Archivio Antimafia Duemila

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NOTIZIE 2007/2011 Cronache in Italia Buon lavoro dottor Salvi

Buon lavoro dottor Salvi

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di Graziella Proto - 4 novembre 2011

Giovanni Salvi, sostituto pg in Cas­sazione è stato nominato Procuratore di Catania.
Una nomina che tanti in città han­no accolto con gioia e sollievo. Speran­ze.
Gli auguriamo buon lavoro e spe­riamo tanto che abbia chiara la situa­zione di Catania. Nella città etnea, la magistratura non è mai stata considerata estranea ai così detti poteri forti; il Palazzo di Giustizia è stato sempre  attanagliato da lotte interne mettendo in cattiva luce i bravi operatori della giustizia che, a Catania ci sono.
Quando in città si è diffusa la noti­zia con i nomi dei candidati - probabi­le, futuro capo del tribunale, ci sono state molte perplessità, ed anche a vol­te, allarme. Gennaro? si chiedeva qual­cuno, perché ti sembra meglio Tinebra? rispondeva qualcun altro. Sembrava una vicenda senza sbocco. Il papabile dott Gennaro a molti non era gradito e soprattutto negli ultimi tempi, ci sono state delle proteste: sit-in, volantini, e perfino un posterbus con un cartellone sei metri per tre, posteggiato proprio davanti al Tribunale.
Una specie di telo del cantastorie con i fumetti della storia. Qui nel po­sterbus invece, c'erano le foto del ma­gistrato. In particolare una sua foto in cui parla amabilmente con un mafioso su una bellissima terrazza, una festa probabilmente, In altre, sono riprese al­cune villette fra le quali la sua e tante scritte, stralci di articoli di giornali. Una vecchia storia.  Cose già chiarite nelle sedi appropriate? Solo sospetti? Interpretazioni diverse, ma dall'esterno sembrerebbe proprio che Gennaro sia rimasto bloccato dai sospetti e dalla "foto irrilevante"
Il dott Gennaro, protagonista del "caso Catania" ( una cosa di cui non si deve parlare) non ce l'ha fatta per po­chissimi voti, due per l'esattezza a di­mostrazione del fatto che le forze che si battono contro sono quasi uguali.

* * *

A Catania c'è una specie di cappa di sfiducia e d'amarezza nelle istituzioni che, soffoca. .
La disinformazione e il silenzio la fa da padroni, perché la stampa "uffi­ciale" fa parte di quel giro di poteri for­ti di cui si diceva prima. Per il Caso Catania per esempio, i pochi che tenta­no, parlano, scrivono o hanno scritto, che hanno raccontato fatti e costruito il contesto sono stati intimiditi, minaccia­ti, a volte sopraffatti.
Il caso Catania a firma della sotto­scritta, pubblicato su diverse testate na­zionali, è diventato un grave misfatto quando è stato pubblicato su una picco­la testata locale, on line.
L'allora Procuratore Generale, Gia­como Scalzo, mandò alla redazione una lettera su carta intestata e conse­gnata se non ricordo male da un mare­sciallo, sostenendo all'incirca che io in quella "nota" raccontavo "fabule".Ten­tativo d'intimidazione? Finito nel nulla. Anzi smentito. Ma era il procuratore generale! Dopo pochi giorni, sempre per lo stesso articolo e per una motiva­zione diversa, sono stata messa sotto processo per quattro anni e mezzo, per essere alla fine assolta con formula pie­na. Non è vero che sono cose da nulla. Il pensiero che qualcuno potesse dubi­tare della mia buona fede, credibi­lità e professionalità, non mi faceva dormire. Sono energie sprecate. E poi, ero sicura - e la rabbia mi rosicava - che il querelante non c'entrasse nulla, era morto subito dopo  aver firmato la denuncia. Ma veramente volete farmi credere che una persona in fase termi­nale abbia la voglia di fare querele?
Buon lavoro dottor Salvi

*A BREVE IL PDF SCARICABILE DELL'ULTIMO NUMERO DI CASABLANCA

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