Archivio Antimafia Duemila

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NOTIZIE 2007/2011 Cronache in Italia La denuncia di Libera: ''Ipoteca delle banche su meta' dei beni sequestrati ai mafiosi''

La denuncia di Libera: ''Ipoteca delle banche su meta' dei beni sequestrati ai mafiosi''

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Don Luigi Ciotti

di AL. GA. - 8 ottobre 2011
«Mafie al Nord, dall’infiltrazione al radicamento». Su iniziativa di Libera se ne discute - da ieri sino a stasera - fra magistrati, amministratori pubblici...
   




...economisti e volontariato. 
Ne riassume il senso Gian Carlo Caselli, procuratore capo di Torino: «Nelle tre regioni del Nord Ovest ci sono state operazioni importanti contro le mafie. A titolo personale mi sembra di poter cogliere che da parte di alcuni settori politici e imprenditoriali si sia espressa la tendenza a sottovalutare e a rimuovere il fenomeno, anziché porsi il problema degli antidoti. Spero che questi due giorni di riflessione comune aiutino ad andar oltre. Il protocollo appena firmato fra Unioncamere Piemonte e Libera va in quella direzione e servirà a mettere in Rete informazioni utili all’osservatorio sulla criminalità organizzata».
 
Nel presentare il seminario, Luigi Ciotti, fondatore del Gruppo Abele e presidente nazionale di Libera, attacca la «politica degli annunci, quella che sbandiera la lotta alla mafia come priorità assoluta, mentre nei fatti non è così. La lotta alle mafie è reale e forte se anche la democrazia è forte. La nostra, oggi, è una pallida democrazia, con troppe zone grigie ai confini dell’illegalità, questa è la malattia degenerativa dell’Italia, afflitta da un’anestesia delle coscienze». E denuncia: «Il cinquanta per cento dei beni  sequestrati ai mafiosi è bloccato dalle ipoteche bancarie».
 
La chiave di lettura la offre Francesco Menditto, per lungo tempo giudice delle misure di prevenzione a Napoli: «Noi magistrati volevamo la responsabilità delle banche per mancata vigilanza. Nella mia esperienza non ne ho mai vista una in buona fede rispetto a certe ipoteche, tant’è che preferiscono tenere i beni bloccati. Parliamo di duemila beni mafiosi».
 
Il sequestro dei beni mafiosi è dovuto alla legge Rognoni-La Torre. Ieri il primo ha aperto i lavori così: «Assistiamo a uno sconcertante degrado della vita politica».
 
Tratto da: La Stampa