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NOTIZIE 2007/2011 Cultura Radio Vaticana, fuori la verita'

Radio Vaticana, fuori la verita'

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di Riccardo Bocca - 16 maggio 2011
Un libro-inchiesta riapre il caso delle gigantesche antenne appena fuori Roma. Fortemente sospettate di provocare leucemie, linfomi e altre malattie. E sulle quali si sta ancora indagando per omicidio colposo plurimo
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Si sono presentati in centinaia. Tutti rigorosamente vestiti di nero. Tutti mobilitati il primo sabato d'aprile a Cesano, periferia nord di Roma, dal comitato Bambini senza onde. E tutti raccolti, in segno di protesta, dietro a uno striscione con lo slogan "Radio Vaticana uccide".

Il perché di tanta rabbia è contenuto nel saggio "Bomba atomica, inchiesta su Radio Vaticana", scritto per Editori Riuniti dal giornalista Alessio Ramaccioni e dall'avvocato penalista Francesca Romana Fragale. Un libro che, con abbondanza di documenti, ricostruisce il caso della stazione che l'emittente religiosa ha nella zona di Santa Maria di Galeria, appena oltre il Grande raccordo anulare capitolino. L'inquietante giallo di "33 antenne, alte quasi 100 metri, che irradiano trasmissioni ad elevatissima potenza", e appunto per questo sono sospettate di provocare, nei comuni limitrofi, leucemie e altre patologie tumorali.

Foto di Maurizio Archilei da L Agone.it
Un'accusa sempre respinta dalle autorità ecclesiastiche, ma proposta da "Bomba atomica" con materiali sorprendenti: "Primo fra tutti", ricordano gli autori, "il cosiddetto Studio Marconi, consegnato nel giugno 2010 da Andrea Micheli dell'Istituto nazionale dei tumori". Un'analisi epidemiologica in cui si teorizza "l'associazione importante, coerente e significativa tra esposizione residenziale alle strutture di Radio Vaticana, ed eccesso di rischio di malattia per leucemia e linfomi nei bambini".

Frasi che inquietano chi abita attorno a Santa Maria di Galeria. Non basta che l'8 ottobre 2010 Radio Vaticana abbia replicato allo Studio Marconi con una controperizia firmata da Umberto Veronesi (direttore scientifico dell'Istituto europeo di oncologia) e Susanna Lagorio (Istituto superiore di Sanità). Poco consola che, in questa analisi, si legga che lo Studio Marconi "produce risultati paradossali", con dati insufficienti per reggere le conclusioni del dottor Micheli. "I cittadini di tutti i comuni a rischio", dice Alessio Ramaccioni, "sanno benissimo che, anni fa, altre ricerche hanno dato risultati simili. E dunque chiedono alle istituzioni una sola cosa: la verità".
Il riferimento al passato, in particolare, riguarda una ricerca presentata nel 1999 dall'Osservatorio epidemiologico della Regione Lazio, che "rilevava come i decessi per leucemia risultassero significativamente maggiori dell'atteso", almeno nel raggio "di quattro chilometri rispetto alle antenne di Radio Vaticana". E altrettanto importante, a detta dei comitati anti-antenne, è il secondo studio epidemiologico del 2001, eseguito dall'Agenzia di sanità pubblica del Lazio. Un lavoro che includeva anche bambini da zero a 14 anni, e stabiliva che "aumentando la distanza dell'impianto di Radio Vaticana, diminuivano le percentuali dei casi di leucemie registrati".

Tutto ciò, è logico, non certifica in automatico la dannosità degli impianti di Radio Vaticana. Ma è innegabile, questo sì, che un primo processo per "getto pericoloso di cose" (il quale punisce, in senso lato, la molestia di persone in aree pubbliche), si sia concluso con la condanna di un dirigente della radio, "ribadita in Cassazione il 24 febbraio 2011". Dopodiché, dicono gli autori di "Bomba atomica", si attende il nuovo passaggio fondamentale: "La decisione del giudice delle indagini preliminari, che indagando sulle emissioni di Radio Vaticana, e partendo da un'ipotesi di omicidio colposo plurimo, si pronuncerà sull'eventuale rinvio a giudizio". Comunque finisca, un appuntamento ad alta tensione.

Le prime vittime dell'inquinamento sono i bambini fino a 14 anni: quelli che abitano entro i quattro chilometri dall'impianto si sono ammalati di più, anche di patologie mortali
Tratto da: espresso.repubblica.it