Archivio Antimafia Duemila

  • Aumenta dimensione caratteri
  • Dimensione caratteri predefinita
  • Diminuisci dimensione caratteri

Terapia Soros

E-mail Stampa PDF
Indice
Terapia Soros
Pagina 2
Pagina 3
Tutte le pagine

soros-george-web.jpg

di Enrico Pedemonte - 24 ottobre 2008
Investire nelle energie alternative. Dare una chance a Obama. Non demonizzare gli hedge fund. Stabilire nuove regole per controllare le prossime, inevitabili, bolle. Ecco come vede il futuro il famoso finanziere
colloquio con GEORGE SOROS.


George Soros, principe di Wall Street, ha una ricetta semplice per uscire dalla crisi: un nuovo New Deal basato sulle energie alternative. "C'è bisogno di un nuovo motore per l'economia mondiale, e io credo che la lotta al global warming e la necessità di raggiungere l'indipendenza economica ci offrano una grande opportunità per il futuro".
A 78 anni George Soros è ancora una delle menti più lucide di Wall Street. L'anno scorso, quando capì che sarebbe esplosa la crisi dei mutui subprime, decise di tornare a dirigere personalmente il suo fondo di investimenti, il Quantum Fund. E dimostrò che il suo fiuto funzionava ancora: secondo una stima di 'Alpha magazine', una rivista specializzata in hedge fund, solo nel 2007 Soros ha guadagnato 2,9 miliardi di dollari e (secondo 'Forbes') questo ha fatto salire il suo patrimonio a 9 miliardi.
Soros, speculatore e filantropo, divenne noto nel 1997 quando guadagnò un miliardo di dollari in un solo giorno speculando sulla sterlina, e in quell'occasione mandò al collasso finanziario la Banca d'Inghilterra. Soros è un personaggio contraddittorio. Come fondatore di uno dei più redditizi hedge fund della storia è considerato il massimo esperto della finanza speculativa degli ultimi trent'anni. Ma come intellettuale progressista è uno dei critici più feroci di quello che lui definisce il 'fondamentalismo del libero mercato', cioè l'idea che il governo non debba mettere il naso nel mercato perche questo possiede in sé la capacità di correggersi e di trovare l'equilibrio. In un libro uscito da pochi mesi ('Cattiva Finanza. Come uscire dalla crisi: un nuovo paradigma per i mercati', pubblicato in Italia da Fazi Editore), Soros spiega le ragioni della crisi finanziaria che sta scuotendo i mercati, la morte del reaganismo e l'avvento di una nuova era di interventismo statale. 'L'espresso' lo ha intervistato.

C'è un nuovo New Deal nel futuro dell'America?
"C'è bisogno di una nuova leadership. E io spero che un'amministrazione Obama possa darci qualcosa di simile al New Deal di Roosevelt. Un altro tipo di New Deal. Bisognerà andare al cuore del problema. I consumatori americani non possono più svolgere il ruolo di motori dell'economia mondiale: da decenni consumano più di quello che producono. Per questa ragione il nostro deficit ha toccato il 7 per cento. Ma questo non è più sostenibile. Le famiglie americane hanno usato l'aumento del valore delle case come strumento per aumentare i consumi e non per risparmiare. Ora c'è bisogno di un nuovo motore: e l'opportunità viene dal global warming e dalla necessità di raggiungere l'indipendenza energetica. Ci sarà bisogno di enormi investimenti in energie alternative e nelle tecnologie per rimuovere il carbonio dai combustibili fossili, in particolare dal carbone. Questo vorrà dire meno disoccupazione, più investimenti e rilancio dell'economia mondiale".

Quando cominciò a vedere i primi segnali di questa crisi?
"Sono decenni che vedo crescere questa superbolla. Pensavo che sarebbe scoppiata nel 1998-99, ma mi sbagliavo: in quell'occasione le autorità finanziarie riuscirono a rimettere insieme i pezzi. Ma restai all'erta aspettando nuovi segnali di pericolo nel mondo finanziario. Nell'agosto dell'anno scorso mi sono reso conto che la crisi stava esplodendo. Per questa ragione ho ricominciato a occuparmi in prima persona del mio fondo. L'ho fatto per tutelare il mio capitale, ma anche perché era una buona occasione per studiare il mondo della finanza e dimostrare che alla base di questa nuova crisi c'erano idee profondamente sbagliate su come funzionano i mercati".

Come è nata la crisi?
"Non è stata causata da cause esterne al sistema, ma da processi interni. Questo contraddice il paradigma tradizionale della finanza, secondo cui i mercati tendono verso una situazione di equilibrio. Questo paradigma si è rivelato falso. Io ne ho proposto uno alternativo, secondo cui i mercati finanziari distorcono sempre la realtà in un modo o nell'altro. Non è possibile fare previsioni, c'è sempre qualche situazione imprevista che in certe situazioni può alterare i fondamentali del mercato e i relativi prezzi. È quello che io chiamo riflessività".

Molti accusano Alan Greenspan, che è stato capo della Federal Reserve per 19 anni, di avere causato l'attuale crisi finanziaria...
"Greenspan è un fondamentalista del libero mercato, cioè un sostenitore delle teorie sbagliate che hanno dominato la recente epoca storica. A causa di queste sue convinzioni si è sempre rifiutato di regolare il mercato e di prevenire gli eccessi che nascevano dallo sviluppo. L'esempio più evidente è quello del mercato dei mutui. Greenspan ha lasciato che i prezzi delle case crescessero senza sosta. Inoltre non è intervenuto nei processi di innovazione che hanno prodotto i nuovi strumenti finanziari che erano alla radice dei problemi. Poi ha sbagliato lasciando i tassi di interesse troppo bassi e troppo a lungo. Greenspan è stato l'architetto della superbolla".