Archivio Antimafia Duemila

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NOTIZIE 2007/2011 Cronache in Italia Mafia: chiude la Calcestruzzi Ericina nasce la Calcestruzzi Ericina Libera

Mafia: chiude la Calcestruzzi Ericina nasce la Calcestruzzi Ericina Libera

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di Rino Giacalone - 21 gennaio 2010

L’azienda confiscata alla mafia trapanese è stata sciolta.
  




La Calcestruzzi Ericina come società non esiste più, è la prima tra le aziende confiscate alla mafia in Italia che chiude per far nascere qualcosa di nuovo. La prima impresa che esce dal circuito dei beni confiscati. Adesso c’è la Calcestruzzi Ericina Libera, società cooperativa costituita dai dipendenti dell’azienda disciolta, «coop» a cui adesso l’Agenzia del Demanio concederà in locazione le strutture d’impresa che non sono più quelle di semplice produzione di calcestruzzo, ma anche di riciclo di inerti. A Palermo, alla presenza di funzionari del Demanio, presso il notaio Rizzo, è stato firmato l’atto che sancisce la liquidazione della Calcestruzzi Ericina. Liquidatore è stato nominato il commercialista Luigi Miserendino che ha gestito fino a ieri l'azienda da amministratore giudiziario, di fatto salvandola dalla irreversibile crisi che era stata preordinata da Cosa Nostra trapanese.
Storia travagliata quella della Calcestruzzi Ericina. Usata come arma di mafia in mano all’imprenditore boss Vincenzo Virga. Gli imprenditori locali per decenni sapevano che era presso l’impresa Virga che dovevano rivolgersi per le commesse di cemento. E l’impresa così cresceva, ai danni del libero mercato e delle altre società. Nel silenzio più assoluto, rotto solo dall’inchiesta antimafia e dagli arresti. Le indagini portarono al sequestro e alla confisca. E tra il 2001 ed il 2003 il tentativo dei mafiosi, nel frattempo succeduti a Virga, finito in manette, dopo sette anni di latitanza, fu quello di far morire quella impresa, e poi di farla svendere per un acquisto «facile facile». Questo sarebbe potuto accadere se da ostacolo a questo tentativo non ci fosse stata l’azione del prefetto dell’epoca, Fulvio Sodano.
Tutto il resto è storia recente. Gli impianti della Calcestruzzi Ericina sono sopravvissuti, sono stati trasformati. La cooperativa di dipendenti ne assumerà presto la gestione non appena saranno definiti i passaggi. Non tutto è facile perchè quello che è accaduto, le trasformazioni, l’uscita dal circuito dei beni confiscati, non è per intero regolato dalle norme, e dunque la burocrazia dovrà mettersi a lavorare sodo per non far perdere tempo prezioso all’azienda che con i suoi nuovi imprenditori-operai ha fretta di rimettersi in careggiata dopo anni e anni di infiniti sacrifici. E soprusi mafiosi.