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NOTIZIE 2007/2011 Saverio Lodato Brogli elettorali a Palermo, quattro arresti

Brogli elettorali a Palermo, quattro arresti

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di Saverio Lodato - 9 ottobre 2008
E ORA scattano le manette, ma, come si dice, cosa fatta capo ha. A Palermo, in quattro, tutti consiglieri comunali, effettivi o aspiranti tali, finiscono in cella perché trovati con le mani nel proverbiale barattolo della marmellata. Voti di lista falsi. Voti di preferenza falsi. Verbali falsi.




A suo tempo, Leoluca Orlando, il grande sconfitto nella competizione amministrativa di Palermo (maggio 2007) che ha riportato sul trono Diego Cammarata, lo aveva detto, ripetuto e persino denunciato al Tar: quei bravi ragazzi di Forza Italia avevano rubato voti a man bassa, facendo carte false, stravolgendo l’autentico pronunciamento dei palermitani dentro le cabine elettorali. Siccome però il divario fra l’ex esponente della primavera di Palermo e il figlioccio di Berlusconi e Miccichè era stato vistosamente a vantaggio del secondo, tutti avevano avuto buon gioco nel ripetere a Orlando, la strofa della canzone dei The Rokes: «bisogna saper perdere, bisogna saper perdere... non sempre si può vincere come vuoi e quando vuoi... e allora cosa vuoi?» Oggi, la musica è cambiata.
Lento pede, come s’addice alla giustizia italica, la verità sta venendo a galla. Merito del cambiamento di spartito musicale, un’inchiesta (a firma del sostituto Maria Forti) che la Digos della Questura di Palermo aveva innescato con un suo autonomo rapporto presentato in Procura. I poliziotti, almeno in questo caso, non avevano avuto bisogno di pentiti o testimoni a volto coperto per avvertire puzza di bruciato sin dalle primissime ore dello spoglio delle schede. Così, ieri mattina, hanno notificato i provvedimenti di custodia cautelare a quattro campioni della politica intesa come servizio: Gaspare Corso, 43 anni, candidato al consiglio comunale; Silvana Lo Franco, 32 anni, cognata di Corso; Vito Potenzano, 58 anni, candidato in un consiglio circoscrizionale; Francesco Paolo Teresi, di 58, anch’egli candidato in una circoscrizione. In ballo ci sono - ma adesso sarebbe davvero illuminante scandagliare l’intero triangolo delle Bermude che ha inghiottito con ogni probabilità decine di migliaia di voti del centro sinistra - «appena» 450 voti. Va anche ricordato che nel marzo di quest’anno, per identica vicenda (per decisione del gip Maria Pino) erano finiti in carcere, sempre a Palermo, due presidenti di seggio: Gaetano Giorgianni e Giovanni Profeta, accusati d’aver favorito proprio Corso, Teresi e Potenzano, tutti - appassionatamente - «Azzurri per Palermo». Nel frattempo, voci informate dicono che Giorgianni starebbe collaborando. A proposito del Triangolo delle Bermude, del quale si diceva prima: era uno spasso a Palermo, a urne aperte, ascoltare nei tavolini dei bar a ora dell’aperitivo candidati trombati del Popolo delle libertà (nessuna formazione politica esclusa) denunciare agli amici di non aver trovato neanche il proprio voto nel seggio in cui avevano votato, oltre la scomparsa dei voti delle mogli... delle fidanzate... dei figli... Qualcuno adesso - lo fa il commissario regionale dell’Italia dei valori Fabio Giambrone - chiede l’annullamento delle elezioni. Si vedrà. Ma è già pronta la canzoncina - questa volta di Mina - per Diego Cammarata: «sei come un bambino capriccioso la vuoi vinta sempre tu...» .

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Tratto da: L'UNITA'