Archivio Antimafia Duemila

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NOTIZIE 2007/2011 Giustizia in Italia Dopo l'estate richiesta revisione processo Borsellino

Dopo l'estate richiesta revisione processo Borsellino

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14 luglio 2011
Caltanissetta.
Sarà chiusa solo dopo l'estate la nuova indagine sulla strage di via D'Amelio che porterà alla revisione del processo...
     




...nei confronti di alcuni condannati per l'attentato che costò la vita a Paolo Borsellino e agli uomini della scorta. Il procuratore Sergio Lari e i suoi sostituti stanno curando gli ultimi riscontri alle dichiarazioni di Gaspare Spatuzza e di Fabio Tranchina, entrambi indagati insieme al boss Vittorio Tutino, che hanno delineato un contesto della strage su molti punti diverso da quello descritto dal pentito Vincenzo Scarantino, teste chiave dei processi che hanno portato alla condanna definitiva di numerosi imputati. Dalle indagini è emerso che Scarantino sarebbe stato indotto da alcuni investigatori ad autoaccusarsi del furto dell'auto imbottita di esplosivo e ad accusare alcuni uomini d'onore che invece sarebbero estranei all'attentato. In ogni caso risulterebbe confermato, e anzi irrobustito, il ruolo organizzativo del boss Giuseppe Graviano. Tranchina sostiene di averlo accompagnato sul luogo dell'attentato, dietro un muro in cui erano appostati gli uomini del commando. Da lì partì l'impulso del telecomando che innescò la bomba ma Tranchina non è in grado di confermare se sia stato davvero Graviano, come si suppone, a premere il pulsante. Per sette di loro si prospetta quindi la riapertura del processo. Sono Salvatore Profeta, Cosimo Vernengo, Giuseppe La Mattina, Gaetano Murana, Gaetano Scotto, Natale Gambino e Giuseppe Urso. La richiesta sarebbe pronta ma sarà presentata al procuratore generale di Caltanissetta, Roberto Scarpinato, solo al termine delle indagini avviate. Si prevede che nasca anche un problema di competenze. L'eventuale processo di revisione si dovrebbe celebrare davanti alla corte d'assise d'appello di Catania che però è già stata sede di uno dei processi di rinvio dalla Cassazione per la strage di via D'Amelio. A Catania inoltre la Procura generale è retta da Giovanni Tinebra che era procuratore di Caltanissetta all'epoca della prima inchiesta. Potrebbe così scattare la competenza della corte d'assise d'appello di Messina. Sui tempi della revisione incide anche la mole enorme degli atti del processo. Gli uffici giudiziari di Caltanissetta hanno avuto problemi con le fotocopie, solo da poco superati. Di pari passo con le nuove indagini procede l'inchiesta per calunnia sui funzionari di polizia che avrebbero creato le false prove per i boss condannati nell'ambito di tre diversi filoni processuali e di sette dibattimenti, esclusi i giudizi in Cassazione. Allo stato risultano indagati tre dirigenti: Mario Bo, Vincenzo Ricciardi e Salvatore La Barbera. Facevano parte della squadra speciale guidata da Arnaldo La Barbera, morto qualche anno fa.

ANSA