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NOTIZIE 2007/2011 Economia e Finanza L'Europa in profondo rosso

L'Europa in profondo rosso

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24 ottobre 2008
Borse, un altro venerdì nero. Allarme recessione in tutto il mondo. Tokyo chiude a -9,6%. Tonfo a Piazza Affari, che chiude a -4,96%. Soffrono anche le altre piazze del Vecchio Continente. Resiste Wall Street.



MILANO - Una giornata nera, come quella, storica, di un altro 24 ottobre, quello del 1929. A mandare a picco le Borse di tutto il pianeta è l'allarme recessione, un fantasma sempre più concreto dall'America all'Europa. Dopo il crollo dei mercati asiatici (Tokyo ha ceduto il 9,6%), anche i listini europei hanno registrato un vero e proprio tracollo. A Milano Piazza Affari chiude in forte calo, con l'indice Mibtel che arretra del 4,96% a 15.390 punti, lo S&P/Mib che lascia il 5,61% a quota 19.879 e l'All Stars a -3,62% a 8.857.

EUROPA IN ROSSO - Non va meglio per le altre piazze del Vecchio Continente: Parigi cede in chiusura il 3,54%, Francoforte lascia sul terreno il 4,96% e Londra termina la seduta in calo del 6,17%. Venerdì nero anche a Madrid, in flessione del 5,03%. In terreno negativo anche Zurigo (-5,28%) e Amsterdam (-4,63%).

WALL STREET - A New York la giornata è cominciata malissimo, con le contrattazione sui future sospese già all'alba per eccesso di ribasso. L'apertura delle Borse americane ha visto il Dow Jones e il Nasdaq partire con un forte calo, con l'indice hi-tech arrivato a cedere quasi il 7%. Poi, sull'onda del dato migliore delle attese sulla vendita della nuove case (+5,5%) gli indici hanno avuto un sussulto e attualmente navigano sopra i minimi di seduta. Borsa statunitense sempre pesante ma abbondantemente sopra i minimi di seduta dunque attorno alle 18.00 ora italiana. Il Dow Jones segna -3,04% a 8.426,66 punti, il Nasdaq composite -2,21% a 1.568,44 e lo S&P 500 -3,17% a 879,36.

GRAN BRETAGNA: IL PIL SCENDE DELLO 0,5% - Intanto in Gran Bretagna, nel terzo trimestre, il Pil ha segnato una contrazione dello 0,5%, superiore alle attese. È la prima contrazione dal 1992 per il Paese. Nel secondo trimestre dell'anno il Pil era rimasto invariato, quindi, almeno tecnicamente, non si può parlare di ciclo recessivo (due trimestri consecutivi di crescita negativa).

FMI SOCCORRE ISLANDA - Si aggrava intanto la situazione dell''Islanda, a un passo dalla bancarotta. L'Fmi ha accordato un prestito di 2 miliardi di dollari all'isola per aiutarlo a uscire dalla carenza di liquidità che rischia di strozzare banche e imprese.

OCSE, ALLARME RECESSIONE - Secondo il capo economista dell'Ocse, Klaus Schmidt-Hebbel, «Molti paesi andranno in recessione presto o tardi, ed è probabile che la ripresa sarà più lenta di quanto è avvenuto con le crisi degli ultimi anni, ma la ripresa dipenderà soprattutto dalla velocità in cui ripartirà il mercato finanziario». Schmidt-Hebbel valuta in modo positivo anche gli interventi di governi e banche centrali: «C'è spazio per tagli dei tassi di interesse in alcuni paesi Ocse oltre a stimoli fiscali temporanei e focalizzati».

MOSCA - Un’altra giornata in caduta libera anche per la Borsa di Mosca: l’indice Micex è stato sospeso fino a martedì prossimo, dopo un’apertura in forte ribasso e un primo stop che doveva durare soltanto un’ora nella mattina. L’indice Micex era stato bloccato per eccesso di ribasso, sotto la soglia limite del 5%, quando gli indicatori lo davano a 554,05 punti a -7,48% alle 10.35 italiane dopo aver aperto ancora una volta in calo.

