Archivio Antimafia Duemila

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NOTIZIE 2007/2011 Cronache in Italia Messineo: ''Certificato antimafia e' fondamentale''

Messineo: ''Certificato antimafia e' fondamentale''

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26 settembre 2011
Palermo.
Il certificato antimafia? «Una 'complicazione' inevitabile se si vuole precludere l'accesso a certe aree economiche a mafiosi o a collusi con la mafia ». Il procuratore di Palermo Francesco Messineo non ha dubbi: la certificazione antimafia, tornata d'attualità dopo le dichiarazioni del ministro della Pubblica Amministrazione Renato Brunetta, è «uno strumento di contrasto alla criminalità organizzata da cui non si può prescindere». «Anzi - dice il capo dei pm del capoluogo siciliano - se ha un difetto è quello di non essere abbastanza efficace per arginare le infiltrazioni delle cosche nel mondo degli appalti e dei servizi pubblici». «La semplificazione delle procedure amministrative - spiega Messineo - è un obiettivo da perseguire, ma la strada da percorrere non è certo l'eliminazione di un asse portante dell' azione di contrasto alla criminalità organizzata». Per Messineo, accertare che chi partecipa a gare pubbliche per l'assegnazioni di appalti o di forniture di servizi alla pubblica amministrazione non abbia legami con le cosche è «assolutamente necessario». «E certo - dice - in questi ambiti non è possibile accontentarsi dell'autocertificazione». «Casomai - fa notare il magistrato - il problema è un altro: attraverso l'istruttoria della Prefettura, che si avvale anche delle informazioni dell'autorità giudiziaria, è possibile scoprire se chi partecipa a gare pubbliche ha avuto una condanna per reati legati alla criminalità organizzata o è sottoposto a misure di prevenzione. Ci sono casi, però, e sono quelli più insidiosi, in cui a infiltrarsi nei meccanismi delle assegnazioni pubbliche di appalti e servizi non sono direttamente i mafiosi, ma soggetti compiacenti o collusi che spesso sono anche incensurati». E in questi casi cosa accade? «Questi - risponde il capo dei pm - sono i casi in cui la certificazione antimafia mostra tutti i suoi limiti perchè la Procura, su richiesta, può sì, salvaguardando il segreto istruttorio, dare indicazioni alla Prefettura su possibili sospetti o inchieste in corso, ma gli elementi forniti dalla magistratura, coperti da segreto, non possono essere posti alla basa di un diniego del certificato che, come tutti i provvedimenti, deve essere motivato». «Dovrebbe essere resa più stringente e il codice antimafia prevede delle innovazioni sul punto - spiega Messineo - perchè anche certe forme di collusione vengano in qualche modo sanzionate con l'esclusione dall'area delle attività economiche legate al settore pubblico». Quanto alla necessità di una semplificazione delle procedure amministrative il procuratore si dice «assolutamente concorde. Però - spiega - non a discapito della sicurezza. Ad esempio sarebbe bene eliminare tutti i tempi morti e le lungaggini che certi iter hanno. Insomma, piuttosto, agiamo sulla tempistica accelerandola».

ANSA