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NOTIZIE 2007/2011 Cronache in Italia Centonove querela Fabio Repici

Centonove querela Fabio Repici

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di Redazione - 4 maggio 2010

Il settimanale messinese Centonove ha querelato l'avvocato Fabio Repici per alcune affermazioni fatte da quest'ultimo il 2 maggio 2009 in una conferenza tenutasi a Messina sulle distorsioni nella giustizia e nell’informazione.



Fra i relatori, quel giorno c'era anche Clementina Forleo. Il convegno si svolgeva sette mesi dalla morte di Adolfo Parmaliana.
L'avv. Repici ha scritto una lettera aperta nella quale ricostruisce quel periodo, “siamo nelle settimane in cui nel processo Mare Nostrum, davanti alla Corte di assise di appello di Messina, erano capitate evenienze memorabili: il testamento del pubblico ministero (Olindo Canali) letto in udienza (ma solo a metà) dal difensore del boss Gullotti; la falsa testimonianza dello stesso Canali, ammesso a deporre contro il divieto espresso del codice di procedura penale; le strumentalizzazioni che ne erano state fatte (fra gli altri, da Centonove) contro alcune persone: non contro i mafiosi e nemmeno i magistrati o gli avvocati collusi con i mafiosi, bensì contro di me e alcuni familiari di vittime di mafia”.
E' lo stesso Repici a spiegare che “la morte di Adolfo Parmaliana provocò scompensi e reazioni in alcuni settori del potere messinese, in specie giudiziario. E in tanti si adoperarono a fornire sostegno a Franco Cassata e Olindo Canali. Anche la stampa messinese si adoperò e Centonove lo fece con impegno devoto”.
La querela di Centonove si aggiunge alla lista di soggetti che negli ultimi tempi hanno denunciato o fatto causa civile all'avv. Repici: il frate parente dei mafiosi, l’imprenditore Sebastiano Buglisi, il circolo Corda Fratres, il dr. Antonio Franco Cassata, il maresciallo depistatore delle indagini sull’omicidio Campagna, l’ex sindaco di Villafranca Tirrena ed il falso colonnello coinvolti nelle vicende del processo per l’omicidio Campagna.

Il testo della lettera di Fabio Repici: Clicca qui!


A Fabio Repici l'abbraccio e la totale solidarietà della redazione di
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