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NOTIZIE 2007/2011 Giustizia in Italia Il pm: lady Mastella può tornare libera

Il pm: lady Mastella può tornare libera

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lady_mastella.jpg29 gennaio 2008

di FULVIO MILONE


ROMA.Chiesta la revoca dei domiciliari
«Impossibile inquinare le prove»

«E' stata una giornata difficile e carica di tensione. Ora mi sento più serena». Sono passate da poco le sette di sera quando Sandra Lonardo, detenuta in casa a Ceppaloni, parla con l'avvocato Titta Madia. La notizia che le è appena stata data è di quelle che destinate ad attizzare il fuoco delle polemiche sulla magistratura. E' successo che il sostituto procuratore di Napoli Francesco Curcio, che rappresenta l'accusa nell'udienza del tribunale del Riesame chiamato a decidere sulla scarcerazione della moglie dell'ex ministro, ha chiesto che la presidente del Consiglio regionale della Campania agli arresti domiciliari dal 16 gennaio venga rimessa in libertà.
Il provvedimento contro Sandra Lonardo, spiega il pm, deve essere revocato perché sono venuti a mancare i presupposti delle esigenze cautelari, come il rischio di inquinamento delle prove. Ma per il pm, la moglie di Mastella rimane coinvolta a pieno titolo nell'inchiesta avviata dalla magistratura di Santa Maria Capua Vetere che ha accusato lei di tentata concussione, e l'ex ministro (finito nel registro degli indagati) anche per concorso esterno in associazione a delinquere. A questo punto toccherà al Tribunale del Riesame, presieduto dal giudice Maria Rosaria Cosentino, stabilire se Sandra Lonardo andrà o meno scarcerata. La decisione dovrebbe essere presa oggi stesso.
Ne hanno di lavoro da fare, i giudici del Riesame. Agli atti dell'inchiesta, infatti, il sostituto procuratore Curcio ha allegato altro materiale, verbali di interrogatori di testimoni, fra cui l'assessore regionale alla Sanità Angelo Montemarano, non ascoltati dai magistrati di Santa Maria Capua Vetere ma sentiti dalla procura di Napoli a cui l'inchiesta è stata trasmessa per competenza territoriale. Ma secondo Titta Madia, l'avvocato di Sandra Lonardo, quelle nuove testimonianze non farebbero che «confermare l'estraneità della signora Lonardo dai fatti che le vengono contestati».
L'elemento dirompente nel caso Lonardo-Mastella è comunque quella richiesta di scarcerazione avanzata dallo stesso rappresentante dell'accusa. Quando la notizia è arrivata a Ceppaloni, una folla festante si è riunita davanti al cancello della villa di Mastella. C'era anche il parroco, padre Robert: «Sono fiducioso, stimo la signora Lonardo che conosco da tempo». Appariva prudente e riservato, invece, l'ex Guardasigilli: «Mi astengo da ogni commento per rispetto ai giudici. Ad ogni modo bisogna tenere presente che quella del pm è solo una richiesta di scarcerazione».
Gli avvocati di Sandra Lonardo ieri hanno presentato al Riesame una memoria di 11 pagine con cui hanno chiesto la revoca degli arresti per «totale assenza di gravi indizi di colpevolezza a carico dell'indagata». Le intercettazioni telefoniche, gli accertamenti svolti sulle pressioni e intimidazioni che per i magistrati di Santa Maria Capua Vetere sono state messe in atto dai Mastella per orientare nomine ai vertici di enti pubblici e aziende ospedaliere, secondo gli avvocati non dimostrano nulla: «Non ci sono state minacce, né c'è mai stata la pretesa di un qualsiasi vantaggio personale».
E la famosa telefonata in cui Sandra Lonardo definiva «un uomo morto» il direttore generale dell'ospedale di Caserta Luigi Annunziata, accusato di avere «tradito il partito» grazie al quale aveva ottenuto l'incarico? Quella frase, sostengono gli avvocati, «deve essere intesa come un "non lo voglio più vedere", o "con noi ha chiuso"».
 
LA STAMPA 29 GENNAIO 2008