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NOTIZIE 2007/2011 Giustizia in Italia Intervista al prefetto Achille Serra

Intervista al prefetto Achille Serra

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6 febbraio 2008
Roma.
“Mani Pulite? Rispetto ad allora andiamo peggio”

 

Achille Serra, Alto Commissario Anticorruzione, l’Italia è così corrotta, come ha denunciato il procuratore generale della Corte dei Conti, Furio Pasqualucci?
«La sua è una fotografia del Paese reale. Siamo al 41° posto nel mondo e penultimi in Europa, prima della Grecia. La conseguenza è la sfiducia crescente verso la politica e le istituzioni, talvolta ingiustificata e ingiusta perché si rischia di fare di tutta un’erba un fascio».

Commissario, qual è la sua percezione sul fenomeno della corruzione?

«Rispetto a Mani pulite, il fenomeno è cresciuto. Mentre prima la corruzione si manifestava in maniera arrogante e alla luce del sole, oggi, invece, è più penetrante e avveduta. E’ un male subdolo che non provoca un effetto devastante come un omicidio, una rapina, una violenza carnale».

Le tangenti negli appalti pubblici e nella sanità sono così diffuse?

«Lo vedi tutti i giorni. La repressione è estremamente difficile non solo per la maggiore avvedutezza dei corrotti e corruttori, che stipulano tra loro un patto di mutua assistenza, ma anche perché è una guerra impari».
Eppure gli arresti si fanno...
«In Calabria, se non vado errato, ci sono state due, tre sentenze di condanna per reati di corruzione. Non mi si venga a dire che in Calabria non c’è corruzione».

Perché l’Italia è un paese da Terzo Mondo?
«La corruzione è un costume, una cultura. E’ la cultura della raccomandazione, per essere molto banali, per cui si deve passare avanti nella fila. Di per sé, la raccomandazione è una forma di illecito che non viene neppure preso in considerazione». Così fan tutti....
«Così fan tutti. Ma è ingiusto poi non distinguere. Non tutta la politica, non tutti gli uomini delle istituzioni fan così».

Come uscirne?
«Con la prevenzione. L’Alto commissario anticorruzione si occupa proprio della prevenzione. Tre anni fa, questo ufficio aveva un’autonomia finanziaria che consentiva di potersi muovere. Oggi, il Senato ha licenziato con zero euro il nostro bilancio, la Camera invece ha dato un obolo di un milione di euro».
E’ difficile, in questo contesto di corruzione diffusa, immaginare l’efficacia di un’attività di prevenzione...
«Se fatta concretamente e non sulla carta, la prevenzione è un’arma efficace. Per esempio, se si va all’università, ci si rende conto che in alcune facoltà si è entrati imbrogliando, corrompendo, il ministro competente affida all’Alto commissariato l’incarico di verificare se si tratta di un fenomeno nazionale o circoscritto a quella facoltà di quell’università. Noi abbiamo fatto un monitoraggio nazionale, e sulla base della conoscenza abbiamo scritto un vademecum di regole da rispettare (il ministro le ha adottate). Sono pronto a scommettere che per il futuro sarà molto difficile corrompere quel preside di facoltà, quel consiglio d’amministrazione...».

Prefetto Serra, mica è un Don Chisciotte che combatte contro i mulini a vento?
«L’Alto commissariato deve essere potenziato, oppure è meglio chiuderlo. Io credo che creare microstrutture dell’Alto commissariato nei vari capoluoghi di regione, sia un contributo concreto per combattere questo male tutto italiano: la corruzione».

LA STAMPA 6 FEBBRAIO 2008