TITOLI - A Piazza Affari dunque è tornato ad affacciarsi il terrore che la recessione sia lunga e prolungata. Gli indici, però, sul finale si sono parzialmente risollevati, recuperando oltre tre punti percentuali rispetto ai minimi di metà mattina. Alcune azioni hanno repentinamente virato chiudendo con un bilancio positivo, come Bpm, Unipol, Fonsai e Geox. In netto caloFiat e Tenaris. A Milano Intesa Sanpaolo è fanalino di coda e cede il 10,77% dopo un nuovo minimo a 2,545 euro. Non è bastata a risollevare il titolo una nota della banca che nel pomeriggio ha precisato, in risposta a indiscrezioni stampa secondo cui l'istituto starebbe preparando il taglio della cedola, che il consiglio di gestione del 28 ottobre non discuterà di dividendo, né di coefficienti patrimoniali. Nel settore molto pesanti anche Unicredit (-8,2%) e Monte Paschi (-6%).

INDICI - Gli indici che misurano il rischio di credito e l'avversione al rischio degli investitori sono balzati a nuovi massimi storici oggi a causa dei timori di una recessione molto più pesante del previsto, delle pressioni dagli hedge fund costretti a liquidare e della crescente instabilità dei mercati emergenti. L'indice Itraxx crossover, che viene considerato la misura più attendibile delle probabilità di default su cds (credit default swap) di società europee con rating inferiore a «bbb-», ha toccato un massimo storico di 900 punti in mattinata, per poi attestarsi a 886 punti base, un aumento, di dimensione mai viste, di 125 punti da venerdì scorso e di 65,5 punti da giovedì.

ASIA - In Asia c'è stata dunque una chiusura di settimana pesantemente negativa. A Seul, alla fine l’indice Kospi ha perso il 10,60%, con un debolissimo volume di scambi. «Gli investitori sono nel panico» ha ammesso Kim Seong-bong, un agente di Samsung Securities. Non va meglio a Tokyo, con il Nikkei che ha chiuso a -9,60% scendendo sotto quota 8mila punti per la prima volta dal maggio 2003 dopo una seduta tutta in negativo (aveva aperto a -1,91%). Il Nikkei ha lasciato sul terreno il 12% questa settimana e il 50% da inizio anno. Il gigante dell’elettronica Sony ha severamente rivisto al ribasso i suoi obiettivi annuali e ha perso l’11%. Giovedì Wall Street aveva chiuso in modo contrastato una seduta molto volatile, con il Dow Jones a +2,02% e il Nasdaq a -0,73%.

FONDO DA 80 MILIARDI - I mercati asiatici stanno subendo ancora forti perdite di fronte alle incertezze che gravano sull’economia mondiale, proprio per questo i dirigenti di tredici paesi asiatici si sono accordati sulla creazione, entro giugno, di un fondo comune di 80 miliardi di dollari per proteggere la regione contro la crisi finanziara. Lo ha annunciato un responsabile sudcoreano. Corea del Sud, Cina, Giappone e i dieci membri dell’Associazione delle Nazioni d’Asia del Sudest (Asean) hanno concluso l’accordo durante un incontro a Pechino.

EURO-DOLLARO-YEN - L'euro continua a perdere terreno nei confronti di dollaro e yen, toccando in mattinata la quota più bassa dal 2002 sulla valuta nipponica. Sui mercati asiatici la moneta unica europea viene scambiata a 1,2794 dollari e 122,70 yen contro 1,2912 dollari e 125,06 yen di giovedì sera a New York. Poi l'euro perdeva ancora terreno nei confronti del dollaro all'apertura di contrattazione sui mercati europei. La moneta unica scivolava poi sotto quota 1,25 dollari, passando di mano a 1,2497 dollari.

PETROLIO - Il prezzo del petrolio scende sotto i 62 dollari sui circuiti elettronici. Il Brent con consegna a novembre è scambiato a 61,95 dollari, in calo di 6 dollari. Per frenare la caduta del prezzo del greggio l'Opec ha deciso di tagliare la produzione di un milione e mezzo di barili. La decisione dell'Opec non piace alla Casa Bianca. «Anti-mercato», così viene definita da Washington.

SETTORE AEREO - Vittima della crisi economica anche il traffico aereo passeggeri mondiale, che, nel mese di settembre, ha registrato il suo primo calo dal settembre 2003, quando era alle prese con il fenomeno Sars. Le perdite previste a fine anno per il settore sono a quota 5,2 miliardi di dollari, secondo Giovanni Bisignani, direttore generale Iata, associazione che rappresenta 230 compagnie aeree, pari al 93% del traffico aereo internazionale. Per il cargo, il crollo è ancora più marcato: -7,7%. «Il declino del traffico è particolarmente rapido ed esteso» ha commentato il direttore generale di Iata, Giovanni Bisignani, definendo quanto sta accadendo «allarmante».


Tratto da:  www.ilcorriere.it