa ai danni degli italiani, Gian Piero Fiorani, ha raccontato in un brevissimo verbale ai magistrati che lo interrogavano.
Prima però facciamo un piccolo passo indietro.