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NOTIZIE 2007/2011 Economia e Finanza Gheddafi all'assalto di Impregilo e Terna

Gheddafi all'assalto di Impregilo e Terna

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di Luca Fornovo - 30 ottobre 2008  
Torino
.Il Colonnello Muammar Gheddafi torna all’attacco di Piazza Affari. Dopo lo shopping in Unicredit con un pacchetto del 4,9%, i fondi libici puntano a mettere un piede nel gioiello delle costruzioni, Impregilo, e nel capitale di Terna.





Mentre nel gestore della rete elettrica nazionale, la Central Bank of Libya, guidata dal governatore Fa Farhat Bin Guidara, sarebbe pronta a rilevare una quota tra l’1-2% (dai 50 ai 100 milioni ai valori attuali di mercato), l’investimento in Impregilo avrebbe una valenza non solo finanziaria ma anche industriale. Secondo fonti vicine all’operazione, il fondo sovrano libico punta ad acquistare circa il 5% del capitale e a conquistare, con l’accordo dei vertici di Impregilo, anche un posto nel consiglio d’amministrazione.
Ieri, le indiscrezioni sono circolate con insistenza a Piazza Affari, tant’è che le azioni Impregilo, sospese più volte per eccesso di rialzo, hanno chiuso con una guadagno del 12,87% a 1,793 euro, scambiando il 2% del capitale. Forti acquisti anche su Terna, che ha chiuso in rialzo del 3,39%. Secondo gli operatori di mercato l’ingresso dei fondi libici in Impregilo, che al momento ha come maggiori azionisti le famiglie Ligresti, Benetton e Gavio, attraverso la cassaforte Igli che ha in mano il 29,9% del general contractor italiano, sarebbe un toccasana per il titolo che solo negli ultimi sei mesi ha bruciato oltre il 53% del suo valore in Borsa che ora si aggira attorno ai 689 milioni. Secondo indiscrezioni, gli investimenti dei libici nelle aziende di Piazza Affari sarebbero sotto stretta osservazione del Ministero dell’Economia che considera sia Impregilo che Terna aziende strategiche per il Paese.
In Libia, il gruppo Impregilo ha già rapporti strettissimi: Impregilo Libco - la joint venture con i libici partecipata al 60% dal gruppo italiano - ha siglato, quest’estate, contratti da 400 milioni per la costruzione di tre Università che sorgeranno nelle città di Misuratah, Tarhunah e Zliten. «La Libia è un grande cantiere - ha spiegato alla Stampa Adolfo Urso, sottosegretario allo Sviluppo economico - destinerà oltre 20 miliardi al comparto costruzioni e il governo di Tripoli ha lanciato un ambizioso programma di costruzione per oltre 500 mila abitazioni da realizzare nei prossimi due anni». Mentre l’Italia stanzierà alla Libia cinque miliardi di dollari nei prossimi 20 anni, che serviranno a realizzare anche l’autostrada che attraverserà la Libia, dall’Egitto alla Tunisia.
Intanto, maggiori informazioni sull’affaire libico potrebbero trapelare stamattina visto che Massimo Ponzellini, presidente di Impregilo, sarà a Roma per partecipare al convegno «L’accordo Berlusconi Gheddafi: un fatto storico per la cooperazione italo-libica, un ponte nuovo tra l’Europa e l’Africa». All’incontro, presso il ministero degli Affari esteri, parteciperanno, anche, il secondogenito del Colonnello, Sayf al-Islam Gheddafi, il ministro degli Esteri, Franco Frattini, e Paolo Scaroni, amministratore delegato dell’Eni.
L’ingresso dei libici in Terna sarebbe, invece, secondo fonti vicine al dossier «un investimento di carattere difensivo» visto che da inizio anno il titolo ha mostrato una flessione limitata all’11% circa e che dal 16 ottobre è salito dell’11,3%. Insomma Terna piacerebbe a Gheddafi perché è un classico titolo-paracadute, che non soffre la crisi come dimostrano peraltro i suoi buoni fondamentali: nei nove mesi il gruppo, guidato da Flavio Cattaneo, ha mostrato un utile netto in salita del 2,4% a 298,8 milioni.

Tratto da: LA STAMPA