Archivio Antimafia Duemila

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NOTIZIE 2007/2011 Economia e Finanza Croazia: attentato uccide due giornalisti, dura condanna UE

Croazia: attentato uccide due giornalisti, dura condanna UE

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24 ottobre 2008
Bruxelles
. Il commissario Ue Olli Rehn ha oggi "fermamente condannato l'attacco criminale" che ieri sera ha ucciso due giornalisti a Zagabria.




Nell'esplosione di un'auto-bomba nel pieno centro della capitale, davanti alla redazione del settimanale di politica Nacional, hanno trovato la morte il direttore Ivo Pukanic e il responsabile del marketing della testata Nino Kranjic. Pukanic, 47 anni, controverso giornalista ed editore della rivista, era da molti considerato vicino al crimine organizzato e ai servizi segreti deviati. Il crimine organizzato rappresenta un'emergenza in Croazia. Negli ultimi mesi tutto il paese, ma in particolare la capitale, hanno visto una serie di intimidazioni e pestaggi di uomini d'affari, pubblici ufficiali e giornalisti che si erano opposti al dilagare della corruzione. Due settimane fa è stata assassinata una giovane avvocatessa, figlia del legale che difende un ex generale, sospettato di avere legami con la criminalità organizzata. "Lo Stato sta confrontandosi con una sfida senza precedenti da parte di circoli criminali", ha detto dopo l'attentato il presidente Mesic, secondo il quale "é giunto il momento di ristabilire la legge e la sicurezza dei cittadini contro i criminali, i terroristi, la mafia". "Confidiamo che le autorità croate - ha dichiarato Rehn, competente per l'allargamento dell'Unione - investigheranno con dovizia questo attacco e porteranno i responsabili davanti alla giustizia".

ANSAmed




CROAZIA: GIORNALISTI UCCISI, SI PENSA A MISURE STRAORDINARIE
STAMPA PARLA DI 'VITTORIA DEL CRIMINE ORGANIZZATO'

24 ottobre 2008
ZAGABRIA.
La Croazia è stata profondamente scossa dall'attentato di ieri sera contro due giornalisti, dirigenti del settimanale di politica Nacional, e sia la stampa che i politici parlano di "terrorismo del crimine organizzato", "brutale censura", "misure straordinarié e "arresto del cammino della Croazia verso l'Unione europea". "Non abbiamo bisogno di decretare uno stato d'emergenza", ha detto il primo ministro Ivo Sanader stamani al termine della riunione straordinaria del Consiglio di sicurezza nazionale, ma "ci saranno delle misure straordinarie per la lotta al crimine organizzato a la corruzione". La decisione di introdurre "leggi anti-mafia", reiterata oggi, era già stata presa due settimane fa, dopo l'uccisione di una giovane avvocatessa, il cui padre è il legale di un ex generale sospettato di avere legami con la mafia croata. La stampa di Zagabria è unanime oggi nel condannare l'uccisione di Ivo Pukanic, giornalista e direttore della testata Nacional, e del suo stretto collaboratore Niko Franjic. "Terrorismo!", scrive sull'intera prima pagina il principale quotidiano nazionale Jutarnji list, sostenendo in una prima analisi che ormai si può parlare "della vittoria del crimine organizzato e di un'altra ennesima sconfitta dello Stato". Su questa scia, anche Il Vecernji list, titola: "Il crimine ha preso il potere". La polizia ha nel frattempo fatto sapere che nelle indagini sono state coinvolte anche le magistrature di quasi tutti i paesi dei Balcani. Ivo Pukanic, 47 anni, era considerato uno dei più controversi giornalisti ed editori croati, e alcuni analisti sostenevano che avesse legami con il crimine organizzato, anche quello in Serbia e in Montenegro, come anche con una parte dei servizi segreti deviati. Negli ultimi mesi la Croazia, in particolare la capitale, ha visto una serie di intimidazioni, tre pestaggi e due uccisioni di uomini d'affari, pubblici ufficiali e giornalisti che si erano opposti al crimine organizzato e alla corruzione. Nessuno di questi casi è stato risolto.

ANSA